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16 Gennaio 2023
15:30

Tristan da Cunha. Alla scoperta dell’insediamento umano più isolato del Pianeta

Tristan da Cunha è un possedimento inglese nel bel mezzo dell’oceano Atlantico meridionale, composto da quattro piccole isole, con caratteristiche sociali e ambientali assolutamente uniche. Ci vivono circa 240 abitanti.

A cura di Erminio Fonzo
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Tristan da Cunha. Alla scoperta dell’insediamento umano più isolato del Pianeta
L'isola vista dalla stazione spaziale internazionale

Tristan da Cunha è un arcipelago di quattro isole situate nell’Atlantico meridionale. Nell’isola principale, che dà il nome all’arcipelago, si trova un insediamento di circa 240 abitanti, che è il centro abitato più isolato della terra: l’insediamento umano (su un'altra isola) più vicino dista oltre 2.400 km, mentre Città del Capo, in Sudafrica, è il centro abitato abitato più prossimo a Tristan ubicato su un continente: si trova a 2.810 km.

Geografia di Tristan da Cunha

Tristan da Cunha è un arcipelago formato da un’isola principale, che si chiama a sua volta Tristan da Cunha, e da altre tre isole: Inaccessibile, Gough e Nightingale. Dal punto di vista politico l’arcipelago fa parte del Territorio britannico di Oltremare di Sant’Elena, Ascensione e Tristan da Cunha. Tuttavia le altre due isole del territorio, Sant’Elena e Ascensione, sono situate migliaia di km più a nord.

Mappa dell'arcipelago
Mappa dell’arcipelago di Tristan da Cunha

L’isola di Tristan è formata da un vulcano alto 2.062 metri s.l.m. Il territorio è montagnoso, con l’eccezione di due pianure: la principale, dove si trova l’unico centro abitato, e un’area nota come Potato Patches, sfruttata per la coltivazione di patate.

Il centro urbano è ufficialmente chiamato Edinburgh of the Seven Seas (Edimburgo dei sette mari), in onore al duca di Edimburgo, che visitò l’isola nel 1867, ma tra gli abitanti è noto semplicemente come “the settlement”, l’insediamento. Le isole Gough, Nightingale e Inaccessibile sono invece disabitate.

L’isolamento di Tristan da Cunha

Tristan dista 2.437 km da Sant’Elena, il centro abitato più vicino, che a sua volta è molto distante dal resto del mondo. L’insediamento continentale più prossimo a Tristan è Citta del Capo, in Sudafrica, situata a 2.810 km.

Localizzazione di Tristan da Cunha
Posizione di Tristan da Cunha

I collegamenti di Tristan con il resto del mondo sono molto ridotti. Sull’isola non ci sono aeroporti né piste di atterraggio, la cui costruzione sarebbe difficile a causa della conformazione del territorio, e nemmeno porti nei quali possano attraccare grandi navi. Il porticciolo di Edinburgh of the Seven Seas, costruito nel 1967 e ampliato nel 2008, consente solo l’attracco di imbarcazioni di piccole dimensioni e perciò le navi devono spesso attendere in mare aperto i passeggeri, che sono trasportati su piccole imbarcazioni. Ogni una o due settimane una nave raggiunge l’isola dal Sudafrica, ma non vi sono altri collegamenti e, in caso di condizioni climatiche avverse, Tristan resta isolata per mesi.

Nonostante l’isolamento, Tristan è abitata da una comunità di circa 240 persone. Ma come sono arrivate sull’isola?

Edinburgh of the Seven Seas
Edinburgh of the Seven Seas

La scoperta e i primi insediamenti

L’isola fu avvistata per la prima volta nel 1506 da un navigatore portoghese, Tristão da Cunha, che gli diede il suo nome, poi anglicizzato in Tristan. L’isola era disabitata e lo rimase per molti anni. Tra il ‘600 e il ‘700 fu oggetto di interesse degli olandesi, che vi sbarcarono alcune volte per fare rifornimento di viveri, e fu usata come “appoggio” da navi baleniere e cacciatori di foche, ma non furono fondati insediamenti permanenti.

