12 Maggio 2023
12:30

La storia del Rinascimento italiano in breve. La nuova idea di uomo e lo sviluppo delle arti

Il rinnovamento culturale noto come Rinascimento è stato uno dei fenomeni e periodi più importanti della storia, perché ha cambiato non solo le arti e le scienze, ma anche la concezione del mondo e dell’uomo, a partire dall'Italia.

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A cura di Erminio Fonzo
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La storia del Rinascimento italiano in breve. La nuova idea di uomo e lo sviluppo delle arti
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Tra XV e XVI secolo la penisola italiana fu interessata da un profondo rinnovamento culturale, chiamato Rinascimento, un periodo che rappresentò la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna. Il Rinascimento si sviluppò prevalentemente nell'Italia centro-settentrionale (come ad esempio a Firenze), ma ebbe ramificazioni anche al di fuori della Penisola. Fu originato dall’Umanesimo, un movimento culturale che si proponeva di dare centralità all’uomo e superare la concezione religiosa per la quale le sorti del mondo dipendevano solo da Dio.

Nel Rinascimento operarono alcuni dei più celebri artisti della storia, da Michelangelo a Raffaello, da Botticelli a Leonardo da Vinci. Insieme alle arti, anche la letteratura e le scienze andarono incontro a importanti progressi. Nell’immediato, il rinnovamento culturale interessò solo le élite, ma gradualmente la nuova concezione del mondo umanistico-rinascimentale si diffuse in tutta la società. Vediamo in sintesi la storia del Rinascimento e le sue caratteristiche.

Il Cenacolo di Leonardo
Il Cenacolo di Leonardo

Cos’è stato il Rinascimento

Per Rinascimento si intende il periodo di crescita e rinnovamento culturale che si è sviluppato tra ‘400 e ‘500. Il termine, che è stato coniato in un’epoca successiva, contiene l’idea della rinascita, cioè di un ritorno a un’antica età di splendore, quella del mondo greco-romano, dopo il periodo buio rappresentato dal Medioevo. Sul piano politico, il Rinascimento coincise con l’affermazione nell’Italia centro-settentrionale delle Signorie, cioè dinastie che governavano città o regioni in maniera indipendente.

Non è facile definire il periodo preciso nel quale si sviluppò il Rinascimento: alcuni studiosi ritengono che l’età rinascimentale sia compresa negli anni 1400-1550, altri considerano solo il ‘500. È però certo è che il Rinascimento terminò nella seconda metà del XVI secolo, anche a causa del deterioramento della situazione politica della penisola italiana, che si trovò sottoposta all’egemonia della Spagna e del Sacro Romano Impero.

L'Italia nel 1494 (credi Fulvio314)
L’Italia nel 1494 (credi Fulvio314)

Dove si è sviluppato il Rinascimento

La “capitale” del Rinascimento fu Firenze, governata dalla dinastia dei Medici. La cultura rinascimentale, però, si affermò in gran parte della Penisola, in particolare presso le corti di dinastie come i Gonzaga di Mantova, gli Este di Ferrara, gli Sforza di Milano, nonché presso la corte papale a Roma e nel Regno di Napoli.

Il Rinascimento ebbe ramificazioni oltre i confini della Penisola. Alcuni artisti italiani furono chiamati a lavorare presso le corti europee, come quella di Francesco I in Francia. In altri casi, furono gli artisti stranieri a venire in Italia per conoscere le nuove tendenze artistiche e culturali.

Ma come e perché si sviluppò il Rinascimento?

L’Umanesimo e il ritorno all’antico

Nel Quattrocento in Italia nacque un movimento culturale, l’Umanesimo, che fu in un certo senso il predecessore del Rinascimento. Tra i due movimenti non vi fu una netta separazione, perché l’Umanesimo confluì nel Rinascimento e fornì le idee sulle quali fu costruito il rinnovamento culturale.

Ma cos’è era l’Umanesimo? In sintesi, fu una riscoperta dell’importanza dell’uomo (da cui il nome) nella storia e nel mondo. Nel Medioevo, l’opinione generale era che l’evoluzione della storia fosse decisa da Dio e che la vita umana fosse solo un “passaggio temporaneo”, in attesa della “vera” vita, quella nell’aldilà. Con l’Umanesimo, alcuni intellettuali iniziarono a porre maggiore attenzione alle vicende terrene, sviluppando l’idea che l’uomo fosse artefice del proprio destino e che avesse un ruolo di primo piano nell’evoluzione del mondo. Questo non significava negare Dio, ma solo mettere l’uomo in una posizione più importante del passato.

