
Una spada in bronzo databile al XIII secolo a.C. è stata recuperata nelle acque del lago di Mezzano, nel territorio di Valentano, in provincia di Viterbo. Il ritrovamento è avvenuto durante le ultime fasi della campagna di ricerca condotta dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale attraverso il Servizio di Archeologia Subacquea, con il supporto del Nucleo Carabinieri Subacquei di Roma e dei restauratori di CSR Restauro Beni Culturali. È la terza spada recuperata nel sito dagli anni Settanta.
Il reperto proviene dalla sponda meridionale del lago, un settore finora poco indagato, e presenta un eccezionale stato di conservazione: nonostante oltre tremiladuecento anni di permanenza sott'acqua, la lama conserva ancora il filo tagliente. La Soprintendenza colloca la spada nell'Età del Bronzo Recente (XIII-XII sec. a. C.) e sottolinea come le sue caratteristiche rientrino nel quadro della produzione di armi dell’Italia centrale della tarda età del Bronzo. Il contesto culturale è pertinente a quella che fino a qualche anno fa veniva definita dagli archeologi Cultura Appenninica, una rete di comunità eterogenee che popolava l'Italia peninsulare dell'Età del Bronzo. Negli attuali studi protostorici questo termine è in corso di ridefinizione.

Il ritrovamento acquista maggiore significato se inserito nel quadro delle ricerche avviate nel 2025. Il lago occupa il cratere di un antico vulcano e conserva sul fondo le tracce di un vasto insediamento palafitticolo, frequentato dalla fine del Bronzo Antico al Bronzo Recente, tra circa il 1700 e il 1150 a.C. La prima campagna ha permesso di mappare oltre 600 pali, distribuiti su circa un terzo dell'estensione conosciuta dell'abitato. Le profondità comprese tra i 10 e i 2,5 metri indicano inoltre che l'insediamento seguì le oscillazioni del livello del lago nel corso di circa sei secoli.

Sotto il fondale argilloso sono stati individuati più di 25 manufatti in bronzo, tra asce ad alette, punte di lancia, fibule, anelli, spilloni e un falcetto. Sono comparsi anche frammenti di panelle, cioè lingotti di bronzo, che potrebbero indicare come in questo insediamento si svolgessero attività metallurgiche. La conservazione è favorita proprio dall'ambiente argilloso e dalla scarsa ossidazione dei metalli; alcuni reperti mostrano invece tracce di esposizione al fuoco, forse in relazione a un incendio che ha distrutto strutture lignee dell'abitato.
Anche la forma della nuova spada è significativa, con la sua impugnatura "a coda di rondine". Essa sembrerebbe appartenere alla macrotipologia delle spade a lingua da presa, caratteristica delle trasformazioni dell'armamento del Bronzo Recente. In questo panorama si ascriverebbe al gruppo delle Naue II, diffuse dall’Europa centrale al Mediterraneo a partire dal XIII secolo a.C.: erano spade robuste, con lama relativamente larga e un sistema di immanicatura concepito per un combattimento efficace soprattutto di taglio. La loro diffusione è considerata uno degli indicatori della fitta circolazione di tecnologie, manufatti e modelli militari che nel XIII secolo collegava Europa centrale, Italia e Mediterraneo. La definizione del gruppo di spade deriva dal nome dell'archeologo che ne fece la classificazione tipologica, il tedesco Julius Naue (1835-1907).

La nuova campagna ha inoltre restituito vasi integri, asce, punte di freccia e di lancia, pugnali, spilloni e un rasoio. Proprio la vicinanza tra la spada e quest'ultimo manufatto potrebbe essere significativa: associazioni di questo genere sono note in altri contesti dell’età del Bronzo e sono state messe in relazione con individui di elevato status. La natura del deposito, tuttavia, dovrà essere chiarita attraverso ulteriori scavi stratigrafici. Le prossime campagne serviranno infatti a ricostruire la distribuzione dei reperti rispetto ai diversi livelli del fondale e a comprendere come si sia formato il deposito archeologico. I bronzi recuperati saranno inoltre presentati prossimamente in una mostra dedicata al patrimonio restituito dal lago di Mezzano.