
Il carico di un relitto è stato scoperto sul fondale del lago di Neuchâtel, in Svizzera. Nell'ambito del programma di conservazione Vulnerable Wrecks of Lake Neuchâtel – avviato nel 2018 – il collaboratore esterno Fabien Droz ha individuato tramite drone un'anomalia sul fondale del lago. Nei giorni seguenti, nel novembre del 2024, l'archeologo Fabien Langenegger e il presidente della Octopus Foundation (associazione no-profit che ha come obiettivo la salvaguardia del patrimonio marino) Julien Pfyffer hanno effettuato la prima immersione di verifica confermando la presenza di un vasto accumulo di ceramiche antiche, pertinente probabilmente al carico di un antico relitto, rivelatosi successivamente essere di epoca romana.
Un campione di legno è stato sottoposto alla datazione al carbonio-14: i risultati collocano il relitto tra il 50 a.C. e il 50 d.C. Una fibula rinvenuta sul posto, un tipo particolare di spilla militare, comparso sotto il regno di Tiberio (14-37 d. C.), e la datazione dendrocronologica (procedimento attraverso il quale, tramite il confronto degli anelli di accrescimento di un tronco, è possibile datare con una certa precisione i legni) di un'asse lignea trovata sotto le ceramiche hanno fornito una datazione abbastanza precisa, successiva al 17 d.C.

Gli scavi del relitto si sono svolti in due campagne. La prima, nel marzo del 2025, ha coinvolto un'area di lavoro di 60 metri per 24 metri a una profondità di 8 metri, suddivisa in quadrati di 4 metri ciascuno. Sono stati scavati 42 quadrati periferici, recuperando circa 150 oggetti pertinenti al carico dell'antica imbarcazione. La seconda campagna, nel marzo 2026 e della durata di quasi un mese, ha completato i 19 quadrati rimanenti nell'area centrale, portando il totale a oltre 1.000 oggetti recuperati.

Il carico comprende centinaia di ceramiche intatte (piatti, ciotole, coppe, vassoi), probabilmente di produzione locale, provenienti dall'altopiano svizzero; frammenti di anfore per olio o vino; un cesto in vimini contenente sei ceramiche di fattura diversa, interpretate come vasellame dell'equipaggio dell'imbarcazione; oggetti metallici da cucina come un calderone e un crogiolo; elementi di bardatura equina, come morsi, sbarre, perni; quattro ruote di carro in legno e metallo, datate allo stesso periodo del carico; oggetti di equipaggiamento legionario: una fibbia da cintura, una dolabra (ascia-piccone, impiegata dai legionari per vari lavori), una fibula e due gladii completi, uno dei quali ancora nel fodero originale in legno e metallo.

Nessuna traccia dello scafo è stata trovata nelle vicinanze. Gli archeologi non escludono che la nave sia riuscita a raggiungere la riva o sia affondata altrove. L'ipotesi prevalente è che il carico fosse destinato alla XIII Legione Gemina, stanziata dal 16 d.C. a Vindonissa (l'odierna Windisch, nel Canton Argovia, nella Svizzera centro-settentrionale) con il compito di presidiare il confine del fiume Reno. Le merci sarebbero partite dal porto di Yverdon, nel cantone di Vaud (L'antica Eburodunum), all'estremità meridionale del lago di Neuchâtel, dirette verso nord attraverso i laghi e i canali, e sarebbero affondate all'imbocco del canale della Thielle, forse a causa di una improvvisa raffica di vento.

Il sito del naufragio era rimasto a lungo protetto da strati di sedimenti lacustri, erosi successivamente nel corso dei due interventi di regolazione delle acque, nel XIX e nel XX secolo. Per questo motivo si è deciso di procedere rapidamente con il recupero. Durante l'anno tra le due campagne, un sistema di telecamere subacquee sviluppato dalla Octopus Foundation ha monitorato il sito in continuo per prevenire saccheggi. I reperti, attualmente in fase di trattamento conservativo in acqua demineralizzata a circa 5-6°C, saranno esposti al Laténium, il museo e parco archeologico di Neuchâtel. La Octopus Foundation prevede inoltre la pubblicazione di un libro e di un documentario nel 2027.