6 Febbraio 2024
16:15

Breve biografia di Pitagora: chi era e cosa ha scoperto il filosofo greco del celebre teorema

A scuola abbiamo imparato tutti il teorema di Pitagora. Il filosofo, però, fece anche molto altro: elaborò un sistema cosmologico coerente e fece progredire in maniera significativa la conoscenza della matematica.

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A cura di Erminio Fonzo
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Breve biografia di Pitagora: chi era e cosa ha scoperto il filosofo greco del celebre teorema
chi era pitagora

Pitagora, vissuto nel V secolo a. C., è stato uno dei principali filosofi e matematici greci dell’epoca presocratica. Nato nell’isola di Samo, si trasferì in Magna Grecia e radunò intorno a sé un gruppo di discepoli, insieme ai quali elaborò un nuovo sistema filosofico basato sui numeri. Pitagora, però, si interessò di tutti i campi dello scibile umano. Al suo tempo gli studiosi si occupavano di varie scienze e Pitagora, oltre a essere un filosofo e un matematico, si interessò di astronomia e di anatomia. Nonostante sia famoso soprattutto per il teorema che porta il suo nome, molto probabilmente non fu il primo studioso a scoprirlo.

Pitagora dipinto da Raffaello
Pitagora dipinto da Raffaello.

Chi fu Pitagora, il filosofo che diede vita alla scuola pitagorica

Della vita filosofo e matematico greco si sa molto poco, perché tutte le fonti antiche lo presentano in termini piuttosto enigmatici. Secondo la maggior parte degli storici, Pitagora nacque nell’isola di Samo, nel Mare Egeo, nella prima metà del VI secolo a.C.. probabilmente tra il 580 a.C. e il 570 a.C.

Convolò a nozze con una certa Teano ed ebbe da lei cinque figli. In un momento imprecisato della sua vita si trasferì a Crotone, una città greca dell’Italia meridionale, forse perché era entrato in contrasto con Policrate, il “tiranno” (nel senso di monarca) di Samo. A Crotone, Pitagora radunò un gruppo di seguaci e verso il 530 a.C. diede vita a una corrente filosofica, la scuola pitagorica. Morì intorno al 495 a.C. a Metaponto, una città greca della Basilicata, dove si era trasferito in seguito alla scoppio di una rivolta a Crotone.

Busto di Pitagora (credits Saiko)
Busto di Pitagora (credits Saiko)

Le idee di Pitagora: il pensiero filosofico

Pitagora non mise mai per iscritto le sue teorie (o, se lo fece, le sue opere sono perdute), ma le espose oralmente ai suoi discepoli. Le sue idee sono piuttosto oscure, ma sappiamo che elaborò un sistema filosofico basato sui numeri: riteneva che tutte le realtà esistenti fossero composte di numeri, intesi non come concetti astratti, ma come grandezze reali. Più precisamente, il numero uno rappresentava il punto, il due la linea, il tre la superficie, il quattro il solido. I primi quattro numeri, disposti a piramide, costituivano la tetraktys, che per i pitagorici aveva un valore religioso.

La Tetrakys
La Tetrakys

L’universo, essendo basato su precise proporzioni numeriche, per Pitagora era un sistema ordinato. Si deve lui il concetto di kosmos, che in greco significa “ordinato” ed è la stessa parola dalle quale derivano termini italiani come cosmetico, cosmesi, ecc. Il filosofo, inoltre, fu uno dei primi ad avanzare l’idea che la Terra non fosse al centro dell’universo: riteneva che al centro vi fosse un fuoco, intorno al quale girano il nostro pianeta e gli altri corpi celesti, compreso il Sole.

Pitagora era anche un sostenitore della reincarnazione e pensava che l’anima si reincarnasse dopo lo morte in altri corpi. Tuttavia, pur sostenendo teorie di questo genere, diede un contributo importante all’anatomia umana e fu il primo a ipotizzare che il “motore” delle sensazioni non fosse il cuore, come in genere si riteneva all’epoca, ma il cervello.

Alcune fonti antiche riportano che Pitagora fu l’inventore della parola “filosofia”, intesa come amore per la sapienza, ma molti studiosi moderni ritengono che la parola esistesse già prima di lui.

Il modello pitagorico del cosmo (credits Xinstalker)
Il modello pitagorico del cosmo. Credits: Xinstalker.

Cosa ha scoperto il filosofo: il teorema di Pitagora

L’interesse per i numeri spinse Pitagora e i suoi seguaci a interessarsi della matematica, al progresso della quale diedero un importante contributo. Sebbene non sia semplice definire le scoperte dei pitagorici, è probabile che scoprirono i numeri irrazionali, il rapporto tra numeri pari e dispari, le caratteristiche dei solidi regolari e varie proprietà delle figure geometriche.

La “scoperta” più nota di Pitagora è il teorema che porta il suo nome, la cui formulazione si può riassumere in questi termini: “In ogni triangolo rettangolo, il quadrato costruito sull'ipotenusa è equivalente all'unione dei quadrati costruiti sui cateti”. Ne consegue che, conoscendo la misura di due lati, si può calcolare il terzo.

Rappresentazione del teorema di Pitagora
Rappresentazione del teorema di Pitagora.

Il teorema non fu “inventato” da Pitagora, ma era già noto ai babilonesi, agli egizi e alle civiltà indiana e cinese. Il filosofo greco, però, fu molto probabilmente il primo a darne una dimostrazione indiscutibile o comunque il primo a farlo nell'attuale Occidente.

Le regole dei pitagorici e il timore delle fave

La scuola di Pitagora si atteneva a una serie di regole, tramandateci da alcune fonti antiche e oggi non facilmente comprensibili. Tra esse vi erano i divieti di toccare galli bianchi, di camminare sulle strade maestre e di far entrare rondini in casa. La regola più nota era il divieto di mangiare fave, sul quale Pitagora era rigorosissimo. Un aneddoto racconta che, inseguito dai suoi nemici, preferì farsi uccidere piuttosto che attraversare un campo di fave per fuggire. Gli studiosi moderni hanno proposto varie interpretazioni per spiegare l’ostilità del filosofo per le fave. È stato ipotizzato che le ritenesse dotate di anima o che fosse preoccupato per il favismo, una malattia ereditaria che impedisce di assumere fave e altri alimenti.

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