
La cittadina di Times Beach, nello stato del Missouri (USA) fu evacuata nel 1982 durante un'inondazione, ma gli abitanti non fecero mai più ritorno nelle loro case: i terreni dell'area erano infatti stati contaminati, negli anni, da diossine mescolate all'olio motore che veniva sparso sulle strade sterrate, una pratica comune negli anni '70 per non far alzare polveri. Le diossine sono una famiglia di composti tossici, tristemente nota per aver causato migliaia di vittime o gravi problemi di salute in tutto il mondo, soprattutto tra gli anni '70 e '80. Le maggiori contaminazioni ambientali di questo prodotto furono causate principalmente da incidenti industriali, come quelli di Seveso in Italia, nonché dall'utilizzo del diserbante Agente Orange durante la guerra del Vietnam.
La città fantasma di Times Beach: rifiuti tossici diluiti nell’olio
La cittadina di Times Beach sorgeva in una area rurale nei dintorni di St. Louis e diverse strade del sobborgo erano sterrate: la polvere al passaggio dei veicoli causava disagi agli abitanti e l'amministrazione incaricò una ditta locale di intervenire. La ditta incaricata apparteneva a Robert Bliss, imprenditore dell'area, e spargeva olio motore usato sulle strade, in tenute private o nelle piste degli ippodromi, per compattare la polvere: una pratica oggi inconcepibile, ma all'epoca legale, che l'imprenditore affiancava al business principale, la raccolta di rifiuti industriali.
Nello stesso periodo, l'industria chimica Hoffman-Taff, nella città americana di Verona in Missouri, sintetizzava l‘acido 2,4,5-triclorofenossiacetico, parte della produzione del defoliante Agente Orange utilizzato dalle forze armate Americane nelle aree boschive del Vietnam. Tra gli scarti di produzione, il più pericoloso era sicuramente la 2,3,7,8-tetraclorodibenzodiossina, composto tossico e cancerogeno: proprio la ditta di Bliss fu incaricata dello smaltimento.
Bliss mescolò i liquami delle vasche contenenti la diossina agli olii trattati e sparse questa miscela in più di venticinque località, tra cui Times Beach e l'arena di Shenandoah Stables.
La scoperta della contaminazione e le conseguenze
Quaranta cavalli dell'arena di Shenandoah furono, nel 1971, le prime vittime di questa pratica, insieme a diversi animali selvatici e domestici; quando la figlia del proprietario dell'area si ammalò, infine, le autorità lanciarono una prima investigazione. Solo nel 1974 il U.S. Centers for Disease Control and Prevention (CDC) riuscì a collegare gli episodi alla diossina contenuta nei terreni trattati con spargimenti di olio, e a individuare le varie aree trattate.
Nel 1980, grazie anche al più famoso caso di Love Canal (nello stato di New York), fu istituito un fondo federale per finanziare lavori di bonifica delle aree colpite: i successivi anni videro studi più approfonditi, e nel 1982 gli abitanti di Times Beach furono avvisati per la prima volta della presenza di diossine nella loro città.
Negli ultimi giorni dell'anno, però, la vicenda di Times Beach si complicò. Un'inondazione del vicino fiume Meramec portò all'evacuazione delle aree abitate: gli abitanti lasciarono le loro case convinti di poter tornare dopo qualche giorno, senza preoccuparsi di portare con sé i loro averi, ma il timore della diffusione delle diossine portò le autorità a ordinare lo sgombero definitivo dell'area.
Dopo l'inondazione, infatti, i livelli di diossine in alcune aree superarono anche di 300 volte la concentrazione considerata "sicura": dopo pochi mesi, l'EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale USA) annunciò un programma di acquisto delle proprietà, per favorire il trasferimento dei residenti.
Times Beach oggi
I lavori di bonifica dell'area durarono decenni, terminando nel 1996 con l'incenerimento di rifiuti e terreni provenienti dalla città e dai siti circostanti, in totale 265.354 tonnellate di materiale di cui solamente 37.000 da Times Beach: i residui di questo trattamento sono stati intombati sotto una "collina" nei pressi dell'ex-città.
Nel 1999 l'area di Times Beach è stata trasformata in un parco, chiamato Route 66 National Park in onore della storica strada che attraversa gli USA dai Grandi Laghi del nord-est fino alle coste del Pacifico. E dal 2001 non è più considerata un'area a rischio per la salute di visitatori e operatori, come confermato anche dalle ultime analisi del 2012.
La pericolosità della diossina e le carenze legislative
La pericolosità delle diossine, una famiglia di composti aromatici clorurati, era già nota negli anni '70: sono gli anni dell'incidente di Seveso in Italia (1976), dove una reazione incontrollata all'interno di un reattore della fabbrica ICMESA portò alla formazione di TetraCloroDibenzoDiossina (TCDD) e alla liberazione dei vapori nell'abitato circostante.
Gli effetti acuti sulla popolazione, ossia i sintomi immediati dovuti a una esposizione ad alte concentrazioni, erano già stati osservati: si trattava principalmente di difficoltà respiratorie, irritazioni agli occhi e della pelle (cloracne), nonché di possibili malformazioni per i feti esposti . Le conseguenze a lungo termine, come linfomi o problemi al sistema cardiocircolatorio, diventeranno famose col tempo, soprattutto nelle aree del Vietnam dove l'uso del diserbante Agente Orange è stato più massivo.

Proprio questo diserbante, e la sua produzione in territorio statunitense, legarono il destino del paese asiatico alla cittadina di Times Beach, un sobborgo nelle vicinanze di St. Louis in Missouri. Nonostante la nota pericolosità di questi composti, negli Stati Uniti i siti di produzione dell'Agente Orange e i relativi scarti industriali non furono particolarmente attenzionati o normati dalle autorità: le aziende produttrici potevano quindi affidare la raccolta di rifiuti a piccole aziende, senza curarsi particolarmente del loro smaltimento.

Il parco è oggi una importante area verde e turistica, dove i visitatori possono allontanarsi dal caos cittadino, andare a cavallo o pescare sul fiume Meramec: della vecchia città rimane solamente un edificio, in precedenza un bar/sala da ballo chiamato Bridgehead Inn, oggi trasformato nel Centro Visitatori del parco.