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7 Maggio 2026
15:34

La storia dei giochi da tavolo inizia almeno 5000 anni fa nell’Antico Egitto: dalle origini ad oggi

La recente scoperta nella città di Tolemaide, in Libia, di antiche tavole da gioco, ha acceso i riflettori sulla storia dei giochi da tavolo, che accompagnano l’evoluzione umana sin dal sorgere delle prime civiltà. Le prime testimonianze risalgono a oltre 5000 anni fa: il primo conosciuto è il senet dell'Antico Egitto.

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La storia dei giochi da tavolo inizia almeno 5000 anni fa nell’Antico Egitto: dalle origini ad oggi
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I giochi da tavolo servono per soddisfare bisogni sociali, cognitivi e di altro tipo. Le loro origini sono antichissime: risalgono almeno al IV millennio a. C., cioè a oltre 5000 anni fa, ed esistono teorie secondo le quali potrebbero essere ancora più antichi.

Una scoperta recente ha gettato nuova luce sui giochi della civiltà greca e romana: nella città di Tolemaide, in Libia, gli archeologi hanno ritrovato numerosi tavoli da gioco scolpiti nella roccia, offrendo una testimonianza inedita dell'importanza che le attività ludiche avevano per i cittadini dell'antico insediamento greco nella vita pubblica e delle abitudini sociali del tempo.

Tutte le civiltà umane hanno avuto i loro giochi: la civiltà egizia conosceva il senet, quella sumera il gioco reale di Ur, quella romana il gioco dei latrunculi. La storia dei giochi, del resto, non si interruppe con la fine delle civiltà antiche Nel Medioevo si affermarono giochi popolari ancora oggi, come scacchi, dama e backgammon. Negli ultimi decenni i giochi da tavolo sono andati incontro a un vero e proprio boom, pur dovendo subire la concorrenza dei videogames, che hanno fatto loro perdere una parte della popolarità.

I giochi da tavolo, con una definizione molto generica, sono giochi praticati su una specifica superficie (un tabellone, una scacchiera con caselle, ecc.), sulla quale si muovono pezzi e contrassegni. Sono diffusi sin dall’origine della civiltà perché rispondono a numerose esigenze: bisogni sociali, perché creano relazioni con altre persone; riduzione dello stress, perché offrono una forma di intrattenimento; bisogni cognitivi, stimolando il pensiero e l’elaborazione di strategie; esigenze di altro tipo.

I Giochi nelle antiche civiltà mediterranee: astragali, dadi, senet, gioco reale di Ur

I giochi da tavolo più antichi risalgono alle prime civiltà mediterranee, quella egizia e quella sumera. Anzitutto, i popoli antichi conoscevano gli astragali, cioè piccole ossa degli animali ungulati che, grazie alla forma tetraedrica, fungevano da dadi naturali, con quattro facce. Dagli astragali derivarono i dadi veri e propri, dotati di sei facce, anch’essi antichissimi e risalenti almeno al 3000 a.C. Gli astragali e i dadi potevano essere usati sia come gioco a sé stante, sia come strumento per i giochi da tavolo.

Anche l’origine dei giochi da tavolo è molto antica. In Egitto era diffuso un gioco, il senet, che consisteva nel muovere pezzi su una sorta di scacchiera, facendoli avanzare mediante il lancio di dadi o astragali. Le prime attestazioni del senet risalgono al periodo intorno al 3300 a.C., ma il gioco divenne più popolare nei secoli successivi. Probabilmente aveva funzioni non solo ludiche ma anche religiose, rappresentando il passaggio dal mondo terreno all’Aldilà.

Un gioco simile, di poco successivo, era diffuso in Mesopotamia: il gioco reale di Ur, risalente alla metà del III millennio a.C. e considerato un antenato dell’attuale backgammon.

Componenti del Gioco reale di Ur
Componenti del Gioco reale di Ur (Wikimedia Commons)

Le regole precise dei giochi egizi e sumeri non sono note. Le versioni moderne, incluse quelle disponibili online, sono basate su interpretazioni non storicamente fondate.

