L’alfabeto farfallino non è un vero e proprio alfabeto come siamo soliti intendere, bensì è un codice ludico, un gioco d’infanzia nato spontaneamente e tramandato da generazioni come una parlata segreta e divertente da usare con i propri amici.
Al primo impatto potrebbe sembrare un’accozzaglia suoni senza senso, ma basta tendere l’orecchio per capire che si tratta di un sistema che segue “regole fonetiche” ben precise e che rende il linguaggio umano affascinante.
Ma come funziona? In termini prettamente tecnici, l'alfabeto farfallino si classifica come un gioco linguistico, ed è considerato una forma elementare di cifrario di sostituzione, un metodo di cifratura mediante la quale ogni componente viene sostituito seguendo uno schema regolare.
Questo schema regolare prevede un funzionamento di tipo fonetico-sillabico: ogni parola viene suddivisa in sillabe e, dopo ciascuna vocale, si inserisce la consonante "f" seguita dalla replica della vocale precedente.
Lo schema di base si applica a tutte e cinque le vocali:
A > AFA (a + f + a)
E > EFE (e + f + e)
I > IFI (i + f + i)
O > OFO (o + f + o)
U > UFU (u + f + u)
Per fare qualche esempio pratico:
CASA → CA – SA → CA + FA – SA + FA = CAFASAFA
CIAO → CI + A + O→ CI + FI – A + FA – O + FO = CIFIAFAOFO
SEDIA → SE – DIA → SE + FE – DI + FI – A + FA = SEFEDIFIAFA
Per facilitare la conversione senza impazzire, è possibile utilizzare un traduttore interattivo online.
È fondamentale evidenziare la netta distinzione tra questo meccanismo e una vera lingua inventata o pianificata (definita in ambito specialistico conlang, dall'inglese constructed language). Una lingua artificiale, come l'esperanto o il dothraki de "Il Trono di Spade", è un sistema linguistico autonomo ideato da un creatore (un glottoteta) e provvisto di una propria grammatica, di una sintassi originale e di un vocabolario inedito, arrivando a possedere complessità anche notevoli. Infatti, le lingue pianificate violano la priorità storica del parlato tipica delle lingue storico-naturali, poiché vengono formulate prima a tavolino nella forma scritta e solo successivamente potrebbero venire parlate.
Al contrario, l'alfabeto farfallino non crea un nuovo lessico né altera la struttura grammaticale, dato che il suo unico scopo è camuffare la lingua naturale già esistente applicandovi un’interferenza sonora.
La funzione primaria di questo codice è la criptolalia, ossia la creazione di un linguaggio riservato che permette ai bambini di conversare senza essere capiti dagli adulti. Dal punto di vista cognitivo, inoltre, si tratta di un esercizio molto apprezzato dai pedagoghi data la sua versatilità nel stimolare l'agilità mentale e la consapevolezza metalinguistica, ovvero l'abilità cerebrale di analizzare e manipolare la forma delle parole.
E non sono solamente i parlanti italiani ad aver utilizzato questa produttività linguistica: esistono dei linguaggi analoghi in molte altre culture. Oltre a un'altra variante italiana conosciuta con il nome di alfabeto serpentino (che impiega la consonante "s" anziché la "f"), nel mondo ispanofono esistono la jerigonza (nota anche come habla en efe quando sfrutta la "f" o la "p"), nei paesi anglosassoni il Pig Latin e l'Ubbi Dubbi, e in Francia il Javanais o la langue de feu.
Anche i parlanti (solitamente i bambini per gioco) in queste lingue diranno quindi, per esempio, "capasapa" per "casa" in jerigonza, "ousehay" per "house" in Pig Latin o "mavaizavon" per dire maison, mostrando come si raggiungono diversi livelli di complessità "crittografica".
In conclusione, l'alfabeto farfallino è un esempio molto semplificato di codice segreto che rispecchia un’abilità espressiva universale. Pur non essendo una lingua inventata in senso stretto, questo gioco rappresenta un'efficace palestra di agilità verbale che aiuta i più piccoli a comprendere la struttura profonda del linguaggio.
;Resize,width=578;)