Molto spesso ci chiediamo come saranno le città del futuro: il pensiero va ovviamente a grattacieli, strade high-tech e auto che volano. Ma un esempio di città ecosostenibile (che è la vera definizione di città del futuro) lo abbiamo già: sono i Sassi di Matera, che è in un certo senso è la prima smart-city della storia.

Vista di Matera dal Sasso Caveoso
in foto: Vista di Matera dal Sasso Caveoso

Matera, nominata dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità e Capitale europea della cultura nel 2019, si trova in Basilica, nell'Italia Meridionale. È una città scavata interamente nella calcarenite, una roccia sedimentaria relativamente morbida, facile da tagliare e da cavare (chiamata impropriamente tufo, proprio perché richiama le caratteristiche meccaniche del tufo, che però è una roccia vulcanica). La città è composta da un sistema innovativo di grotte, corridoi e cisterne per la raccolta dell’acqua, che creano una vera e propria città sotterranea, e che rappresenta uno dei più evidenti esempi di sfruttamento sostenibile delle risorse naturali per permettere la vita di una grande comunità.

L'innovativo sistema di costruzione dei Sassi di Matera

Matera è una delle città più antiche del mondo, dove gli insediamenti umani risalgono a circa 8.000 anni fa. Il segreto si cela nelle rocce della zona, che hanno permesso all’uomo di vivere e prosperare dal Neolitico ai giorni nostri. Per "Sassi di Matera” si intendono le circa 3.000 abitazioni scavate sul versante di un enorme canyon, o “gravina”, dove nel passato vivevano fino a 18.000 persone, ma che da decenni sono andate svuotandosi pian piano. Queste abitazioni si dividono in due quartieri situati nel centro storico di Matera, che fanno parte della città vecchia. Il Sasso Caveoso è composto da abitazioni scavate interamente nella roccia, che si sviluppano verso il basso per favorire l’ingresso dei raggi solari d’inverno e tenere fuori quelli estivi, mantenendo la temperatura costante intorno ai 15°C.

Sezione trasversale di una casa scavata nella calcarenite
in foto: Sezione trasversale di una casa scavata nella calcarenite

Il Sasso Barisano è composto anche lui da abitazioni scavate nella roccia, ma con un prolungamento verso l’esterno chiamato lamione costruito con la roccia estratta dalla grotta stessa.

Differenza tra grotta senza lamione e grotta con lamione
in foto: Differenza tra grotta senza lamione e grotta con lamione

Il sistema idraulico di conservazione delle acque meteoriche

Se si cammina per i Sassi ci si accorge subito che le abitazioni sono disposte l'una sull'altra. Il tetto di una casa può essere una strada, una scalinata, un giardino o il pavimento di un'altra casa. L’intero complesso dei Sassi si sviluppa su più livelli, come una sorta di condominio dell’antichità, e in alcuni punti i livelli arrivano fino a 10 piani scavati nella roccia. Ma non è solo questo a rendere unico questo luogo. Come sappiamo le civiltà del passato hanno sempre edificato le loro città vicino l’acqua: ma non a Matera! La zona del materano ha una piovosità relativamente molto bassa, e l’approvvigionamento e la conservazione dell’acqua sono stati alcuni dei più grandi problemi da risolvere.

Visualizzazione e sezione trasversale di Matera
in foto: Visualizzazione e sezione trasversale di Matera

I materani hanno sviluppato così un elaborato acquedotto sotterraneo composto da un sistema di canali e cisterne, che permetteva di conservare sia l’acqua proveniente dal sottosuolo che quella della condensa dovuta alle differenze di temperatura. Queste “cisterne a goccia” sono presenti in quasi tutte le abitazioni: sono circa 2200 e hanno in totale una capacità di 116.142 m3 di acqua.

Sul tetto dell’abitazione sono presenti i pozzi da cui l’acqua veniva fatta defluire e attraverso delle canalette arrivava poi nelle vasche di decantazione, che la purificavano prima di entrare nella cisterna.

La cisterna più grande presente a Matera è il “Palombaro Lungo”: è alto circa 18 m e largo 50 metri, ed è ricoperto da un intonaco impermeabile chiamato cocciopesto composto da frammenti di tegole o mattoni frantumati, mischiati a una malta a base di calce. Contiene circa 5 milioni di litri di acqua, cosa che lo rende la cisterna scavata a mano più grande tra quelle conosciute.

Il Palombaro Lungo – foto credit: Theklan
in foto: Il Palombaro Lungo – foto credit: Theklan

I Sassi di Matera sono quindi un vero esempio di costruzione ecosostenibile, sia perché realizzati con pietra locale (che ha caratteristiche di traspirabilità, isolamento e porosità), sia perché tutto il sistema edilizio era pensato per la raccolta dell’acqua piovana, che veniva convogliata e conservata nelle cisterne, creando una riserva d’acqua fondamentale alla vita dei materani.

I lavori di risanamento

Gli attuali lavori che stanno interessando Matera hanno l’obiettivo di evitare il degrado di queste costruzioni. Si stanno rinforzando i tetti, riparando le parti crollate e si stanno recuperando le strade, facendo attenzione che tutte le case ricostruite rispettino la struttura primitiva, che è stata e sarà sempre la vera anima degli spettacolari Sassi di Matera.

Articolo a cura di
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