Grecia e Roma: petteia e latrunculi

Anche nella civiltà greca e romana i giochi da tavolo erano molto popolari. In Grecia esistevano vari giochi con pedine, riuniti sotto il termine petteia. Tra essi, il gioco del pentagramma e il gioco della città. A Roma era invece diffuso il ludus latrunculorum (gioco dei briganti) talvolta chiamato semplicemente latrunculi, che consisteva nel muovere i pezzi, appunto i latrunculi, rappresentati da piccioli sassi, su una scacchiera.

Le regole esatte non sono note. Probabilmente, un brigante era considerato catturato, e quindi perso, quando circondato da due briganti avversari, ma si tratta però di un’interpretazione non dimostrata. Restano ignoti anche il numero delle pedine e le dimensioni della scacchiera: forse otto caselle per lato o, secondo altre interpretazioni, 12 x 8.

Ricostruzione moderna del gioco dei Latrunculi
Ricostruzione moderna del gioco dei Latrunculi (Wikimedia Commons)

Nella civiltà romana erano inoltre assai diffusi i dadi, molto usati nonostante numerosi tentativi di vietarli.

Medioevo ed età moderna: scacchi, dama, backgammon e carte da gioco

Nel Medioevo furono inventati giochi destinati a grande popolarità. Il più importante è quello degli scacchi, le cui origini vanno ricercate in un gioco indiano, noto come caturanga, attestato dal VI secolo d. C. Intorno all’anno 1000 versioni non complete degli scacchi, viaggiando lungo la via della seta, arrivarono in Medioriente e da lì in Europa. Con il passare degli anni andarono incontro a vari cambiamenti e intorno al XVI assunsero la loro forma definitiva, ancora oggi diffusa.

Cavalieri templari giocano a scacchi, 1283 (Wikimedia Commons)
Cavalieri templari giocano a scacchi, 1283 (Wikimedia Commons)

Nello stesso periodo in Italia cominciò ad assumere forma definitiva un altro gioco destinato a grande popolarità: la dama. In molti Paesi era diffuso anche il backgammon, giocato in varie versioni fino Settecento, quando le regole furono per la prima volta codificate.

Nel Medioevo si diffuse anche un “concorrente” dei giochi da tavolo: le carte da gioco, originarie della Cina e arrivate in Europa attraverso l’Egitto.

Età contemporanea: il boom dei giochi da tavolo e la concorrenza dei videogames

Negli ultimi secoli ha avuto luogo un vero e proprio boom dei giochi da tavolo. Nel Novecento la crescita è diventata molto più rapida grazie ai cambiamenti socio-culturali e alla maggiore disponibilità di materiali economici, come plastica e carta. Sono perciò nati giochi di grande popolarità. Tra i più importanti figura il Monopoly, il celeberrimo gioco “imprenditoriale” introdotto nel 1935 negli Stati Uniti e derivato da un altro passatempo, The Landlord’s Game, esistente sin dal 1904.

Monopoly (Edizione inglese) (Wikimedia Commons)
Edizione inglese del Monopoly (Wikimedia Commons)

Del 1948 è invece il Cluedo, nel quale i giocatori devono scoprire l’autore di un crimine. Nel 1957 in Francia è nato il Risk (la cui versione italiana è il Risiko!), il cui scopo è la conquista di territori muovendo apposite pedine. Assai popolari anche i giochi con domande e risposte, il più noto dei quali è il Trivial Pursuit, lanciato sul mercato nel 1983. Il numero dei giochi da tavolo nuovi pubblicati di anno in anno è cresciuto enormemente.

Da alcuni decenni i giochi da tavolo devono far fronte alla concorrenza dei videogames, che hanno loro sottratto una parte della popolarità, senza però soppiantarli del tutto, in considerazione del fatto che i giochi da tavolo possono garantire a chi li pratica aggregazione e intrattenimento collettivo, in misura maggiore e in forma diversa dai videogames.

Inoltre, i due tipi di gioco talvolta si intrecciano: molti giochi da tavolo sono diventati videogames, grazie alla realizzazione di numerose versioni elettroniche; in alcuni casi, dai videogiochi più popolari, come Civilizations, sono derivati giochi da tavolo.

Fonti
Board Game Geek Frammenti Rivista Greek city times Johann Huizinga, Homo Ludens, Einaudi, 2002 (edizione originale 1938)
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