Come funziona un camion dei pompieri? La ricostruzione 3D dell’autopompa serbatoio (APS)

Il camion dei pompieri è il mezzo principale utilizzato dai Vigili del Fuoco per intervenire in tantissimi contesti, tra i quali gli incendi. Ma come funziona esattamente quest'autopompa serbatoio (APS) e cosa c'è dentro?

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23 Gennaio 2024
18:30
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Come funziona un camion dei pompieri? La ricostruzione 3D dell’autopompa serbatoio (APS)
camion pompieri

I camion dei pompieri – o per meglio dire l’autopompa serbatoio (APS) – è il mezzo principale che viene utilizzato dai Vigili del Fuoco sia per domare gli incendi che per intervenire in tantissimi altri contesti come alluvioni, disastri, crolli eccetera. Sono usati per il trasporto dei Vigili del Fuoco e di tutte le loro attrezzature, ed è dotato di una cisterna per spegnere gli incendi. Ma come funziona esattamente?

La partenza del mezzo dopo la chiamata

Non appena arriva la chiamata, l’equipaggio si precipita sul camion. L'autista ha a disposizione non solo i comandi del camion ma anche quelli della sirena, della radio e un pannello con tutte le informazioni in merito alla pompa dell’acqua. Il resto dell’equipaggio invece si siede in cabina su speciali sedili che, all’interno dello lo schienale, hanno un “buco” nel quale vengono inseriti i respiratori con le bombole d’aria che serviranno una volta arrivati sulla scena. Le cinghie dello zaino funzionano di fatto come cinture di sicurezza, anche se il veicolo ha le sue come tutti i mezzi omologati su strada, e questo permette ai vigili di scendere già pronti ed equipaggiati dal mezzo nel giro di pochi secondi.

buco schienale vigili

La pompa dell'acqua: cos'è e cosa c'è dentro

La pompa è la parte più importante e può essere posta sia a metà che in fondo al mezzo. È alimentata dal motore diesel tramite l’albero di trasmissione e ha il compito di pompare l’acqua nelle manichette – cioè i classici “tubi” che usano i pompieri per domare l’incendio.
Ma la pompa da dove la prende l’acqua? Ci sono due alternative: o la prende dall’esterno tramite un tubo rigido, oppure va ad aspirare l’acqua dal serbatoio interno del camion. Di solito nelle autopompe italiane questo ha un volume di 2200 litri ed è diviso in più scompartimenti così da ridurre il movimento della massa d’acqua durante il viaggio.

serbatoio pompieri

La pompa è gestita da una serie di manopole e leve o, nei mezzi più recenti, da pannelli digitali che riportano tutte le informazioni utili, come ad esempio la temperatura del motore, la pressione d’acqua dalle varie bocchette, eccetera.

Le manichette

Se l’incendio da spegnere è di dimensioni ridotte si può usare il naspo, cioè un piccolo tubo che è già montato sul camion ed è pronto all’uso. Se invece l’incendio è più importante bisogna necessariamente usare le manichette. Queste si trovano nel retro del camion, all’interno degli scompartimenti, e solitamente hanno due diametri standard: 45 millimetri e 70 millimetri. Per raggiungere aree lontane dal camion le manichette possono essere collegate tra di loro in serie ed esistono anche raccordi per sdoppiare i tubi e quindi gestire al meglio gli incendi sparando acqua o una miscela di acqua e schiuma.

manichette pompieri

Alla fine della manichetta viene montata la lancia che permette di controllare tramite leve e ghiere la pressione e la tipologia di getto. In termini di potenza, le lance ad alta pressione a 40 bar riescono a sparare sui 350 litri di acqua al minuto mentre quelle in media pressione a 10 bar sono addirittura sui 2000 litri al minuto! Alcuni mezzi poi sono dotati di una lancia fissa sul tetto del camion che permette di sparare un getto d’acqua ad elevata potenza senza utilizzare manichette e attingendo direttamente dal serbatoio interno.

Ovviamente i pompieri non si limitano a spegnere gli incendi e quindi per poter intervenire in prima persona hanno bisogno di un’enorme gamma di strumenti.

L’attrezzatura sul retro del camion

Sul retro del camion sono presenti vari scompartimenti divisi per tipologia di attrezzo. C’è ad esempio quello che contiene il kit “base”, come mazze, accette e tenaglie. Oppure c’è quello con i respiratori e gli estintori. La lista è davvero lunga, ma vorrei nominarvi ancora giusto un paio di oggetti che trovo particolarmente interessanti:

  • uno di questi è un maxi-ventilatore che serve per spazzare via il fumo da un’area e che può spostare fino a 20 mila m3 d’aria all’ora;
  • un altro oggetto interessante è la cesoia idraulica (o elettrica a batteria) che serve ad esempio per tagliare la lamiera delle auto incidentate come fosse una scatoletta di tonno.

Per concludere, oltre agli attrezzi, sul tetto del camion sono presenti anche varie tipologie di scala che possono raggiungere gli oltre 10 metri di lunghezza e che permettono ai vigili di raggiungere anche i piani più alti.

cesoia idraulica

La flotta italiana dei Vigili del Fuoco

Quello che abbiamo visto è un modello di camion dei pompieri basato sull’APS in dotazione ai vigili, cioè l’autopompa serbatoio. Abbiamo scelto questo modello perché è uno tra quelli più comuni, visto che sugli oltre 2000 veicoli di terra in dotazione al Corpo, quasi 500 sono autopompe. E il restanti 1500 veicoli? Beh, oltre ad auto e fuoristrada di varie tipologie ci sono anche gli ABP, (autobottipompa) cioè le autobotti che hanno un serbatoio interno da 8000 litri – quindi più grande – ma di conseguenza riescono a trasportare meno attrezzi.

Ci sono poi:

  • le autoscale, che sono dotate di una lunghissima scala che permette di raggiungere addirittura i 50 metri di altezza;
  • i camion adattati per andare su rotaia ed intervenire in caso di incidente ferroviario;
  • automezzi speciali per intervenire in aeroporto o dotati di attrezzature speciali per interventi che coinvolgono sostanze chimiche o radioattive pericolose;
  • o altri mezzi speciali per interventi su crolli o alluvioni.
mezzi rotaia vigili fuoco
Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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