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14 Settembre 2026
16:30

Lo sversamento di idrocarburi nel Naviglio a Milano ha causato danni agli uccelli: gli effetti sulle piume

Lo sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande (tra Magenta e Robecco sul Naviglio) ha contaminato 28 km di acque, causando gravi danni alla fauna. Gli uccelli imbrattati dal gasolio perdono impermeabilità e isolamento termico e rischiano intossicazioni. La LIPU interviene con lavaggi specializzati, cure e supporto termico per favorirne il recupero.

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Lo sversamento di idrocarburi nel Naviglio a Milano ha causato danni agli uccelli: gli effetti sulle piume
uccelli petrolio

Pochi giorni fa si è verificato un grave episodio di sversamento di idrocarburi (probabilmente gasolio) nelle acque del Naviglio Grande a Pontevecchio, una frazione del Comune di Magenta, nell'Ovest Milanese. Una nera macchia oleosa si è estesa in poche ore per circa 28 km fin quasi alla Darsena di Milano. Uno degli effetti più immediati e impressionanti del disastro è stato sugli uccelli acquatici (germani reali, cigni, gallinelle d'acqua) che frequentano spesso le sponde e le acque del Naviglio. Le immagini degli esemplari ritrovati completamente imbrattati dal materiale inquinante ricordano perfettamente le drammatiche foto di uccelli marini recuperati in mare completamente ricoperti dal petrolio, dopo incidenti causati dalle petroliere. In seguito a un disastro del genere, un gran numero di animali, non solo uccelli, ma anche pesci, anfibi o piccoli mammiferi, muoiono perché ricoperti dal liquido oleoso o perché intossicati dall'ingestione o dall'inalazione di sostanze volatili. Gli uccelli in particolare, non solo vengono "avvelenati", ma perdono immediatamente le proprietà idrorepellenti del loro piumaggio: un fattore di importanza vitale. L'intervento necessario per salvarli è molto complesso e va eseguito tempestivamente da mani esperte. Per conoscere i metodi impiegati e capire la complessità delle operazioni da mettere in atto abbiamo consultato la Dott.ssa Stefania Pulici del Centro Recupero Fauna Selvatica della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) di Magenta, proprio il Centro dove esperti e volontari sono intervenuti nei giorni scorsi per soccorrere gli animali imbrattati dallo sversamento di idrocarburi.

Quali sono gli effetti degli idrocarburi sugli uccelli

Gli idrocarburi hanno un doppio effetto sugli uccelli, ovvero li imbrattano e li intossicano. Ovviamente gli effetti sull'animale dipendono dalla natura degli idrocarburi e dalla loro concentrazione, ma anche modesti quantitativi determinano danni consistenti. Studi condotti sulla Berta minore (Puffinus puffinus), un uccello marino che trascorre gran parte del tempo sulla superficie dell'acqua, hanno dimostrato che uno strato di petrolio superficiale di soli 0,1 µm è sufficiente ad aumentare la permeabilità delle piume e danni irreparabili derivano da chiazze di petrolio con uno spessore di 3 µm. Consideriamo che stiamo parlando di uno strato 100 volte più sottile del film di plastica per alimenti, eppure è in grado di alterare la struttura del piumaggio. Infatti, in caso di imbrattamento si verifica una serie di effetti a catena con conseguenze nefaste: gli idrocarburi provocano una riduzione immediata dell'impermeabilità del piumaggio, l'acqua assorbita da penne e piume comincia a penetrare verso la pelle, appesantendo l'animale e riducendo il suo isolamento termico. Questo comporta danni alla termoregolazione e l'uccello va in ipotermia. Inoltre si verificano effetti tossici per inalazione o per ingestione con conseguente danno epatico, renale e con fenomeni di anemia emolitica che possono portarlo in breve tempo alla morte.

Il piumaggio degli uccelli: un ottimo impermeabile

Il piumaggio degli uccelli è un vero concentrato di tecnologia: è isolante e impermeabile, oltre a proteggere l'animale dal vento e dal sole. Queste proprietà derivano principalmente dalla microstruttura delle piume più che dalla composizione chimica considerato che la componente strutturale principale è la β-cheratina, molto simile a quella che costituisce le nostre unghie e capelli, che si chiama però α-cheratina e ha una struttura secondaria (alfa-elica) diversa e più flessibile.

strutture secondarie proteine
Differenza tra le strutture secondarie delle proteine: alfa–elica e beta–foglietto.

