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15 Agosto 2026
18:30

Akashi Kaikyō Bridge, il ponte sospeso più lungo del Giappone e il secondo al mondo: 3911m da Kobe ad Awaji

Alto 282,8 m, con una lunghezza totale di 3.911 metri, una campata centrale di 1.991 metri e due torri principali alte 297 metri, il Ponte dello stretto di Akashi ha detenuto il record mondiale per la campata sospesa più lunga del mondo dal momento della sua inaugurazione nel 1998 fino al 2022. Oggi è ancora il più lungo del Giappone e collega la città di Kōbe sull'isola di Honshū all'isola Awaji.

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Akashi Kaikyō Bridge, il ponte sospeso più lungo del Giappone e il secondo al mondo: 3911m da Kobe ad Awaji
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Fonte: Tysto – Self–published work by Tysto

Il Ponte di Akashi Kaikyō (明石海峡大橋), noto anche come Pearl Bridge, è un capolavoro dell'ingegneria moderna, sismica e strutturale situato nello Stretto di Akashi, in Giappone, e unisce la città di Kōbe sull'isola di Honshū all'isola Awaji. Inaugurato il 5 aprile 1998, si tratta di un ponte alto 282,8 m, con una lunghezza totale di 3.911 metri, una campata centrale di 1.991 metri e due torri principali alte 297 metri, il quale ha detenuto il record mondiale per la campata sospesa più lunga del mondo dal momento della sua inaugurazione nel 1998 fino al 2022 – ora è il secondo, dopo il ponte dei Dardanelli in Turchia. L'opera, a oggi ancora il ponte più lungo del Giappone, è stata progettata per resistere a terremoti di magnitudo 8.5 sulla scala Richter, a correnti marine fino a 4,5 m/s (circa 14 km/h) e a venti di tifone fino a 286 km/h.

Il progetto del secondo ponte sospeso più lungo al mondo

I lavori di costruzione sono iniziati nel maggio 1988 e si sono conclusi con l'inaugurazione il 5 aprile 1998, per una durata complessiva di circa 10 anni. I due cavi principali hanno un diametro di 1,12 metri e ciascuno è composto da 36.830 fili di acciaio ad altissima resistenza (resistenza a trazione pari a 1.800 MPa). La lunghezza totale del filo d'acciaio utilizzato è di circa 300.000 km, sufficiente per compiere più di 7 volte il giro della Terra.

Le fondazioni delle torri principali sono state progettate e costruite posizionando in mare gigante cassoni cilindrici in acciaio di 80 metri di diametro e 70 metri di altezza, affondati a oltre 60 metri di profondità e riempiti con un calcestruzzo speciale ad alta fluidità resistente al dilavamento marino. Il 17 gennaio 1995, durante la fase di montaggio dei cavi, la zona è stata colpita dal devastante terremoto di Kobe (magnitudo 6.9), il cui epicentro è stato poi individuato a soli 4 km dal cantiere. La struttura ha subito zero danni strutturali, ma l'asse dello stretto si è allargato, e l'interasse tra le torri è aumentato di 1,1 metri, portando la campata centrale prevista da 1.990 m alla quota finale di 1.991 metri.

La trave d'impalcato adotta una sezione a traliccio d'acciaio aperta rigida di 14 metri di altezza per minimizzare la portanza del vento. All'interno delle torri sono stati installati 20 smorzatori a massa battente al fine di smorzare e dissipare l'energia delle oscillazioni aerodinamiche e sismiche.

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Fonte: Pyzhou – Opera propria

L’impatto economico dell’Akashi Kaikyō Bridge

Dal punto di vista dell'impatto economico, possiamo dire che la realizzazione dell'opera ha richiesto un investimento di circa 500 miliardi di yen (pari a circa 3,6 – 4 miliardi di dollari dell'epoca). L'infrastruttura fa parte del sistema autostradale Honshu-Shikoku Bridge Project e accoglie un traffico medio di oltre 23.000 veicoli al giorno. L'impatto economico sulla regione del Kansai e sull'isola di Awaji è stato profondo: la realizzazione del ponte ha sostituito il servizio di traghetti che prima impiegava circa 45 minuti per la traversata (spesso bloccato dalle frequenti tempeste dello stretto), riducendo il tempo di percorrenza stradale a soli 4-5 minuti.

Altro grande vantaggio in termini economici è stato quello relativo ai trasporti. Il ponte infatti  ha consentito il trasporto continuo via gomma delle merci agricole ed industriali tra le isole di Honshu e Shikoku senza interruzioni meteorologiche, incrementando il PIL regionale stimato di svariati miliardi di yen all'anno. La gestione dell'infrastruttura tramite pedaggio garantisce la copertura dei costi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

L’impatto ambientale del grande ponte in Giappone

La realizzazione del ponte ha richiesto uno studio di impatto ambientale senza precedenti per preservare l'ecosistema marino dello Stretto di Akashi, caratterizzato da ricca biodiversità marina. A tal fine, i progettisti hanno adottato tutta una serie di accorgimenti tecnici. Innanzitutto, l'uso di cassoni cavi affondati senza scavi invasivi massicci ha limitato la dispersione di limi e sedimenti in sospensione, proteggendo le rotte dei pesci locali e la pesca del cefalo e dei molluschi, fondamentali per l'economia locale.

Inoltre, la sostituzione della flotta di traghetti a combustibile fossile con il traffico veicolare fluido ha ridotto significativamente le emissioni di CO2 e ossidi di azoto  legati al trasporto navale discontinuo.

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