
Eni ed Enel hanno annunciato nei giorni scorsi alcuni sconti per agevolare le famiglie italiane, vessate dal caro-bollette (oltre che dal vertiginoso caro-carburanti) dovuto alle tensioni geopolitiche originate dalla crisi dello stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia Adnkronos questo avrebbe in parte provocato un aumento dei tentativi di truffa da parte di criminali informatici che, sfruttando proprio il tema degli sconti in bolletta, pare che stiano sferrando una nuova ondata di truffe telefoniche. Si stima che nell'ultimo anno le vitte di questo tipo di truffa siano stati 2,9 milioni di italiani, per un danno complessivo di 650 milioni di euro.
Il meccanismo con cui i truffatori potrebbero tentare di accalappiare anche voi è semplice: potreste ricevere una chiamata da qualcuno che si presenta come un operatore del settore energetico e questo potrebbe proporvi uno sconto proprio facendo riferimento alle nuove misure contro il caro-bolletta, con l’intento di convincervi che si tratti di un'occasione da cogliere subito, prima che la tariffa aumenti di nuovo.
Il rischio di incappare in situazioni di questo tipo è tutt'altro che marginale. Secondo un'indagine pubblicata quest’estate dal portale Facile.it, nell'ultimo anno 2,9 milioni di italiani sono stati vittime di una truffa o di un tentativo di truffa legato alle forniture energetiche, per un danno complessivo stimato in quasi 650 milioni di euro. Rispetto a tre anni fa il numero è diminuito del 27%, ma il fenomeno rimane molto diffuso e, come appena detto, le recenti novità provenienti dal mercato energetico potrebbero portare a un nuovo incremento dei tentativi di truffa. Vediamo cosa fare per difendersi.
I principali canali delle truffe a tema energetico
Secondo l’indagine condotta da Facile.it, a cui abbiamo fatto riferimento poc’anzi, tra gli strumenti più usati dai truffatori del mercato energetico ci sono i finti call center. Effettuando grandi quantità di telefonate, spesso attraverso sistemi automatizzati, questi truffatori contattano un gran numero di potenziali clienti in tempi relativamente brevi. Chi telefona può presentarsi come un consulente del vostro fornitore, come rappresentante di un'altra compagnia o come incaricato di una non meglio precisata agenzia e proporre uno sconto allettante in bolletta.
Se chi risponde alla telefonata è un cliente infelice della propria tariffa, potrebbe incuriosirsi, abbassare la propria soglia di attenzione e quindi ignorare alcuni evidenti segnali d’allarme, che sono in realtà tipici di simili truffe telefoniche. E le notizie sugli sconti reali applicati da alcuni provider energetici potrebbe in un qualche modo rendere più credibile il tutto.
Ma quali sarebbero questi segnali d’allarme da non ignorare. Se chi vi telefona sostiene che il vostro fornitore sta per aumentare i prezzi, che rischiate di perdere uno sconto o che dovete cambiare contratto immediatamente per beneficiare delle nuove agevolazioni, non ignorate il senso d’urgenza che chi sta dall’altra parte della cornetta vuole imporre.
Bisogna fare attenzione anche ai dati richiesti durante la telefonata. Chi vi contatta potrebbe chiedervi il codice POD o il codice PDR: il primo identifica in modo univoco il punto di fornitura dell'elettricità, mentre il secondo identifica quello del gas. Sono dati che restano associati alla fornitura anche quando viene cambiato operatore e che possono essere utilizzati per avviare una procedura di cambio contratto.
Potrebbe esservi richiesto anche il codice fiscale, l'IBAN o altri dati personali. Non dovreste comunicarli soltanto perché l'interlocutore sostiene di rappresentare il vostro attuale fornitore. Se vi contatta davvero un'azienda con cui avete un rapporto contrattuale, potete interrompere la chiamata e ricontattarla utilizzando i recapiti ufficiali, riportati in bolletta o facilmente reperibili online, sul sito Web ufficiale del vostro provider energetico.
Di fronte a un interlocutore insistente, che questo si sia presentato al telefono o di persona alla vostra porta, è preferibile non confermare frettolosamente informazioni personali o contrattuali e, soprattutto, non accettare un'offerta senza averne verificato attentamente condizioni e costi. Il semplice fatto che chi vi telefona conosca alcuni dati sulla vostra utenza non dimostra che sia realmente il vostro fornitore.
Cosa fare se si è già stati truffati
Se doveste essere già incappati in simili trappole e avete sottoscritto un contratto con l'inganno, non significa necessariamente che non possiate fare nulla. In caso di truffa dovreste segnalare l'accaduto alla Polizia Postale.
Nel caso in cui, invece, non siate stati vittima di una vera e propria truffa ma abbiate sottoscritto un'offerta senza pensarci troppo, ricordatevi sempre che entro 14 giorni dalla stipula avvenuta telefonicamente oppure online potete esercitare il diritto di ripensamento e recedere senza pagare alcuna penale.