21 Luglio 2023
9:27

C’è differenza tra cervelli di uomini e donne? Ecco cosa dice la scienza

È vero che le donne sono più brave nel linguaggio e gli uomini nello sport? Questi stereotipi hanno una base biologica? Scopriamo quali differenze ci sono tra il cervello dell'uomo e della donna.

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C’è differenza tra cervelli di uomini e donne? Ecco cosa dice la scienza
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La dicotomia uomo – donna rimane ancora oggi un argomento di intensi dibattiti. È giusto pensare che siamo biologicamente diversi? E se ci sono differenze, è giusto pensare che influenzino anche il nostro vivere quotidiano? Una tra queste è ad esempio che gli uomini hanno maggiori connessioni all’interno dello stesso emisfero mentre le donne hanno maggiori connessioni tra gli emisferi. In questo articolo, tralasciando questioni più complesse, andiamo insieme a scoprire quale siano le differenze, anatomiche e non solo, nei cervelli di uomini e donne.

Corpi diversi, cervelli uguali?

Come sempre, ci affidiamo a fonti scientifiche autorevoli e iniziamo il nostro viaggio da un bellissimo studio del 2020, pubblicato sulla rivista PNAS. La ricerca parte dalle differenze tra animali, maschi e femmine, per approdare poi all’uomo, con questa domanda: c'è davvero differenza tra il cervello di individui maschio e femmina?

La risposta immediata è sorprendente: , e in tanti modi.

Nel topo, il cervello femminile è più piccolo del 10% circa. Il topo maschio, infatti, possiede un maggior numero di corpi di neuroni: quella che in gergo viene chiamata "materia grigia". Essa si contrappone alla materia bianca, costituita invece dai prolungamenti tipici dei neuroni.

Il cervello maschile, inoltre, non è omogeneamente diverso da quello femminile, ma presenta un maggior volume di materia grigia in specifiche aree, quali la corteccia occipito-temporale, l’amigdala, il putamen e il cervelletto.

Prima di spiegare il significato biologico di questa suddivisione, facciamoci una domanda interessante: le stesse differenze sono state ritrovate anche negli umani?

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Il cervello umano

Continuando nella ricerca, il medesimo studio conferma i dati rinvenuti sugli animali. La differenza nella misura del cervello resta circa del 10% anche negli umani, tuttavia ci sono notevoli differenze nel volume di determinate aree in entrambi i sessi: in breve, sembra che maschi e femmine abbiano più "sviluppate" aree diverse.
Andiamo a vedere nello specifico in cosa consistono queste differenze.

Il cervello delle donne

La neuropsicologia e le neuroscienze cognitive sono solite attribuire dei comportamenti complessivi all’attivazione di particolari aree del cervello. Queste aree hanno spesso una funzione specifica. Nel complesso, le donne hanno maggior volume di materia grigia nelle seguenti aree:

  • corteccia frontale: è associata all'elaborazione del pensiero e della cognizione sociale. Si pensa che nel lobo frontale avvengano anche le decisioni su come comportarsi, cosa fare e cosa dire nei contesti sociali. Il famosissimo caso di Phineas Gage, colpito da un palo di ferro nei lobi frontali, dimostra che questa zona contiene il vero e proprio nucleo della personalità sociale. Nell'area frontale, inoltre, è presente anche l'area di Broca, quella predisposta alla pronuncia e alla formulazione delle parole.
  • insula: è una zona profonda della corteccia a cui si accede dall'intersezione tra lobo temporale e parietale. Essa di norma viene considerata un'area di sensazioni corporee, in particolare del proprio stato di benessere e sforzo. Ad esempio, quando facciamo uno sforzo fisico ed aumenta l'attività cardiaca, i neuroni portano questa informazione alla corteccia dell'insula. Inoltre, recenti studi la correlano anche all'emotività e all'autoconsapevolezza.
  • corteccia temporale superiore;
  • corteccia parietale-laterale.

Il cervello degli uomini

La materia grigia degli uomini, stando alle analisi dello studio, si concentra invece in aree diverse. Esse sono:

  • corteccia primaria visiva: è deputata al riconoscimento delle percezioni provenienti dagli occhi, dunque alla prima impressione visiva;
  • giro fusiforme: è l'area predisposta al riconoscimento di un volto o una faccia, ma anche alcuni tipi di oggetti;
  • amigdala, ippocampo, putamen e cervelletto: aree molto profonde, estese e complesse; generalmente coinvolte nella percezione della sensazione di paura (amigdala), memoria e coordinazione spaziale (ippocampo, cervelletto)

Oltre le differenze anatomiche

Ma le differenze non si fermano qui. Gli emisferi del cervello delle donne sono più fittamente interconnessi, grazie alla presenza di più neuroni nelle commissure interemisferiche. La cosa interessante è che emergono due differenze fondamentali nelle connessioni:

  • Gli uomini hanno maggiori connessioni all’interno dello stesso emisfero;
  • Le donne hanno maggiori connessioni tra gli emisferi.

Nel cervelletto, queste connessioni avvengono al contrario: il cervelletto è la sede della coordinazione spaziale, lì avviene la maggioranza dei comandi per la coordinazione del moto, partendo dalle informazioni sensoriali che provengono dal mondo circostante. Il cervelletto degli uomini è più connesso al resto degli emisferi, quello delle donne è più isolato, ma con più connessioni interne.

cervello uomo e donna

Riassumendo…

Gli scienziati hanno ovviamente avanzato delle ipotesi sul significato delle differenze anatomiche tra uomo e donna. In base ai risultati, questo è il quadro generico che ne possiamo desumere:
– le donne sembrano generalmente più brave in compiti di attenzione, linguaggio e memoria;
– gli uomini in compiti di cognizione spaziale, coordinazione e velocità motoria.

Un po' di polemica

Non vi sembra che questi risultati servano su un piatto d’argento centinaia di bias culturali, giustificandoli anche dal punto di vista biologico (oltre ad aver escluso necessariamente alcune categorie, come il non binarismo di genere)? Questi dati sono stati accolti con tanta curiosità quanta paura, tacciandoli anche di “neurosessismo”: in effetti, è facile che chiunque non se ne intenda possa spacciare dei semplici risultati anatomici come la giustificazione di anni di storia di soprusi e misoginia.

La verità, come al solito, è da ricercare nel profondo: se è certamente vero che i nostri geni “predispongono” il cervello di un uomo ad essere più bravo a relazionarsi con lo spazio, per esempio, ingrandendo l’area deputata del cervelletto; questo non significa che tutti gli uomini saranno più bravi delle donne nel compito, né che non ci sia una forte componente culturale a rafforzare lo stereotipo. La stessa cosa vale per le donne: è indubbio che il cervello abbia più materia grigia nei lobi frontali, ma è sempre vero che le donne hanno una maggiore padronanza di linguaggio?

Ovviamente, no.

La cosa interessante è che se un dato biologico (come una predisposizione) può aver spinto gli uomini a specializzarsi in compiti di forza e velocità e le donne a compiti di attenzione e memoria, è la cultura a fare da vero e proprio "setaccio", incanalando i generi in categorie ben definite, fino a farli diventare stereotipi. La natura ci insegna che il cervello risponde agli stimoli dell'ambiente, e che anch'esso, come noi, non è mai un sistema isolato: sta a noi modellarlo nel migliore dei modi possibili.

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