Vi siete mai chiesti perché Radio Maria prende praticamente sempre e dappertutto? Anche dove le altre stazioni radio fanno fatica a trasmettere, come ad esempio in cima a una montagna?

Radio Maria è un'emittente radiofonica cattolica italiana nata nel 1987, in una frazione del Comune di Erba (CO), dall'acquisizione di una radio parrocchiale locale da parte dell'Associazione Radio Maria. Può essere ascoltata in tutta Italia in FM, in questo caso la frequenza cambierà a seconda della regione, attraverso la TV sul canale 789 del Digitale Terrestre (DVB-T), via web oppure in DAB RADIO (Digital Audio Broadcasting) -nelle zone già raggiunte da questo servizio.

Ma come fa a prendere meglio di altre stazioni radio? I motivi sono prettamente tecnici e per spiegarli bene occorre capire come funziona un segnale radio.

Come funziona la radio?

Forse non lo sapete, ma quando ascoltate una canzone o una trasmissione radiofonica state in realtà ricevendo un’onda elettromagnetica. Eh sì, perché quello che fa la radio è trasformare il suono, di un brano musicale o della voce umana, in un’onda elettromagnetica di una frequenza specifica, che poi viaggia attraverso l’aria da un trasmettitore a un ricevitore, che la ritrasforma in suono udibile per le nostre orecchie.

Differenza tra modulazione di frequenza (FM) e modulazione di ampiezza (AM)
in foto: Differenza tra modulazione di frequenza (FM) e modulazione di ampiezza (AM)

Presa singolarmente questa onda non farebbe tanta strada, così per farla viaggiare il più lontano possibile abbiamo capito che potevamo “appoggiarla” a un’onda di frequenza più grande (detta per questo portante), che l’onda più piccola si limita a rimodulare, cioè a modificare, in ampiezza oppure in frequenza. È la tecnologia alla base dei sistemi radio AM (amplitude modulation) e FM (frequency modulation), le due siglette che vedete comparire su quasi tutte le radio. Oggi quella più diffusa tra le due è la tecnologia FM, cioè a modulazione di frequenza, perché garantisce una qualità di ricezione molto maggiore.

Perché Radio Maria prende ovunque

Ogni segnale radio ha un suo “raggio di copertura geografico”, inteso come l’insieme di apparecchi radiofonici che è in grado di raggiungere. Ma per quanto possa essere forte un segnale non potrebbe comunque garantire una copertura nazionale: pensate all’Italia, dovrebbe districarsi tra montagne, foreste, città e quant’altro. Ed è qui che entrano in gioco i ripetitori, dei dispositivi elettronici che ricevono il segnale e lo ritrasmettono. Non sono bellissimi da vedere ma sono fondamentali per garantire una copertura diffusa delle reti di telecomunicazione, come telefono, tv e, appunto, radio. Tornando a Radio Maria, dovete sapere che è la radio privata italiana con il maggior numero di ripetitori sparsi sul territorio nazionale. Sono oltre 850, più di quelli della Rai! Com’è possibile vi chiederete? Il fatto è che Radio Maria si è diffusa negli anni ‘80 e ‘90, quando ancora non c’era una legge che regolamentasse il sistema delle telecomunicazioni private. Questo dei ripetitori è l’aspetto fondamentale: Radio Maria non solo ha il maggior numero di ripetitori, ma li ha anche in posizioni che potremmo definire strategiche. Infatti ci deve essere un giusto bilanciamento tra potenza del segnale e numero di ripetitori: mente in una zona pianeggiante si può avere un unico grande ripetitore con potenza elevata, in zone dove ci sono grossi ostacoli, come le montagne, bisogna avere tanti ripetitori, perché non è detto che, aumentando la potenza, il segnale riesca a superare i rilievi orografici. Ma se disponi di tanti ripetitori e un buon segnale ecco che puoi arrivare un po’ dove ti pare.

Ripetitori di telecomunicazione sulla cima di un monte
in foto: Ripetitori di telecomunicazione sulla cima di un monte

Secondariamente bisogna dire che Radio Maria, essendo stata concepita come "radio parlata", è una delle poche emittenti a trasmettere in monofonia, cosa che per le specifiche proprietà delle trasmissioni in FM le garantisce una ricezione ottimale e con minori interferenze rispetto a un segnale stereofonico, di per sé più complesso. Insomma i motivi non vengono certo dall’alto ma sono prettamente tecnici, e le circostanze hanno fatto sì che si creasse una sorta di leggenda metropolitana intorno alla sua potenza di segnale.

Articolo a cura di
Videostorie