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29 Maggio 2026
15:30

Caro spiagge estate 2026, aumenti del 24% in 5 anni negli stabilimenti balneari: la mappa e la classifica

Secondo l'indagine Altroconsumo 2026, il costo medio per una settimana al mare (ombrellone e 2 lettini) è di 225€, +6% sul 2025 e +24% sul 2021. Alassio è la meta più cara (340€), Lignano la più economica (157€). Cresce il ricorso alle spiagge libere, sempre più rare.

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Caro spiagge estate 2026, aumenti del 24% in 5 anni negli stabilimenti balneari: la mappa e la classifica
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Ombrellone, due lettini, prima fila. Quanto costa una settimana di mare in Italia nell'estate 2026? Dipende dalla meta, ma quasi ovunque la risposta è: di più rispetto all'anno scorso. E molto di più rispetto a cinque anni fa.

Lo rivela l'indagine annuale di Altroconsumo, la maggiore organizzazione indipendente di consumatori in Italia, che ogni anno chiama anonimamente centinaia di stabilimenti balneari per chiedere un'informazione semplice: quanto costa una settimana con ombrellone e due lettini durante la prima settimana di agosto, ossia dal 2 all'8 agosto?

Quest'anno sono stati contattati 222 lidi distribuiti in 10 località (Lignano, Alassio, Rimini, Gallipoli, Alghero, Palinuro, Viareggio, Senigallia, Taormina e Giardini Naxos, Anzio), scegliendo un campione che rappresenta almeno il 20% degli stabilimenti presenti in ciascuna località. Quello che ha registrato Altroconsumo è un aumento medio del 6% rispetto al 2025, che sale a un +24% se si guarda agli ultimi cinque anni. Nel 2021, infatti la tariffa media era 182 euro; nel 2026 è arrivata a 225 euro.

Dove si pagano di più gli stabilimenti nel 2026: la classifica e la mappa

Non tutte le spiagge sono uguali, e le differenze sono notevoli. Le località con i rincari più forti quest'anno sono Taormina e Giardini Naxos in provincia di Messina, Sicilia (+16% rispetto al 2025), seguite da Alghero in Sardegna (+14%) e Gallipoli in provincia di Lecce, Puglia (+10%). Nelle altre mete gli aumenti sono stati più contenuti, tra il 2 e il 7%.

Questo l'elenco completo con le tariffe medie delle 4 file a confronto, dalle più alle meno costose:

  • Alassio (30 stabilimenti monitorati): 340 euro (0% di variazione)
  • Gallipoli (14 stabilimenti): 324 euro (+10%)
  • Alghero (10 stabilimenti): 274 euro (+14%)
  • Taormina e Giardini Naxos (13 stabilimenti): 237 euro (+16%)
  • Viareggio (35 stabilimenti): 232 euro (+7%)
  • Palinuro (14 stabilimenti): 188 euro (+0,5%)
  • Anzio (19 stabilimenti): 179 euro (+2%)
  • Senigallia (18 stabilimenti): 159 euro (+0,6%)
  • Rimini (50 stabilimenti): 158 euro (+5%)
  • Lignano (19 stabilimenti): 157 euro (+2%)
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La mappa secondo i prezzi medi rilevati da Altroconsumo. Credit: Altroconsumo

Il costo medio tra ombrelloni, sdraio e lettini: le tariffe in aumento

Per il primato assoluto di spiaggia più cara d'Italia si conferma Alassio, in provincia di Savona, Liguria: una settimana in prima fila con ombrellone e due lettini costa in media 368 euro, con una tariffa media delle prime quattro file di 340 euro. Vale la pena notare che Alassio nel 2026 non ha aumentato i prezzi rispetto all'anno scorso (variazione 0%), erano già i più alti. Ad Alassio la prima fila costa 368 euro, la seconda 346, la terza 330 e dalla quarta in avanti 314.

All'estremo opposto c'è Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine, Friuli-Venezia Giulia, dove la stessa settimana in prima fila costa 164 euro, praticamente la metà. La seconda scende a 159, la terza a 154, e dalla quarta in poi a 141.

Scegliere una località rispetto a un'altra può fare risparmiare quasi 200 euro e anche la fila in cui si siede fa differenza: la prima costa in media 238 euro a settimana, la seconda 229, la terza 219, mentre dalla quarta in poi si scende a 210 euro.

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L’andamento delle tariffe negli ultimi 5 anni secondo l’analisi di Altroconsumo. Credit: Altroconsumo

La questione spiagge libere, sempre più rare

Con prezzi in continua crescita, la spiaggia libera rimane per molte famiglie l'unica alternativa economicamente sostenibile – preferite dal 35% delle persone. Il problema è che lo spazio libero si riduce ogni anno.

Un'eccezione virtuosa arriva da Spotorno, in provincia di Savona, Liguria, dove il sindaco Mattia Fiorini ha aumentato la quota di spiagge libere garantendo comunque servizi essenziali (pulizia, salvataggio, docce, bagni) senza costi aggiuntivi per i cittadini. Come? I chioschi in concessione sulle spiagge libere generano entrate sufficienti a coprire quei costi. Un modello che, per ora, non ha trovato imitatori tra gli altri comuni italiani.

Cosa preferiscono gli italiani

Altroconsumo ha anche sondato le preferenze dei consumatori tramite un questionario online somministrato a un campione di 1.058 persone tra i 18 e i 74 anni, ponderato per sesso, età, area geografica e titolo di studio per essere rappresentativo della popolazione italiana.

Il 37% preferisce lo stabilimento attrezzato (o la spiaggia libera a pagamento con servizi), il 35% sceglie la spiaggia libera, e poco più di uno su quattro si dichiara disponibile a entrambe le soluzioni a seconda dei casi.

Chi paga lo fa soprattutto per i servizi e le attrezzature (80% delle risposte); chi sceglie la spiaggia libera lo fa perché è gratuita (79%) e perché dà libertà di cambiare posto ogni giorno (63%).

Sul tema delle concessioni, tra chi conosce la questione il 63% ritiene che una riforma dovrebbe portare a una riduzione dei prezzi, e uno su due chiede un ricambio periodico e trasparente nella gestione dei lidi.

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