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22 Marzo 2026
7:00

La carota di ghiaccio da record estratta in Antartide contiene informazioni sul clima di 23 mln di anni fa

In Antartide occidentale è stata prelevata dalla piattaforma “Crary Ice Rise” una carota di sedimenti lunga 228 m, la più lunga mai estratta sotto una calotta. Analizzandola sarà possibile scoprire come si sono comportati i ghiacci antartici in epoche passate caratterizzate da temperature simili a quelle attuali.

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La carota di ghiaccio da record estratta in Antartide contiene informazioni sul clima di 23 mln di anni fa
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In Antartide occidentale, in una regione della piattaforma di Ross denominata “Crary Ice Rise”, sotto 523 m di ghiaccio è stata estratta una carota di sedimenti lunga ben 228 m. Si tratta della carota più lunga che sia mai stata estratta al di sotto di una calotta glaciale. I sedimenti conservano informazioni sul clima degli ultimi 23 milioni di anni, incluse quelle su periodi in cui le temperature del pianeta erano simili a quelle odierne. La loro analisi ci permetterà di comprendere come la calotta antartica ha risposto all’aumento delle temperature e quindi di migliorare le previsioni su come potrà comportarsi in futuro. La carota è stata estratta durante la terza campagna di perforazioni del progetto SWAIS2C (Sensitivity of the West Antarctic Ice Sheet to two degrees of warming), che coinvolge ricercatori di 10 Paesi, compresa l’Italia.

L’estrazione della carota di ghiaccio lunga 228 m in Antartide

I sedimenti sono stati estratti trivellando al margine della calotta dell’Antartide occidentale, a una distanza di circa 700 km dalla base americana di Mc Murdo. Finora non si era mai riusciti a prelevare una carota così profonda sotto una calotta glaciale, oltretutto a una distanza tale dalle principali stazioni.

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Il sito delle perforazioni in Antartide. Credit: SWAIS2C

In questi contesti, infatti, le operazioni sono ostacolate da impedimenti logistici e legati a fattori meteorologici. Per raggiungere il sito nella piattaforma di Ross, la più vasta piattaforma di ghiaccio galleggiante del pianeta, è stato necessario trasportare le attrezzature per centinaia di chilometri su veicoli cingolati. Qui con un trapano è stato perforato uno spessore di ghiaccio di oltre 500 m, prima di incontrare uno strato di acque oceaniche e, infine, raggiungere il fondale. Una volta estratta la carota, gli scienziati hanno prelevato alcuni campioni, che saranno poi inviati in Nuova Zelanda per un esame più approfondito.

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Le perforazioni nell’ambito del progetto SWAIS2C. Credit: SWAIS2C

L’importanza della scoperta: le informazioni sul clima di milioni di anni fa

Le prime analisi hanno rivelato che i materiali che compongono la carota presentano una notevole varietà. Includono sedimenti fini, che costituiscono fanghi, e anche più grossolani, come ghiaia e grandi frammenti di roccia. Alcuni sedimenti sono tipici dei depositi che si trovano sotto una calotta glaciale, mentre altri indicano che si sono depositati in condizioni di oceano aperto. In alcuni strati sono stati infatti individuati frammenti di conchiglie e resti di organismi marini che per sopravvivere hanno bisogno di luce: ciò significa che sopra di loro non era presente ghiaccio.

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I ricercatori esaminano una porzione della carota. Credit: Ana Tovey / SWAIS2C

Questi elementi rivelano che in passato si sono verificati periodi in cui la piattaforma di ghiaccio di Ross ha subìto un parziale o totale ritiro a causa di un aumento delle temperature. Per esempio, si stima che circa 125.000 anni fa le temperature fossero di 1 – 1,5 °C più elevate rispetto al periodo preindustriale e che il livello del mare fosse oltre 6 m più alto a causa della fusione delle calotte. Tuttavia, per stabilire con precisione quando e di quanto in passato le temperature siano aumentate, determinando il ritiro dei ghiacci antartici, servono ulteriori indagini. L’obiettivo è ricostruire in modo puntuale le temperature dell’oceano, e l’estensione del ghiaccio marino e della calotta durante questi periodi. Conoscere come si siano comportate, in queste occasioni, la calotta glaciale dell’Antartide occidentale e la piattaforma di Ross – particolarmente vulnerabili all’aumento delle temperature – ci permetterà di elaborare previsioni più accurate sulle future conseguenze di un aumento di temperatura superiore ai 2 °C rispetto al periodo preindustriale.

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