0 risultati
video suggerito
video suggerito
25 Gennaio 2026
10:16

Alex Honnold ha scalato il grattacielo Taipei 101 a mani nude e senza imbracature: cos’è il Free Solo

508 metri di scalata: Alex Honnold ha conquistato il Taipei 101, il grattacielo più alto di Taiwan. La leggenda del "free solo" si è arrampicato sull'edificio senza corde in una diretta streaming storica e controversa.

Ti piace questo contenuto?
Alex Honnold ha scalato il grattacielo Taipei 101 a mani nude e senza imbracature: cos’è il Free Solo
honnold taipei
Alex Honnold al termine della scalata del Taipei 101. Credit: Reuters

Scalare 508 metri a mani nude, senza corde o imbracature, attrezzato solo con le scarpe da arrampicata e il sacchetto di magnesite. Sembra una cosa fuori dal mondo ma è stata l'impresa compiuta questa notte in diretta streaming da Alex Honnold, arrampicatore professionista americano, sul Taipei 101, l'undicesimo grattacielo più alto al mondo con i suoi 101 piani e uno dei simboli di Taiwan. La scalata sull'edificio di acciaio e vetro, iniziata oggi 25 gennaio 2026 alle 9:00 ora locale (le 2:00 in Italia), è durata 1 ora e 31 minuti, lasciando a bocca aperta sia la folla radunata sotto all’edificio che gli spettatori di tutto il mondo.

Honnold ha passato la vita a compiere queste sfide in "free solo" – questo il nome della disciplina di arrampicata – contro se stesso, la natura e la morte. La storia che più di altre l'ha reso celebre è la scalata di El Capitan, grazie alla quale ha vinto anche un Oscar con il documentario "Free Solo".

La scalata del grattacielo Taipei 101 di Alex Honnold

La scalata del Taipei 101 entra di diritto nella storia. Per Honnold, la struttura a "scatola di bambù" del grattacielo, con balconi ogni otto piani, ha trasformato la salita in una sequenza ritmica, offrendo preziosi punti di riposo. A differenza della roccia, qui l'imprevedibilità della natura non era presente e l'edificio era stato studiato a tavolino in ogni dettaglio dallo scalatore.

alex honnolod
Honnold mentre scala il Taipei 101 senza imbracatura. Credit: Reuters

La scelta di trasmettere l'evento di questa notte in diretta ha attirato numerose critiche, anche da parte della comunità dei climber. Il free solo resta una pratica controversa per l'altissimo rischio e per i numerosi incidenti mortali avvenuti negli anni, talvolta proprio in live sui social. Per tutelarsi, lo streaming è stato trasmesso con un ritardo di 10 secondi, margine necessario per interrompere la trasmissione nel caso in cui qualcosa fosse andato storto. Fortunatamente però non ce n'è stato bisogno: Alex ha raggiunto la vetta, dove si trova la famosa sfera d'acciaio antisismica dell'edificio. Secondo indiscrezioni, per questo evento Alex avrebbe incassato un compenso a sei cifre.

L'impresa era già stata tentata dal francese Alain Robert, costretto però a usare una corda di sicurezza a causa del maltempo che avrebbe reso la superficie scivolosa.

Honnold, californiano di Sacramento classe 1985, è marito e padre di due figlie sotto i quattro anni. Un fattore che pesa quando deve affrontare le sue sfide anche se, come ha dichiarato al Guardian, «La morte fa parte della vita». Dietro questa freddezza c'è una preparazione meticolosa: lo scalatore è seguito da psicologi dello sport che lo allenano alla gestione dello stress tramite la visualizzazione e il dialogo interiore. E il pensiero della fine? È un argomento che Alex cerca di non affrontare con la moglie, se non in modo scherzoso, per sdrammatizzare l'inevitabile rischio del suo mestiere. Anche la scalata del Taipei 101, per quanto controversa, è una storia a lieto fine.

L’americano non è nuovo a imprese che sfidano la logica e la paura. La sua consacrazione è arrivata nel 2017 con la scalata di El Capitan nel parco di Yosemite – una parete di granito verticale di quasi 1000 metri – affrontata in 3 ore e 56 minuti. Ovviamente senza corde. Un'impresa immortalata nel documentario premio Oscar "Free Solo", che ha svelato al mondo non solo la sua tecnica sovrumana, ma anche un controllo mentale della paura fuori dal comune.

Il free solo è la cosa che più si avvicina alla perfezione… ed è bello sentirsi perfetti, almeno per un momento (Alex Honnold)

Che cos'è il Free Solo

Per capire la follia (e la preparazione) di Honnold, bisogna distinguere tra "arrampicata libera" e "free solo", due termini che si assomigliano ma nascondo una profonda differenza. Nell'arrampicata libera (free climbing), la disciplina più diffusa, l'atleta usa mani e piedi per salire, ma è assicurato da una corda che lo protegge in caso di caduta ma che non lo aiuta nella salita.

Il free solo, invece, elimina ogni sistema di sicurezza. L'arrampicatore sale senza corde, senza imbracatura e senza compagni. Ha con sé solo le scarpette e il sacchetto della magnesite per asciugare il sudore dalle mani. In questo sport, l'errore non è contemplato, una scivolata significa quasi certamente la fine più tragica. Chi la pratica la considera la forma più pura e libera di questo sport ma chi la vede da fuori la considera pura follia e incoscienza. Quest'ultima visione potrebbe sembrare la definizione più azzeccata visto i numerosi decessi legati a questa pratica tra cui quelli di Brad Gobright e Austin Howell morti a 31 e 32 anni mentre scalavano pareti rocciose. Oppure il caso di Balin Miller, un giovane scalatore dell'Alaska morto nel 2024 a 23 anni mentre scalava El Capitan in diretta streaming su TikTok.

free solo el capitan
Alex Honnold durante la scalata in free solo di El Capitan. Credit: File:Alex Honnold El Capitan Free Solo 1.png, via Wikimedia Commons

Il free solo ha diverse varianti. Ci sono il deep water soloing che si pratica su scogliere a picco sul mare e il base soloing in cui l'atleta ha un paracadute da aprire in caso di caduta, le due versioni possiamo dire "più sicure" per quanto estreme. Poi c'è l'urban soloing in cui si scalano edifici e grattacieli come nel caso di Alex Hollond. Prima dell'americano, però, un altro pioniere ha reso celebri queste sfide folli, il francese Alain Robert. Noto come "Spiderman" – costume che ha effettivamente indossato durante alcune ascese – negli anni '90 ha conquistato icone globali come l'Empire State Building, la Tour Eiffel, le Petronas Towers di Kuala Lumpur e la Sydney Opera House.

Infine, merita una menzione anche il bouldering. Anche in questo caso non si usano corde, ma il contesto è diverso perché si scala su massi (boulder) alti fino a 15 metri e si usano materassi (crash pad) alla base per attutire le cadute. Questa pratica, molto diffusa tra gli arrampicatori, unisce forza ed esplosività in percorsi brevi e intensi.

boulder
Bouldering con materassi sotto il masso per attutire le caduta
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views