31 Marzo 2023
15:22

Arriva il NO del Garante della Privacy su ChatGPT e scatta la limitazione al trattamento dei dati

Il Garante per la Privacy ha richiesto una limitazione provvisoria del trattamento dei dati italiani a ChatGPT per raccolta "illecita" e mancato sistema di verifica dell'età degli utilizzatori. Le conseguenze? Sanzioni fino a 20mln o 4% del fatturato globale dell'azienda.

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Arriva il NO del Garante della Privacy su ChatGPT e scatta la limitazione al trattamento dei dati
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Durante la giornata odierna è arrivato il NO da parte del garante della privacy su ChatGPT che ha anche aperto un'istruttoria in merito. Il modello chatbot sviluppato da OpenAI, basato sull'intelligenza artificiale, è accusato infatti di raccolta illecita di dati personali e di non implementare alcun sistema per verificare l'età degli utilizzatori. Come si legge dal documento del Garante della Privacy, è stata disposta: "con effetto immediato la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani".

Cosa preoccupa il Garante per la Privacy

Nella nota rilasciata sul sito ufficiale del Garante per la Privacy si legge che vi sono tre temi che preoccupano maggiormente:

Il primo tema è legato ai data breach (sottrazione illecita dei dati) che hanno colpito OpenAI qualche giorno fa, si legge che:
"lo scorso 20 marzo aveva subito una perdita di dati (data breach) riguardanti le conversazioni degli utenti e le informazioni relative al pagamento degli abbonati al servizio a pagamento."

Il secondo tema riguarda una informativa utente mancante o poco chiara sulla gestione dei dati, in particolare il Garante vorrebbe una maggior chiarezza nel definire quali e quanti dati vengano prelevati dalle conversazioni con gli utenti e soprattutto vorrebbe chiarire quale è l'utilizzo che se ne fa, al di là della promessa, da parte di OpenAI, di utilizzarli al fine di addestrare l'algoritmo e migliorarlo, la nota specifica che:
"Nel provvedimento, il Garante privacy rileva la mancanza di una informativa agli utenti e a tutti gli interessati i cui dati vengono raccolti da OpenAI, ma soprattutto l'assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di “addestrare” gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma."

Il terzo, ed ultimo, tema è legato ad una mancata verifica dell'età dichiarata, e alla congruità delle possibili risposte che vengono fornite, si legge, infatti, che: "il servizio sia rivolto ai maggiori di 13 anni, l’Autorità evidenzia come l’assenza di qualsivoglia filtro per la verifica dell’età degli utenti esponga i minori a risposte assolutamente inidonee rispetto al loro grado di sviluppo e autoconsapevolezza"

Le conseguenze del blocco per OpenAI

A seguito della richiesta di limitazione provvisoria del trattamento dei dati, relativi alle utenze italiane da parte del Garante vi è stata l'apertura di un'istruttoria da parte dell'Autorità.
OpenAI non ha sedi all'interno dell'Unione Europea ma ha già individuato una figura che farà da rappresentante all'interno del contesto Europeo al fine di evitare le sanzioni previste.
L'azienda statunitense avrà infatti 20 giorni per rispondere sui temi sollevati dal Garante al fine di evitare una sanzione che potrà arrivare fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato annuo a livello globale dell'azienda.

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