
Un mistero "astronomico" lungo più di un secolo è stato finalmente svelato: la stella Betelgeuse ha una compagna, chiamata Betelgeuse B. La celebre supergigante rossa, che segna la spalla del cacciatore nella costellazione di Orione, ha da sempre mostrato variazioni di luminosità che per lungo tempo hanno portato gli astronomi a interrogarsi sull'esistenza di una possibile compagna della stella.
Diversi indizi erano già stati forniti da osservazioni col telescopio spaziale Hubble e il Gemini North alle Hawaii, ma è stato solo grazie allo strumento SPHERE montato sul telescopio Very Large Telescope in Cile che si è finalmente ottenuta l'immagine più nitida di sempre di quella che probabilmente è Betelgeuse B. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics: nuove osservazioni della stella compagna verranno condotte in futuro per caratterizzarne meglio le proprietà e indagare l'influenza che questa stella avrà sulla futura esplosione in supernova di Betelgeuse.
Come è stata scoperta Betelgeuse B
La scoperta di Betelgeuse B, compagna dell'omonima stella, si deve a un team di astronomi guidato da Miguel Montargès dell'Osservatorio di Parigi. L'ipotesi di una compagna attorno a Betelgeuse era già stata fortemente suggerita dall'analisi della variazione di luminosità della stella, usando i dati raccolti nell'ultimo secolo di osservazioni astronomiche, che mostravano un periodo secondario rispetto a quello primario dovuto alla pulsazione dell'atmosfera di Betelgeuse.
Più recentemente, osservazioni condotte col telescopio spaziale Hubble e il Gemini North alle Hawaii sono arrivate vicino a fotografare direttamente la stella compagna, senza però riuscirci in maniera convincente. Mancava solo l'ultima tessera del puzzle, ovvero l'osservazione diretta della stella, che è stato proprio il risultato conseguito dal team di Miguel Montargès.
Il ruolo del VLT, il Very Large Telescope puntato sulla stella più famosa del cielo
Gli astronomi hanno utilizzato lo strumento SPHERE montato sul Very Large Telescope in Cile. Questo strumento, originariamente concepito per individuare pianeti extra-solari, oscura la luce della stella centrale per rivelare oggetti più deboli nelle sue vicinanze che sarebbero altrimenti invisibili, come esopianeti o appunto stelle compagne.
Il VLT è stato puntato su Betelgeuse nel dicembre 2024, quando precedenti osservazioni della stella suggerivano che la compagna potesse trovarsi alla massima distanza angolare dalla stella. Dopo una complessa analisi dei dati, ecco che gli astronomi hanno visto apparire Betelgeuse B a una distanza angolare di meno di 1/3600-esimo di grado dalla stella principale. Le prime analisi mostrano come Betelgeuse B sia una stella più massiccia del Sole, circa 2,6-3,1 volte la massa della nostra stella, che si trova nella fase di sequenza principale, cioè in cui si sostiene bruciando idrogeno nel suo nucleo tramite fusione nucleare.
Per essere certi che la compagna sia davvero lì, gli astronomi osserveranno nuovamente Betelgeuse tra un anno, quando la compagna sarà dall'altro lato della stella, ma ormai restano ben pochi dubbi circa la sua esistenza. L'attenzione degli astronomi ora si sposterà sul comprendere se e come Betelgeuse B influenzerà l'evoluzione futura della stella principale, candidata ad esplodere in supernova e a diventare di conseguenza così brillante da essere visibile anche in pieno giorno.