0 risultati
video suggerito
video suggerito
24 Gennaio 2026
16:30

Quali sono gli 8 eserciti di terra più grandi e potenti del mondo: la classifica

Russia, Stati Uniti, Cina occupano i primi posti della classifica, nella quale rientrano anche Ucraina, India e le due Coree. Valutare la consistenza e le capacità degli eserciti di terra, comunque, non è semplice, ma abbiamo a disposizione una serie di strumenti per rendere il compito più semplice.

62 condivisioni
Quali sono gli 8 eserciti di terra più grandi e potenti del mondo: la classifica
eserciti-piu-potenti

Nell'epoca storica nella quale viviamo, caratterizzata purtroppo dal moltiplicarsi dei conflitti armati, è tornato di primaria importanza il saper classificare in una gerarchia ordinata gli eserciti di terra e le forze armate dei singoli paesi. In particolare le grandi potenze hanno questa necessità, al fine di capire chi potrebbe risultare vincitore in un confronto militare diretto.

Per poter classificare correttamente gli eserciti dei singoli paesi, però, non è sufficiente guardare ai numeri grezzi degli effettivi in servizio, a quelli dei riservisti e alla presenza di eventuali forze paramilitari da supporto. È necessario tenere in considerazione anche il quantitativo complessivo di equipaggiamenti (armi leggere, artiglieria, mezzi corazzati, camion e altri veicoli logistici, droni, solo per nominare alcune macro-categorie) e la presenza di stratificati complessi militar-industriali in grado di produrli in tempi celeri e mantenerli efficacemente in servizio. Da ultimo, è ugualmente importante valutare attentamente il grado di prontezza operativa, le capacità e l'esperienza di guerra accumulata nel corso degli ultimi anni. Una volta fatte tutte queste analisi, è possibile stilare una classifica abbastanza aderente alla realtà.

Al primo posto Russia e Ucraina, grazie alla guerra

Gli oltre tre anni e mezzo di durata della Guerra Russo-Ucraina hanno avuto come effetto principale quello di favorire la crescita esponenziale, sia in termini meramente numerici che di esperienza operativa, delle forze di terra della Federazione Russa e della Repubblica d'Ucraina, attualmente gli unici due paesi che stanno veramente sperimentando, letteralmente sulla pelle dei propri soldati, le caratteristiche tecniche e le asprezze della prima grande guerra convenzionale su vasta scala e di lunga durata del XXI secolo.

Immagine
Soldati russi appartenenti al corpo delle truppe corazzate. Credit: Vitaly V. Kuzmin

Per sostenere i rispettivi sforzi bellici, tanto Mosca quanto Kiev hanno pesantemente militarizzato le proprie economie: alla fine del 2024, secondo i dati pubblicati dal SIPRI, Mosca destinava alla difesa il 7,1% del proprio PIL mentre Kiev addirittura il 34%. In più milioni di uomini hanno ad oggi prestato servizio su entrambi i lati del fronte. L'esperienza che i soldati russi e ucraini stanno accumulando sta già ora venendo studiata, perché le lezioni da essi apprese, letteralmente con il sangue, indicheranno la via agli eserciti di tutto il mondo. Per queste ragioni Russia e Ucraina ad oggi meritano il primo posto di questa classifica.

Immagine
Soldati ucraini appartenenti al corpo della fanteria motorizzata. Credit: Scott Kuhn

USA e Cina: un secondo posto all'insegna di numeri e tecnologia

Subito dopo le teste di serie, troviamo gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Popolare Cinese, i grandi attori che, assieme alla Federazione Russa, rappresentano il terzetto delle superpotenze oggi regnanti sul mondo.

Immagine
Soldati cinesi fotografati nel corso di una parata militare. Credit: Kremlin.ru

Forti di un milione di effettivi in servizio attivo e di mezzo milione di riservisti di pronto impiego, le Forze di Terra dell'Esercito di Liberazione del Popolo Cinese rappresentano l'esercito di terra più numeroso al mondo (al netto degli incerti e ballerini numero delle già citate Russia e Ucraina). Grazie a un processo di ammodernamento lento ma inesorabile, iniziato addirittura nel 1987, si stanno oggi affermando anche come una potenza tecnologica di prim'ordine.

Per parte sua lo U.S. Army (che controlla anche la Army National Guard e la U.S. Army Reserve) allinea poco meno di un milione di uomini ma, pur essendo più piccolo della sua controparte cinese, può allineare un ragguardevole parco di mezzi gran parte dei quali all'avanguardia dal punto di vista tecnologico (almeno sulla carta).

Immagine
Soldato americano ritratto in Medio Oriente assieme ad un veicolo Humvee. Credit: Jason T. Bailey

Cina e Stati Uniti possono quindi vantare sia numeri che capacità tecnologiche, oltre ad essere dotati dei due complessi militar-industriali più vasti e stratificati al mondo. Tuttavia, entrambi i paesi si trovano svantaggiati rispetto alle già citate Russia ed Ucraina perché non hanno ancora avuto un'esperienza reale della “guerra del XXI secolo”. Le ultime vere guerre convenzionali su vasta scala furono combattute dai cinesi e dagli americani rispettivamente nel 1979 e nel 1991. Ad oggi non possiamo dire con certezza come i loro soldati ed i mezzi militari dei quali sono dotati si comporteranno “alla reale prova del fuoco”. Per questa ragione condividono la seconda posizione.

