Come funziona l’autotune e come fa a cambiare la voce dei cantanti: la spiegazione tecnica

L'Autotune, utilizzato soprattutto nella scena trap, è uno strumento che permette di intonare automaticamente la voce dei cantanti. Ma come funziona?

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7 Febbraio 2024
18:30
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Come funziona l’autotune e come fa a cambiare la voce dei cantanti: la spiegazione tecnica
autotune come funziona

L'Autotune è un software in grado di intonare automaticamente la voce dei cantanti modificandone la frequenza. Una tra le prime canzoni realizzate con questa tecnologia fu "Believe" di Cher nel 1998 e da allora questa tecnologia è diventata sempre più popolare – soprattutto nella scena trap con artisti come Sfera Ebbasta o Travis Scott. Al contrario di quello che potremmo pensare, però, l'origine dell'Autotune ha a che fare… con la ricerca del petrolio! Ma andiamo con ordine e vediamo non solo la storia di questo software ma anche il suo funzionamento dal punto di vista tecnico.

Il funzionamento dell'autotune

Autotune è un software che una volta ricevuto un suono lo intona in automatico andando a modificare la sua frequenza per farla corrispondere a quella delle note "corrette". Ad esempio se cantiamo con la nostra voce un "La" calante, il software aggiusta la frequenza per farlo corrispondere a quello di un "La" corretto, cioè 440 Hz.

Ma con questo strumento ovviamente si possono fare anche tante altre cose, come ad esempio impostare una certa tonalità e far modificare la nostra voce affinché rientri in questo intervallo di note. In questo caso l'Autotune spezzetta la voce nelle sue componenti base – quindi tante frequenze – e modifica quelle stonate per farle corrispondere alla scala desiderata. Poi rimette tutte le frequenze insieme per restituire la voce "modificata".

Ovviamente tanto più la voce di partenza sarà stonata – quindi lontana dalle frequenze delle note giuste – quanto più si sentirà l’effetto dell’autotune.

Le tipologie di autotune

Fino ad ora abbiamo parlato di Autotune in modo generico, ma in realtà di questo software ne esistono due grandi tipologie: l’autotune in studio e l’autotune dal vivo.

Autotune dal vivo

L’Autotune dal vivo è l’Autotune in senso stretto. Infatti anche il nome lo suggerisce, Auto – Tune, cioè auto-accordatore. In questo caso la voce viene modificata in tempo reale: quando un cantante usa il microfono la voce arriva al computer, viene convertita e corretta in digitale, e poi inviata nuovamente alle casse. Il tutto in pochi millesimi di secondo.

Per capirci, questo è l’autotune che (a volte) viene utilizzata da alcuni artisti durante i concerti. Il punto di forza di questa tecnologia è sicuramente la rapidità, visto che in minuscole frazioni di secondo modifica la voce e la restituisce modificata.

Autotune in studio

L’Autotune in studio in realtà non andrebbe chiamato così ma Software per l’editing dell’intonazione – anche se per semplicità però lo chiameremo Autotune in studio. In questo caso non serve avere una correzione istantanea ma ci si concentra molto di più sulla qualità: infatti si può modificare a mano ogni singola nota ed è possibile essere molto più precisi rispetto al corrispettivo dal vivo.

Ad ogni modo, entrambe le tipologie di software hanno tantissimi parametri che si possono modificare, ad esempio la velocità alla quale si passa da una nota all’altra. Infatti si può impostare o un passaggio più brusco, dando il classico effetto robotico che conosciamo tutti, oppure lo si può fare in modo più graduale, facendo risultare la voce più “naturale”

Breve storia dell'Autotune

L'origine dell'Autotune è assurda e ha a che fare con la ricerca del petrolio. Infatti una tra le tecniche più utilizzate in questo campo è quella della riflessione sismica che prevede di sfruttare le onde sismiche per individuare il petrolio nel sottosuolo. Nel 1996 l'ingegnere Andy Hidebrand inventa uno strumento – che all’epoca non ci chiamava ancora Autotune – per ripulire le frequenze del segnale e quindi avere dei dati di qualità migliore.

Allo stesso tempo il dottor. Hidebrand era anche un musicista, quindi l’anno successivo ebbe un'intuizione e sfruttò lo stesso principio di funzionamento per dar vita a uno strumento che era in grado di rendere intonati i cantanti modificando le frequenze della loro voce. Nel corso degli anni questo strumento è diventato sempre più popolare, a partire dal singolo "Believe" di Cher fino alla scena trap odierna, con artisti come Travis Scott, Future, Sfera Ebbasta e Tedua.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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