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21 Maggio 2026
14:26

A cosa serve la banconota da 0 euro autorizzata dalla BCE: come averla e quanto vale

La banconota da 0 euro esiste davvero: autorizzata dalla BCE e stampata sulla stessa carta degli euro veri, è un souvenir senza valore legale. Nata nel 2015, costa pochi euro nei musei, ma alcuni esemplari più rari sono molto ricercati dai collezionisti.

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A cosa serve la banconota da 0 euro autorizzata dalla BCE: come averla e quanto vale
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La banconota da 0 euro dedicata al Titanic. Credit: Euro note souvenir

In Europa esiste una banconota da 0 euro. Non è uno scherzo né un errore di stampa: si tratta di un oggetto reale (la cui emissione è stata autorizzata dalla Banca Centrale Europea) stampato sulla stessa carta in puro cotone degli euro autentici e dotato di filigrana, ologramma, microscritture ed elementi visibili ai raggi UV. L'unica differenza, oltre allo "0" stampato bene in vista, è il suo valore: queste banconote sono semplicemente dei souvenir, non hanno alcun valore legale e non possono in alcun caso essere usate come mezzo di pagamento.

Nata nel 2015 da un'idea dell'imprenditore francese Richard Faille, da qualche tempo la banconota da 0 euro sta vivendo una nuova ondata di popolarità tra i collezionisti, con alcuni esemplari che sul mercato raggiungono cifre molto più alte del loro prezzo di vendita iniziale – che generalmente si aggira sui 2/3 euro.

Queste banconote da 0 euro, comunque, non sono distribuite né in banca né negli uffici postali, ma vengono principalmente vendute all'interno dei negozi souvenir di musei o di altri punti di interesse culturale.

A cosa serve la banconota da 0 euro e quanto vale

Partiamo da una premessa: come riportato anche dalla BCE, le uniche banconote in euro con valore legale sono quelle stampate dalle officine di alta sicurezza accreditate dall'Eurosistema, distribuite dalle banche centrali nazionali in tagli da 5, 10, 20, 50, 100 e 200 euro (quelle da 500 non vengono più stampate dal 2019, ma sono ancora valide e conservano il loro valore).

La banconota da 0 euro non rientra in questo elenco e non è considerata una moneta a corso legale (quindi riconosciuta come mezzo di pagamento valido). A cosa serve quindi? Si tratta semplicemente di un souvenir, un oggetto da collezione travestito da banconota.

L'idea di creare una banconota da 0 euro risale al 2015, su spinta dell'imprenditore francese Richard Faille, che dagli anni Novanta produceva monete commemorative vendute nei musei e nei siti turistici. Faille propose l'iniziativa alla Banca Centrale Europea, l'autorità incaricata di stabilire i volumi di banconote euro stampate ogni anno (anche se per motivi di efficienza, la stampa fisica delle banconote è ripartita fra le diverse Banche centrali nazionali). A quel punto, l'istituto accettò la produzione e ne autorizzò l'emissione.

Come sono fatte, chi le emette e come fare per averle

Trovare le banconote da 0 euro è più semplice di quanto sembri: si trovano nei punti vendita ufficiali all'interno di luoghi di interesse turistico in tutta Europa (come musei, monumenti o siti archeologici), ma anche online sui siti dei distributori autorizzati.

Il prezzo medio è generalmente basso e spazia dai 2 ai 3 euro presso i distributori automatici, fino ai 4-8 euro per le edizioni più curate vendute online o in negozio.

Ma il successo di queste banconote è anche legato al loro aspetto: dal punto di vista tecnico, queste banconote sono fatte praticamente come quelle vere. Vengono stampate su carta in puro cotone (lo stesso identico materiale degli euro autentici) e prodotte da officine di sicurezza accreditate (come la francese Oberthur, una delle stamperie autorizzate a produrre le vere banconote in euro per la BCE).

Esattamente come le banconote con valore legale, questi “euro” possiedono anche la filigrana personalizzata, una striscia di sicurezza, un ologramma, microscritture, inchiostri iridescenti, elementi visibili solo ai raggi UV e una numerazione progressiva unica.

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Gli elementi di una banconota da 0 euro visibili solo ai raggi UV

In pratica, se non fosse per quello "0" stampato a chiare lettere e per la scritta "souvenir" ben visibile, sembrerebbero in tutto e per tutto una banconota da 5 o da 10 euro. Ed è proprio per questo che la BCE ha dovuto autorizzarne la produzione e l'emissione: stampare un foglio di carta che assomiglia a una banconota è normalmente vietato e regolato da norme severissime, perché si rischia di confondere il pubblico.

Bisogna però ricordare che non è la BCE a stampare direttamente le banconote da 0 euro: l'istituzione bancaria centrale si limita ad autorizzare le aziende private all'emissione, vigilando sul fatto che la differenza con i veri euro sia immediatamente percepibile.

Perché è scoppiata la mania dei collezionisti

Ma perché questa mania delle banconote da 0 euro sta riesplodendo proprio ora? Se le versioni più comuni costano pochi euro, sul mercato del collezionismo i pezzi rari raggiungono cifre ben più alte. È il classico meccanismo della numismatica: più la tiratura è bassa, più il soggetto è ricercato; più la banconota è in condizioni perfette, più il valore cresce.

A spingere questo successo, comunque, è una combinazione di fattori. Il primo è la varietà infinita di soggetti: dal 2015 a oggi le banconote da 0 euro si sono moltiplicate in tutti i Paesi europei e raffigurano di tutto, da monumenti famosi come la Torre Eiffel, il Colosseo, la Sagrada Familia fino a personaggi storici come John Fitzgerald Kennedy, San Patrizio o Freddie Mercury. Esistono persino serie dedicate a eventi e ricorrenze (come il Titanic), a temi religiosi o a film cult.

Il secondo motore è la possibilità di personalizzazione, con alcuni siti che permettono di inviare una propria fotografia per stamparla sulla banconota.

Il terzo fattore è la qualità del prodotto: come accennato, infatti, una banconota da 0 euro ha le stesse caratteristiche di sicurezza degli euro veri (filigrana, ologramma, UV, microstampa), il che la rende un oggetto fisicamente affascinante anche per chi non è un collezionista incallito.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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