11 Febbraio 2024
7:00

Giornata delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, quante sono le donne nelle discipline STEM?

L'11 febbraio ricorre la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. A oggi nel mondo e in Italia la percentuale di donne laureate e occupate nell'area delle discipline STEM è ancora nettamente inferiore a quella degli uomini. L'Italia risulta terzultima in Europa per parità di genere nella ricerca.

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Giornata delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, quante sono le donne nelle discipline STEM?
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Ogni anno l’11 febbraio si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Istituita nel 2015 dall'ONU, la Giornata ha l'obiettivo di riconoscere il ruolo fondamentale delle donne nella scienza e nella tecnologia. Da un lato è l’occasione per ricordare tante donne che hanno contribuito a scoperte scientifiche da Premio Nobel senza che fosse riconosciuto loro il giusto merito (il cosiddetto “effetto Matilda”), dall’altro la giornata ha l’intento di incoraggiare donne e ragazze a intraprendere una carriera nelle discipline STEM (scienze biologiche, fisiche, chimiche e naturali, matematica, ingegneria e tecnologie informatiche).

Le donne hanno subito sempre un ritardo rispetto agli uomini nell’accesso alle STEM per un retaggio del passato che considerava queste discipline appannaggio esclusivo del mondo maschile. Basti pensare che, dalla sua istituzione nel 1901, hanno vinto un Premio Nobel per la Fisica solo 5 donne contro 220 uomini, per la Chimica 8 donne contro 186 uomini, per la medicina 13 donne contro 214 uomini.

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Solo il 33,3% dei ricercatori nel mondo sono donne

Attualmente solo il 30% delle donne sono studentesse STEM e, secondo un Report dell’Istituto di statistica dell’UNESCO che ha analizzato 107 Paesi  per il periodo 2015-2018, le donne rappresentano mediamente il 33,3% dei ricercatori a livello globale, ma con una notevole variabilità tra Paese e Paese. Per esempio, nell'Europa Sud-orientale sono donne il 51,2 % dei ricercatori, nell'Unione Europea il 33,8% e nel Sud-est Asiatico solo il 26,3%. La Nazione con la percentuale più elevata di ricercatrici donne è l'Argentina, con il 54,1%. In fondo alla classifica troviamo Corea del Sud e Giappone, rispettivamente con il 20,4% e il 16,6% di donne ricercatrici.

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Tra i laureati STEM in Italia solo il 39% è donna

Secondo uno studio condotto da ricercatrici dell'Università Cattolica di Milano e pubblicato sulla rivista The Lancet Regional Health Europe, l'Italia è fra i paesi europei più arretrati riguardo alla parità di genere nel mondo della ricerca, posizionandosi al terzultimo posto. Se si analizza il sistema universitario attuale si nota che il numero di donne immatricolate si aggira mediamente attorno al 55% ed è quindi superiore rispetto agli uomini, ma nel dettaglio si nota che le donne prevalgono nell’ambito delle discipline umanistiche, sociali e sanitarie, ma non nell'area STEM. Per esempio, nell'Anno Accademico 2021/2022 tra gli immacricolati in discipline STEM soltanto il 39,3% erano donne.

Il numero di laureati conferma questo gap con circa il 39% di donne laureate STEM. La differenza è ancora più consistente se ci si concentra sulle lauree in Informatica e Tecnologie ICT. Nel 2021 le donne laureate in questo settore disciplinare ICT sono state solo il 15,3% del totale (fonte Openopolis). Nel 2021 il numero di ricercatrici al CNR era il 48%, all'Istituto di Fisica Nucleare (INFN) il 21,4% e all'Istituto di Geofisica e Vulcanologia (INGV) il 38,6%.

A oggi lo svantaggio delle donne rispetto agli uomini appare evidente anche nei ritorni occupazionali nelle aree disciplinari STEM: il tasso di occupazione femminile sia per l’area “scienze e matematica” sia per l’area “informatica e ingegneria” è inferiore a quello maschile di circa 10 punti percentuali.

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