Le idee dell’Umanesimo erano in larga parte basate sull’eredità della civiltà greco-romana. Gli intellettuali umanisti – Lorenzo Valla, Marsilio Ficino e altri – erano attenti studiosi dei testi antichi e da essi trassero ispirazione per la nuova interpretazione della storia e del presente.

Lorenzo Valla
Lorenzo Valla

Il Rinascimento nelle arti

Sulla base delle idee sviluppate dall’Umanesimo, tra ‘400 e ‘500 ebbe luogo un profondo rinnovamento culturale, che riguardò tutti i campi del sapere. Uno dei settori maggiormente interessati fu quello delle arti figurative: pittura, scultura e architettura. Anzitutto, aumentò l’attenzione per la figura umana: gli artisti cercarono di riprodurre l’uomo in maniera più realistica e di mostrare le sue emozioni.

L'uomo vitruviano di Leonardo, uno studio sulle proporzioni del corpo umano
L’uomo vitruviano di Leonardo, uno studio sulle proporzioni del corpo umano

Inoltre, gli artisti impararono a usare la prospettiva, cioè il principio in base a cui rendere un’immagine tridimensionale, facendo percepire la profondità. Grazie a questi presupposti, nell’età rinascimentale furono creati alcuni capolavori di importanza capitale. Per citare i più famosi: gli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina, le Stanze di Raffaello in Vaticano, i quadri di Leonardo da Vinci come il Cenacolo e la Gioconda.

Nel campo dell’architettura, in tutta la Penisola furono costruiti edifici di elevato livello artistico, in genere adattando al presente i modelli antichi. Uno degli esempi più celebri è la Cattedrale di Firenze e, in particolare, la cupola progettata da Filippo Brunelleschi.

La cattedrale di Firenze (credit Petar Milosevic)
La cattedrale di Firenze (credit Petar Milosevic)

Molti artisti rinascimentali si dedicavano a più di una arte. Michelangelo, per esempio, fu un pittore, ma anche uno scultore, autore di statue celeberrime come la Pietà e il David. Tuttavia, l’intellettuale forse più rappresentativo del Rinascimento fu Leonardo, capace di essere filosofo, scienziato, scultore, pittore, inventore e tanto altro.

Letteratura, storiografia e scienza

Il Rinascimento non riguardò solo le arti figurative, perché la nuova centralità dell’uomo e la riscoperta dei testi antichi ebbero conseguenze in molti campi del sapere. Per esempio, nella storiografia autori come Niccolò Machiavelli e Francesco Guicciardini misero in evidenza il ruolo degli uomini nell’evoluzione della società e della vita politica.

Ritratto di Niccolo Machiavelli
Ritratto di Niccolò Machiavelli

Nel campo delle scienze naturali, alcuni scienziati osarono mettere in discussione quanto era affermato nelle Sacre Scritture a proposito dell’universo. Per esempio, un astronomo polacco vissuto a lungo in Italia, Mikołaj Kopernik (Niccolò Copernico), confutò la teoria geocentrica sostenuta nella Bibbia, secondo la quale la terra è al centro dell’Universo e il Sole le gira intorno, e dimostrò la fondatezza del modello eliocentrico. Gradualmente si sviluppò una forma moderna di scienza, basata sul metodo sperimentale, cioè sul verificare le teorie mediante esperimenti ripetibili. Tuttavia il nuovo metodo, pur dipendendo dalla concezione del mondo umanistico-rinascimentale, fu perfezionato solo dopo il Rinascimento, principalmente grazie a Galileo Galilei.

Il Rinascimento e la società

La nuova concezione dell’uomo e del mondo proposta dall’Umanesimo e dal Rinascimento inizialmente interessò solo ristrette élite politiche e culturali. Per la grande maggioranza della popolazione, che viveva di agricoltura e si allontanava raramente dalle campagne, l’evoluzione culturale era sconosciuta e solo negli ambienti urbani aveva un impatto maggiore sulla gente comune. Gradualmente, però, le idee dell’Umanesimo e del Rinascimento influenzarono la mentalità e il modo di pensare di tutta la società. Il processo fu lento, ma cambiò in maniera irreversibile la concezione del mondo e dell’uomo.

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