
Airbus, il più grande costruttore di aerei al mondo, ha richiesto un aggiornamento urgente del software per circa 6.000 aerei della famiglia A320 a livello globale con un comunicato ufficiale nel pomeriggio di venerdì 28 novembre. Si tratta del richiamo più imponente nella storia dell'azienda francese con sede a Tolosa, fondata nel 1970. La decisione preventiva è scattata in seguito a un incidente avvenuto su un volo JetBlue, causato da interferenze ai sistemi di bordo (ELAC – Elevator Aileron Computer) provocate da un intenso flusso di particelle cariche provenienti dal Sole in seguito a un violento brillamento solare. Le indagini a terra stanno coinvolgendo le maggiori compagnie aeree mondiali – tra cui American Airlines, easyJet, IndiGo e Wizz Air – causando ritardi e cancellazioni in numerosi aeroporti internazionali. L'EASA (Agenzia europea per la sicurezza aerea) ha emesso una Direttiva di Aeronavigabilità di Emergenza (AD) rendendo obbligatorio l'aggiornamento.
L'allerta è scattata il 30 ottobre 2025, quando il volo JetBlue B6-1174 – un A320 in rotta da Cancun (Messico) a Newark (USA) – ha subito un'improvvisa perdita di quota. I piloti sono stati costretti a un atterraggio di emergenza a Tampa, in Florida. Fortunatamente non ci sono state vittime, ma l'evento ha causato 15 feriti lievi tra i passeggeri.
Le indagini hanno rivelato che il malfunzionamento è stato innescato da una tempesta geomagnetica generata da un brillamento solare di classe X (il livello più intenso della scala dei flare solari), avvenuto due giorni prima. Nel 2025 il ciclo undecennale di attività magnetica solare si trova approssimativamente nel suo picco, che ultimamente è stato particolarmente intenso con 27 brillamenti di classe X, il numero più alto dal 2003, cioè dal picco di due cicli solari fa. L'intensa radiazione di protoni ad alta energia ha interessato i sistemi dell'aereo, interferendo con i dati dell'ELAC, il computer che gestisce le superfici di volo come gli elevatori di coda e gli alettoni sulle ali. Nello specifico, la versione software L104 (installata nel 2019) era priva dei filtri necessari per attenuare gli effetti di queste radiazioni, una protezione che è stata invece introdotta nelle versioni successive.

Il richiamo coinvolge circa la metà della flotta globale di A320 (tra i 5.920 e i 6.200 velivoli). Si tratta di aerei di 37,57 metri di lunghezza e capaci di trasportare fino a 180 passeggeri. L'impatto economico stimato per l'azienda è di 1,1-1,4 miliardi di dollari per la revisione e 2,4-3,1 miliardi di perdite per le cancellazioni dei voli.
Per la maggior parte degli aerei (circa 4.000), la soluzione è un ritorno a una versione precedente e sicura del software, operazione che richiede poche ore. Per circa un migliaio di aerei più datati, invece, sarà necessaria la sostituzione dell'ELAC, con tempi di fermo più lunghi. Secondo le stime di Safefly Aviation, il 95% della flotta dovrebbe tornare operativo tra il 6 e il 10 dicembre, mentre l'aggiornamento definitivo di tutti i software interessati sarà completato entro giugno 2026.