Terzo posto “bilanciato” per India e Pakistan

Al terzo posto della nostra classifica assistiamo ad una sfida che ci porta nel subcontinente indiano, dove si scontrano (non solo metaforicamente parlando) l'esercito della Repubblica Indiana e quello della Repubblica Islamica del Pakistan. Nonostante l'India, territorialmente e demograficamente parlando, sia molto più grande del Pakistan, i loro eserciti si assomigliano sotto molti aspetti, anche considerando il fatto che hanno un'origine comune, risalente al periodo coloniale britannico.

Immagine
Soldati dell’esercito indiano fotografati nel corso di un’esercitazione. Credit: Michael J. MacLeod

L'esercito indiano allinea circa 2.150.000 uomini tra militari attivi e riservisti, ai quali fanno da contraltare 1.330.000 tra effettivi e riservisti pachistani. Il livello di addestramento tra i due lati della frontiera è sostanzialmente equiparabile e tanto New Delhi quanto Islamabad non badano a spese quando si tratta di equipaggiare ed addestrare i loro militari. India e Pakistan vantano anche numerose industrie operanti nel settore della Difesa, ma al momento non sono autosufficienti e devono fare ancora tanta strada per raggiungere il livello di quelle degli Stati Uniti, della Russia e della Cina.

Immagine
Soldati pachistani ritratti nel corso di un’operazione antiguerriglia. Credit: Inter Services Public Relations Directorate

Da ultimo, nonostante gli eserciti dei due paesi siano costantemente impegnati in conflitti asimmetrici e di guerriglia contro numerosi movimenti terroristi e separatisti nei rispettivi territori, l'ultima volta che combatterono una guerra convenzionale su larga scala fu nel 1971 (Terza Guerra Indo-Pachistana). Per tutte queste ragioni gli eserciti di India e Pakistan occupano la terza posizione della nostra classifica.

Le due Coree: il quarto posto si gioca sulla “potenza di fuoco”

In quarta posizione troviamo invece due paesi nati durante la Guerra Fredda e ancora oggi divisi da un'accesa rivalità politica e militare: la Repubblica Democratica Popolare di Corea, più comunemente nota con il nome di Corea del Nord, e la Repubblica di Corea, nota ai più come Corea del Sud.

Tanto la Corea del Nord quanto la Corea del Sud possono vantare eserciti di terra numerosi che assommano a centinaia di migliaia di soldati in servizio attivo (in maggioranza coscritti) rincalzati da milioni di potenziali riservisti (qui però è difficile avere a disposizione dati precisi). Nord- e sud-coreani possono vantare anche degli imponenti complessi militar-industriali che permettono tanto a Pyongyang quanto a Seoul di essere largamente (ma non totalmente) autosufficienti per quanto riguarda i sistemi a bassa, media e ora anche alta tecnologia. Da questo punto di vista, la militarizzazione dei sistemi industriali e produttivi delle due Coree è stata persino più spedita rispetto a India e Pakistan.

Immagine
Soldati e soldatesse della Corea del Nord fotografati nel corso di una parata militare. Credit: Uwe Brodrecht

Tuttavia, Corea del Nord e Corea del Sud sono paesi piccoli dal punto di vista territoriale e demografico (26 milioni di nordcoreani contro 51 milioni di sudcoreani) perciò, anche volendolo, non sarebbero in grado di reggere un confronto armato prolungato nel tempo con le altre grandi potenze menzionate precedentemente. Inoltre, dalla fine della Guerra di Corea del 1950-53, né la Corea del Nord né la Corea del Sud sono più state coinvolte in grandi guerre convenzionali perciò si trovano in una condizione di impreparazione persino più acuta rispetto agli altri paesi menzionati.

Immagine
Soldati sudcoreani fotografati assieme ad un carro armato K2 Black Panther di produzione nazionale. Credit: Jason Cochran

Consci della situazione, i decisori politici e militari delle opposte cancellerie hanno quindi optato per l'onerosa politica di “moltiplicazione degli arsenali” incrementando eccezionalmente la potenza di fuoco aggregata degli eserciti schierati ai due lati del 38° parallelo in modo da sfruttarla come “ariete e moltiplicatore di potenza” per le proprie schiere di armati.

Per questa ragione, ad esempio, la Corea del Nord, già nel 2021, contava il secondo arsenale di artiglierie dopo la Russia per numero di “bocche da fuoco”, e il trend non accenna a fermarsi. I sudcoreani non sono stati da meno, investendo somme di denaro immense per la produzione di carri armati, semoventi d'artiglieria e altri veicoli corazzati. Il fatto di vantare una “potenza di fuoco” largamente superiore a quella di molti altri paesi assai più grandi, popolosi e ricchi di loro, è senza dubbio degno di nota e permette alle due Coree di attestarsi saldamente al quarto posto.

Fonti
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views