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27 Ottobre 2022
15:04

Esiste davvero e cos’è la banconota da 0 euro?

Spoiler: sì, esistono banconote da 0 euro, ma non sono utilizzabili per fare acquisti. Vediamo di cosa si tratta.

A cura di Erminio Fonzo
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Esiste davvero e cos’è la banconota da 0 euro?
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Lo sappiamo, una banconota deve avere un valore nominale (cioè la cifra che c'è scritta sopra) sulla base del quale si possono acquistare beni e servizi. Se questo valore, però, è pari a zero, allora la banconota in teoria è perfettamente inutile. Non varrebbe nemmeno la pena stamparla, perché i costi di produzione sarebbero ingiustificati. Inoltre le banconote in euro sono solo quelle da 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 (queste ultime non sono prodotte dal 2019, ma sono ancora in circolazione quelle stampate in precedenza).

Nonostante questo, la banconota da 0 euro non solo esiste, ma è prodotta con tecniche anti-contraffazione simili a quelle degli euro “veri” e la sua emissione è autorizzata dalla Banca centrale europea (BCE). Solo che non è una banconota spendibile in cambio di beni e servizi, ma un semplice oggetto da collezione, una sorta di souvenir. Scopriamo di cosa si tratta.

L’idea

L’idea di stampare una banconota da 0 euro venne nel 2015 a un imprenditore francese, Richard Faille, che dal 1996 produceva monete commemorative, vendute come souvenir presso musei, siti di interesse turistico, negozi per collezionisti, ecc. Queste monete, ovviamente, non sono spendibili e non corrispondono a nessun valore, ma, anche in questo caso, sono semplici oggetti da collezione. L’idea però ebbe successo e nel corso degli anni sono state vendute milioni di monete (circa 60 milioni secondo i produttori, ma il dato non è verificabile).

Nel 2015, come ha raccontato lo stesso Faille in un’intervista, la sua azienda iniziò a produrre anche banconote.

0 euro irlandese
Banconota da 0 euro irlandese

L’autorizzazione della BCE

Stampare banconote e coniare monete, naturalmente, è illegale ed è vietato anche mettere in circolazione riproduzioni che potrebbero essere scambiate per vere. Per tal ragione le autorità competenti emanano regolamenti precisi per la loro riproduzione. Lo ha fatto anche la BCE, stabilendo regole rigide per la riproduzione degli euro.

In sintesi, se si vuole stampare un pezzo di carta simile a un biglietto da 5 euro e metterlo in circolazione in qualsiasi modo (vendita, regalo, ecc.), bisogna fare in modo che si percepisca immediatamente la differenza con una banconota vera. La BCE, però, si è riservata di autorizzare in casi eccezionali la produzione di monete e banconote simili a quelle reali. Ed è quello che accaduto nel 2015, quando la banca autorizzò Faille a stampare le banconote da 0 euro come souvenir.

Caratteristiche e tipologie

Le banconote da 0 euro iniziarono a essere vendute in Francia. Nel 2016 furono commercializzate anche in Germania e Austria e da allora si sono diffuse in tutti i Paesi europei. Sono vendute nei luoghi di interesse turistico e via internet. Ne esistono di numerosi tipi che raffigurano monumenti, personaggi famosi, ecc. Talvolta sono stampate specifiche collezioni in occasioni di grandi eventi sportivi, ricorrenze, ecc. Sono disponibili anche dei distributori automatici che sono collocati nei pressi di musei e altri siti di interesse turistico ed è possibile persino personalizzare le banconote, inviando una fotografia ad appositi siti.

Banconota da 0 euro commemorativa di John Kennedy
Banconota da 0 euro commemorativa di John Kennedy

Le banconote da 0 euro sono stampate da aziende private e assolutamente non dalla stessa BCE (come invece spesso si legge). Molte caratteristiche sono simili a quelle delle banconote vere. Per esempio sono stampate su fibra di cotone (lo stesso materiale degli euro), presentano molti sistemi anti-contraffazione tra i quali la filigrana, e hanno un numero di serie. Tuttavia, vi è scritto chiaramente che si tratta di souvenir e, inoltre, la cifra stessa, 0 euro, non lascia spazio a dubbi.

Quanto costa comprarne una? Il prezzo in genere è piuttosto basso, intorno ai 2 o 3 euro, ma nel mondo del collezionismo il valore dei pezzi rari è più alto.

E la banconota da 30 euro?

Oltre a quella da 0 euro, esiste anche la banconota da 30 euro. O almeno è esistita in un unico esemplare. Si tratta, però, di una vicenda completamente diversa, risalente al 2013. Accadde questo. In Germania, nella città di Dülmen, una cassiera di un supermercato ricevette una banconota in tutto e per tutto identica a un pezzo da 20 euro, ma che riportava il valore di 30. Senza farci caso, l’incauta cassiera accettò il biglietto e diede il resto al compratore.

Banconota da 30 euro
Banconota da 30 euro

La banconota, naturalmente, era un falso e probabilmente era stata stampata da un falsario in vena di scherzi (sì, anche gli euro, come tutte le banconote, sono soggetti a falsificazione, nonostante tutti i sistemi anti-contraffazione presenti). Quando al supermercato si accorsero dell’errore chiamarono la polizia, che sequestrò la banconota e identificò l’uomo che l’aveva spesa. Interrogato, l’uomo dichiarò che aveva trovato per terra il biglietto e che voleva conservarlo nel portafogli per ricordo, ma lo aveva poi speso inavvertitamente. La polizia credette a questa versione. Quel che è certo è che da allora di banconote da 30 euro non se ne sono più viste.

Per approfondire, ecco un video in merito alla produzione delle banconote:

 
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