24 Settembre 2023
17:00

Breve biografia di Lucrezia Borgia, una delle donne più celebri del Rinascimento italiano

Pochi personaggi storici femminili suscitano interesse e curiosità al pari di Lucrezia Borgia, la nobildonna italiana vissuta tra Quattrocento e Cinquecento. Su di lei si sono diffuse le dicerie più varie, ma chi era davvero Lucrezia?

A cura di Erminio Fonzo
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Breve biografia di Lucrezia Borgia, una delle donne più celebri del Rinascimento italiano
Lucrezia Borgia copertina

Non era facile, durante il Rinascimento, essere figlia di un papa e sorella di un ambizioso uomo politico. Era questa la condizione di Lucrezia, nobildonna della chiacchieratissima famiglia dei Borgia, di origine spagnola. Suo padre era il pontefice Alessandro VI e uno dei suoi fratelli era Cesare Borgia, signore della Romagna. Lucrezia si sposò tre volte, sempre per interessamento del padre, che intendeva usare i matrimoni per ragioni diplomatico-militari. La donna, considerata libertina e dissoluta, fu accusata di numerose nefandezze, dall’incesto all’avvelenamento dei nemici, e per secoli su di lei ha circolato una vera e propria leggenda nera. Quanto c’è di vero nelle accuse?

La famiglia Borgia

Lucrezia Borgia nacque il 18 aprile 1480 a Subiaco, presso Roma, da una famiglia particolarmente in vista. Era figlia del cardinale di origine spagnola Rodrigo Borgia e della sua amante Vannozza Cattanei. La coppia aveva già due figli maschi, Juan e Cesare, al quale si aggiunse Jofré alcuni anni dopo.

Non deve sorprendere che un cardinale avesse figli: all’epoca non era un caso raro e, inoltre, Rodrigo Borgia era noto per l’assoluta mancanza di scrupoli in merito ai rapporti sessuali (avrà una relazione persino da pontefice). Rodrigo, del resto, riconobbe segretamente i figli, ma fino a quando fu cardinale li presentava come suoi nipoti.

Ritratto di Rodrigo Borgia
Ritratto di Rodrigo Borgia.

La gioventù e il primo matrimonio

Lucrezia trascorse l’infanzia prima con Vannozza e poi con una cugina del padre. Ebbe validi precettori, imparò diverse lingue e si dotò di cultura ed eloquenza. Suo padre immaginava per lei un avvenire in Spagna e nel 1491 avviò le trattative per darla in sposa a un nobile spagnolo. L’anno successivo, però, la situazione cambiò: il papa Innocenzo VIII morì e al soglio pontificio fu eletto proprio Rodrigo, che assunse il nome di Alessandro VI.

Da papa poteva aspirare a uomini più potenti per il matrimonio di sua figlia e poteva usare le nozze per stringere alleanze politico-militari. Dopo alcune trattative, nel 1493 Lucrezia sposò Giovanni Sforza, signore di Pesaro. L’anno successivo, suo padre riuscì a evitare danni dall’invasione dell’Italia da parte di Carlo VIII di Valois, re di Francia, ma negli eventi che seguirono l'invasione Giovanni Sforza assunse una posizione ambigua.

L'Italia nel 1494
L’Italia nel 1494.

Le alleanze dei Borgia cambiarono e nel 1497 Giovanni fu costretto a fuggire da Roma per non essere ucciso dai sicari del papa. Lucrezia, che nel frattempo aveva probabilmente intrapreso una relazione con Francesco Gonzaga, marchese di Mantova, si separò dal marito. Il papa annullò il matrimonio con la motivazione che Giovanni era impotente e non aveva consumato le nozze. Il signore di Pesaro, dal canto suo, accusò il pontefice e la figlia di avere una relazione incestuosa.

Gli scandali e il secondo matrimonio

Nel 1498 la reputazione di Lucrezia, già compromessa dalle accuse di Giovanni Sforza, fu ulteriormente deteriorata da uno scandalo. Nel Tevere fu rinvenuto il cadavere di un uomo, Pedro Calderón, che quasi certamente era stato un amante della donna, aveva avuto da lei un figlio ed era stato fatto uccidere dal fratello Cesare.

