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10 Giugno 2026
8:46

Chi è Antoni Gaudí, l’architetto catalano che plasmò Barcellona morto 100 anni fa: storia e opere

L'architetto spagnolo Antoni Gaudí, morto esattamente 100 anni fa, ha plasmato con il suo stile inconfondibile l'aspetto di Barcellona, con opere come la Sagrada Familia o Casa Batlló. Massimo esponente del Modernismo catalano, è uno dei più importanti architetti europei in stile Art Nouveau.

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Chi è Antoni Gaudí, l’architetto catalano che plasmò Barcellona morto 100 anni fa: storia e opere
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Antoni Gaudí y Cornet, via Wikipedia Commons.

Passeggiando a Barcellona, capoluogo della regione spagnola della Catalogna, si incontrano una serie di straordinari palazzi e costruzioni dallo stile unico, colorato e organico (approccio architettonico basato sull'armonia uomo-natura). Queste opere portano tutte il nome di Antoni Gaudí y Cornet, noto semplicemente come Antoni Gaudí. L'architetto, nato il 25 giugno 1852 e morto esattamente 100 anni fa il 10 giugno 1926 – dopo essere stato tragicamente investito da un tram all'età di 73 anni – ha plasmato con il suo stile inconfondibile l'aspetto della città mediterranea, che ospita la maggior parte delle sue creazioni, come la Sagrada Familia o Casa Batlló.

La sua capacità di carpire lo spirito catalano, diventando anche un modello culturale, lo rende il più importante esponente del Modernismo catalano e uno dei più importanti nomi dell’architettura europea in stile Art Nouveau.

Chi era Antoni Gaudí

Nato il 25 giugno 1852 a Reus, nella Catalogna meridionale, Antoni Gaudí si trasferì a Barcellona nel 1869, dove conobbe diversi esponenti della Renaixença, un movimento politico e culturale che, tramite il recupero della lingua e della cultura catalane, auspicava l’autonomia dal governo castigliano. Questa prospettiva influenzerà molto il suo percorso artistico, dando spirito a un linguaggio molto personale e praticamente impossibile da incasellare.

Conseguito (non senza fatica e interruzioni) il diploma in Architettura, Antoni Gaudí cominciò a viaggiare in Europa. A Parigi – dove era andato per visitare l’Esposizione Universale – entrò in contatto con i primi esponenti dell’Art Nouveau, movimento artistico nato alla fine dell'Ottocento nel contesto della seconda rivoluzione industriale con lo scopo di portare la bellezza nella vita quotidiana unendo arte e artigianato. Il nuovo linguaggio architettonico venne personalizzato da Gaudí, che mescolò la grande ricchezza decorativa ispirata al mondo naturale e animale e l’interesse per i nuovi materiali industriali imparati in Francia alla cultura catalana, fondando il Modernismo catalano.

A Barcellona Gaudí, pur giovanissimo, iniziò ad aver numerosi incarichi e commissioni. Divenne disegnatore nello studio del suo ex professore Joan Martorell, già consigliere del filantropo Josep Maria Bocabella, che sarà il promotore della costruzione della chiesa della Sagrada Familia. In questo periodo incontrò l’industriale Eusebi Güell, che sarebbe diventato il suo mecenate.

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Casa Batlló, Wikimedia Commons.

Le opere più famose e iconiche dell’architetto catalano a Barcellona

Dopo le prime opere, come i lampioni della Plaça Reial e di Pla de Palau e la Casa Vicens, negli ultimi decenni dell'Ottocento Gaudí comincia a lavorare a stretto contatto con Güell, costruendogli un palazzo che, per la prima volta includeva gli archi parabolici, che saranno tipici del suo stile. Poco tempo dopo realizzò, ma senza finirlo, il colossale Parc Güell, un'opera urbanistica ambiziosa costruita sul fianco del Monte Carmelo e pensata come una città-giardino: al centro sorgeva una grande piazza circondata da un colonnato, dove accedeva tramite una grande scalinata popolata da creature immaginarie (ma simili a lucertole) rivestite di coloratissimi frammenti di ceramica. Un'opera unica che contribuisce alla sua inarrestabile fama.

Questa celebrità è ulteriormente aumentata da due iconiche opere successive: la Casa Batlló e la Casa Milà (detta La Pedrera), tra i più importanti palazzi della città e del suo tempo. Si tratta di edifici dalle forme imprevedibili e gioiose, arricchite da elementi decorativi ispirati al mondo naturale e da dettagli colorati e virtuosi in ceramica, legno e ferro.

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La Pedrera, Wikimedia Commons.

Il suo capolavoro incompiuto: la Sagrada Familia

Dal suo esordio fino alla morte, Gaudí lavorò incessantemente al suo progetto più complesso e tuttora incompiuto: la Sagrada Familia (ufficialmente chiamata "il Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia"), cioè la nuova cattedrale di Barcellona. Stravolgendo l’originario progetto di Francisco de Paula del Villar y Lozano, Gaudí immaginò una chiesa grandiosa e rivoluzionaria, divisa in blocchi indipendenti con elementi sotterranei e volumi aerei.

La costruzione subirà interruzioni costanti: il progetto era articolato e di ardua realizzazione, anche per via delle altissime guglie. A causa delle difficoltà tecniche diventò sempre più difficile procurarsi i finanziamenti. Quando i lavori ripartirono, Gaudí riuscì a vedere completata solo la costruzione di uno dei campanili, quello dedicato a San Barnaba, perché il 7 giugno 1926 venne investito da un tram (la prima linea presente a Barcellona) e morì qualche giorno dopo. Il suo corpo è stato sepolto nella Cappella della Vergine del Carmelo, una delle quattro presenti nella Cripta della Sagrada Familia.

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Sagrada Família. Façana del Naixement. Wikimedia Commons.
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