Una penna ha un’architettura tridimensionale molto complessa ed è proprio questa che conferisce al piumaggio molte peculiarità. Osservando una piuma o una penna riconosciamo il Calamo, la parte cava e cilindrica inserita nella pelle, funziona come base strutturale, quella che veniva sfruttata quando si usavano le piume per scrivere (da cui il termine calamaio). Il suo prolungamento è detto Rachide, rigido ma leggero, costituisce l’asse centrale della penna e la sostiene tutta. La parte larga, piatta e flessibile ai due lati del rachide, detta Vessillo, è formata da una fitta serie di filamenti fra loro paralleli, le Barbe e, da queste si sviluppano, le Barbule, ulteriori minuscole ramificazioni laterali. Nelle piume, invece, le barbe sono più morbide e meno strettamente collegate, creando una struttura soffice che trattiene aria e permette l'isolamento termico. Le buone condizioni di ogni ramificazione sono però fondamentali per conservarne la funzionalità e per consentire agli uccelli sia la termoregolazione sia la possibilità di immergersi senza inzupparsi o affondare e poi riprendere immediatamente il volo.

Struttura delle piume
Struttura di una piuma. Credit: Moulzir et al, Annals of Anatomy, 2026

Come si pulisce e si cura un uccello imbrattato dal gasolio: il protocollo LIPU adottato nel Naviglio

Purtroppo bisogna intervenire rapidamente e un intervento d'urgenza sugli sfortunati pennuti imbrattati non può essere assolutamente eseguito da personale non esperto. Rimedi casalinghi sono controproducenti e rischiano di peggiorare una situazione già molto grave di per sé. Trovando un uccello in queste condizioni è necessario ripararlo in una scatola di cartone a cui vanno praticati fori d'aerazione e trasportarlo nel più vicino centro di recupero fauna selvatica. Il protocollo della LIPU consiglia inoltre di utilizzare dei guanti, perché queste sostanze sono spesso tossiche anche per l'uomo.

La Dottoressa Stefania Pulici, naturalista del Centro Recupero Fauna Selvatica della LIPU, ha illustrato i particolari del protocollo operativo LIPU. L'animale ricoverato viene subito sottoposto a diversi esami clinici e va tenuto in luogo riscaldato. La pulizia deve essere rapida, metodica e con detergenti ad alta efficacia tensioattiva, ma non deve mai superare i 30 minuti per ridurre al minimo lo stress sull’animale.

Si utilizza una combinazione di solventi affini e non tossici, come la vasellina e detergenti ad alta efficacia tensioattiva, per “sciogliere” anche i grumi più densi di contaminanti e permetterne la rimozione con acqua. Una volta stabilizzate le condizioni cliniche dell'animale, i passaggi successivi indicati dalla dott.ssa Pulici sono un lavaggio in vasche in serie con acqua calda a 45 °C. e l'asciugatura perfetta dell'animale, per garantire una corretta termoregolazione. L'operazione va ripetuta più volte in modo da pulire completamente penne e piume e garantire la loro completa impermeabilità, un processo che richiede diversi giorni prima di essere completato. La terapia di supporto prevede innanzitutto la fluidoterapia, utilizzando fluidi caldi. È inoltre importante garantire un adeguato supporto termico, tramite sistemi di riscaldamento esterni, come ad esempio le lampade riscaldanti.

Per quanto riguarda l'alimentazione, questa può essere somministrata per via enterale (direttamente nello stomaco) nel caso in cui la temperatura corporea sia superiore a 38 °C, oppure per via parenterale (direttamente nel flusso sanguigno) quando la temperatura corporea è inferiore a 38 °C. In entrambi i casi, l'alimento deve essere fornito a una temperatura di circa 40 °C. Come ulteriore supporto, può essere utile la somministrazione di antibiotici, vitamine e antiossidanti, a seconda delle necessità del paziente. Un altro aspetto importante è la riduzione dell'assorbimento della sostanza eventualmente responsabile dell' intossicazione. A questo scopo può essere somministrato carbone attivo per via orale, che agisce a livello gastroenterico. Inoltre, è importante procedere alla pulizia delle mucose, così da rimuovere eventuali residui della sostanza.

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