Lucrezia aveva ormai una fama sinistra ma, ciò nonostante, Alessandro VI avviò le trattative per il suo secondo matrimonio, concludendo nello stesso 1498 un accordo con Alfonso d’Aragona, figlio illegittimo del re di Napoli Alfonso II. Lucrezia, sinceramente innamorata del marito, viveva con lui a Roma e ospitava spesso a corte alcuni dei più importanti intellettuali e artisti del Rinascimento, tra i quali Michelangelo e Pinturicchio.

Dopo pochi anni, però, le alleanze dei Borgia cambiarono di nuovo. Cesare, con l’approvazione del padre, si legò alla monarchia francese, rivale degli aragonesi e interessata a conquistare il regno di Napoli.

Ritratto di Cesare Borgia
Ritratto di Cesare Borgia.

Il matrimonio di Lucrezia con Alfonso costituiva ormai un problema per la famiglia. Nell’anno 1500 la donna diede alla luce un figlio, Rodrigo, ma poco tempo dopo il marito fu assassinato dai sicari di Cesare. Lucrezia, pur essendo infuriata nei confronti del padre e del fratello, non ruppe i rapporti con loro.

Lucrezia Borgia a Ferrara

Lucrezia, ormai adulta, partecipò personalmente alle trattative per il suo terzo matrimonio, celebrato nel 1501 con Alfonso d’Este, duca di Ferrara. Trasferitasi presso il marito,continuò a intrattenere rapporti con i maggiori intellettuali del tempo, legandosi particolarmente allo scrittore Pietro Bembo. I Borgia erano all’apice del potere, perché Cesare aveva conseguito numerose vittorie militari in Romagna ed era diventato il dominatore della regione.

Nel 1503, però, le sorti della famiglia mutarono. Alessandro VI morì e, dopo un breve pontificato di Pio III, fu eletto papa Giulio II, nemico giurato dei Borgia. Lucrezia restò a Ferrara accanto al marito ed ebbe numerosi figli, tra i quali Ercole, futuro duca di Ferrara, e Ippolito, che sarebbe diventato un celebre cardinale. Nel 1507 la donna ricevette la notizia della morte di Cesare e negli ultimi anni di vita divenne molto religiosa, frequentando assiduamente le chiese. Il 14 giugno 1519 partorì l’ultima figlia, ma si ammalò di febbre puerperale e dieci giorni dopo morì.

La tomba di Lucrezia a Ferrara (credit Lungoleno)
La tomba di Lucrezia a Ferrara. Credits: Lungoleno.

La leggenda nera e la storiografia

Su Lucrezia sono fioriti pettegolezzi e dicerie sin da quando era in vita. Dopo la morte, le voci dell’incesto con il padre e con il fratello Cesare hanno continuato a circolare, soprattutto per iniziativa dei nemici dei Borgia e degli intellettuali anticlericali, intenzionati a dimostrare l'immoralità del papato. Lucrezia era presentata come una donna estremamente dissoluta e si diceva persino che avesse partecipato, insieme con il padre e il fratello, a feste dai risvolti orgiastici.

Un’altra accusa riguardava l'abitudine di servirsi di un veleno, la cantarella, per eliminare i nemici. Le accuse sono state rilanciate da celebri intellettuali del Rinascimento, come Francesco Guicciardini, e, nei secoli successivi, da autori come Voltaire, Victor Hugo e molti altri. A partire dall’Ottocento, però, sono stati pubblicati anche studi scientifici sulla figura di Lucrezia, i quali, esaminando i documenti dell’epoca, hanno ridimensionato significativamente le accuse. Dalle ricerche è emerso, in particolare, che quasi certamente gli incesti non erano mai avvenuti.

Presunto ritratto di Lucrezia
Presunto ritratto di Lucrezia

Chi era davvero Lucrezia Borgia

Probabilmente Lucrezia era semplicemente una donna del suo tempo, che conduceva la sua vita, almeno da giovane, senza eccessivi scrupoli morali. Molte dicerie sul suo conto, quasi sicuramente infondate, si sono diffuse solo perché la donna apparteneva a una famiglia potente e discussa.

Lucrezia fu in alcuni casi partecipe degli intrighi politici dei Borgia, ma fu anche vittima del potere esercitato su di lei dal padre e dal fratello. In ogni caso, a causa dell’interesse che suscitano l’erotismo e la sessualità, Lucrezia è ancora oggi un personaggio molto popolare.

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