Tristao da Cunha
Tristão da Cunha

Il popolamento, dopo un tentativo di breve durata del 1810, iniziò nel 1815, quando il Regno Unito decise di prendere possesso dell’isola. Come sappiamo, gli inglesi, dopo aver sconfitto Napoleone Bonaparte, lo confinarono a Sant’Elena. Il governo di Londra temeva che Tristan potesse essere usata come base per eventuali tentativi di liberazione dell’ex imperatore e nel novembre del 1815 mandò un’ottantina di persone, in parte militari e in parte civili, a prendere possesso dell’isola. Quasi tutti tornarono in patria due anni dopo, ma quattro persone decisero di restare: William Glass, considerato il fondatore dell’insediamento, sua moglie e due scalpellini. Nel 1817 Glass e gli altri abitanti stabilirono una norma osservata ancora oggi: tutti i profitti dell’agricoltura e della pesca, le uniche attività economiche dell’isola, dovevano essere divisi equamente tra tutti i residenti.

Il popolamento e la modernizzazione

Nei decenni successivi arrivarono altre persone e la popolazione iniziò a crescere. L’isola, inoltre, era un approdo per le vittime dei naufragi che avvenivano nella zona e alcuni naufraghi decidevano di restare Lo fecero anche due italiani, Andrea Repetto e Gaetano Lavarello, originari di Camogli (Genova), che nel 1892 si stabilirono a Tristan dopo che la nave sulla quale viaggiavano era affondata. Ancora oggi Repetto e Lavarello sono due degli otto cognomi diffusi sull’isola. All’inizio del Novecento gli abitanti superavano il centinaio di unità, ma Tristan era sempre più isolata, perché i progressi della navigazione a vapore e l’apertura del canale di Suez, avvenuta nel 1869, avevano modificato i percorsi della navigazione nell’Atlantico.

Gaetano Lavarello
Gaetano Lavarello

Alcune cose cambiarono durante la Seconda Guerra Mondiale, quando sull’isola fu installata una base dell’esercito britannico per l’individuazione dei sommergibili tedeschi. I soldati costruirono nuove strutture, tra le quali una scuola, una stazione radio e un ospedale, e introdussero l’economia monetaria, non praticata fino a quel momento dagli abitanti, che vivevano solo di baratto.

Durante la guerra la popolazione superò le 200 unità, ma nel 1961 l’eruzione del vulcano rese necessaria l’evacuazione completa dell’isola. Gli abitanti furono trasferiti in Gran Bretagna, ma, contrariamente alle aspettative del governo inglese, due anni più tardi decisero di tornare a Tristan.

Gli abitanti, l’economia e l’amministrazione

Oggi a Tristan vivono 238 persone, appartenenti a otto famiglie. L’immigrazione è vietata, ma i tristaniani accolgono temporaneamente lavoratori specializzati, come medici, insegnanti e agronomi.

L’economia dell’isola è basata, oltre che sull’agricoltura e l’allevamento, sul commercio ittico e sulla vendita di francobolli, molto ricercati dai collezionisti. Il turismo, a causa della mancanza di collegamenti, è poco sviluppato, ma alcuni avventurosi viaggiatori visitano Tristan partendo dal Sudafrica. Le regole stabilite da William Glass nel 1817 continuano a essere rispettate e i profitti sono distribuiti equamente e in parte conservati per le eventuali emergenze.

Sul piano politico, Tristan è governata da un amministratore nominato dal governatore di Sant’Elena e da un consiglio locale. Il “governo” ha un sito ufficiale, gestito insieme a un’associazione inglese. Gli abitanti, però, non hanno la cittadinanza del Regno Unito e non hanno diritto di voto alle elezioni.

Francobolli di Tristan
Francobolli di Tristan

La condizioni di vita

A Tristan vi sono alcune strutture pubbliche, tra le quali un piccolo ospedale, un negozio di alimentari, un bar, un pub, una scuola e due chiese. L’isolamento, però, provoca non pochi problemi. Anzitutto, sono diffuse alcune malattie genetiche, perché gli abitanti si riproducono all’interno di un gruppo ristretto. Inoltre, i tristaniani dipendono dal mondo esterno per molte esigenze e i rifornimenti di beni di prima necessità, come i medicinali, possono arrivare unicamente con le navi che giungono dal Sudafrica. La scuola garantisce l’istruzione fino a 16 anni, ma chi intende proseguire gli studi deve trasferirsi altrove.

Nonostante queste difficoltà, gli abitanti di Tristan al momento non sembrano avere alcuna intenzione di lasciare la loro isola.

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