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26 Marzo 2024
18:30

Incidente a Baltimora, come e perché è crollato il ponte dopo l’impatto con la nave cargo

Il ponte Francis Scott Key di Baltimora è crollato a seguito dell'impatto di una nave cargo che ne ha colpito un pilone. Ecco l'inedita ricostruzione 3D del disastro e le possibili cause.

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Incidente a Baltimora, come e perché è crollato il ponte dopo l’impatto con la nave cargo
incidente nave baltimora

Il 26 marzo 2024 alle 1:30 locali (6:30 italiane) la nave container Dali, appena partita dal porto di Baltimora alla volta dello Sri Lanka, ha colpito un pilone del ponte Francis Scott Key, destabilizzando la struttura e facendola parzialmente crollare nel fiume. Al momento dell'incidente, sul ponte c'erano diverse autovetture e circa 20 operai. Almeno 7 veicoli sono precipitati in acqua e attualmente il bilancio è di un morto e sei dispersi, mentre non ci sono feriti tra i membri dell’equipaggio. Le forze dell’ordine sono all'opera per cercare i dispersi. Come testimoniato da un video raccolto da una videocamera di sorveglianza, poco tempo dopo che la nave è salpata dal porto le sue luci si sono spente per diversi secondi e dalla nave è cominciato a uscire del fumo. Poi le luci si sono riaccese e nuovamente spente mentre la nave ha iniziato a virare verso il pilone del ponte. Pochi istanti dopo è avvenuta la collisione che ha causato il crollo della struttura. Ma quali sono state le cause dietro a questo disastro, e come mai il ponte è crollato con così tanta facilità? Facciamo chiarezza tramite un'inedita ricostruzione 3D.

Quali sono le ipotesi sulle cause dell'incidente

Al momento una possibile ipotesi per spiegare cos’è accaduto viene da David McFarlane, il direttore della Maritime Risk and Safety Consultants Ltd, una compagnia privata scozzese che si occupa di investigazioni marittime. Stando a quanto ha dichiarato a Sky News, nella nave potrebbe essere avvenuto un qualche tipo di avaria ai motori della nave. L'ipotesi sembra confermata dal governatore del Maryland Wes Moore: stando a una sua dichiarazione in conferenza stampa, l'equipaggio avrebbe notato una perdita di potenza prima dello schianto. Ovviamente non lo possiamo sapere con certezza almeno fino a quando non verranno svolte tutte le perizie necessarie.

Un’altra ipotesi è quella che si sia trattato di un errore di navigazione. Questo però è meno probabile perché al momento della collisione erano presenti a bordo 2 piloti, quindi è difficile che nessuno dei due abbia visto il pilone del ponte. Senza contare che l’assenza di luci a bordo potrebbe essere il segnale di un malfunzionamento della nave.

In ogni caso, secondo la Polizia di Baltimora non ci sono elementi per pensare che l’impatto sia stato il risultato di un’azione deliberata e, secondo l'FBI di Baltimora e il Segretario alla Sicurezza Interna Alejandro Mayorkas, sembrerebbe che si possa escludere anche l'ipotesi di un atto terroristico.

Perché il ponte di Baltimora è crollato

Aperto nel 1977 il Francis Scott Key è – anzi, è stato – una tra le principali vie di collegamento della città. Concettualmente questo ponte aveva come elemento chiave un arco metallico in acciaio a sorreggere la strada, che di fatto era sospesa. A sua volta però questo arco poggiava sui piloni. La nave colpendo il pilone in cemento armato ha tolto un supporto a questo arco e la struttura quindi non aveva più un punto di appoggio, crollando e destabilizzando buona parte del ponte.

Poi considerate che il pilone colpito era quello della luce maggiore – quindi il tratto di strada più lungo tra un pilone e l’altro –  e questo non ha fatto altro che aumentare l’instabilità della struttura. La cosa è stata anche confermata dall’ingegnere strutturale Ian Firth alla BBC:

Il supporto è una struttura molto, relativamente, fragile, è una specie di cavalletto con singole gambe. Quindi, il ponte è crollato semplicemente come risultato di questa forza d'urto molto grande.

A questo bisogna aggiungere che il ponte aveva una struttura reticolare, costituita da molti elementi interconnessi. Come è facile immaginare, nel momento in cui una struttura di questo tipo perde stabilità crolla in modo molto rapido perché ogni pezzo “tira giù” gli altri. C'è comunque da considerare che – come ha confermato anche il portavoce dei Vigili del fuoco di Baltimora Kevin Cartwright – verrà presto aperta un'inchiesta che coinvolgerà anche ingegneri strutturisti per capire quali fossero le condizioni del ponte al momento del crollo.

Potrebbe accadere una cosa simile con il Ponte sullo Stretto di Messina?

La risposta è no, visto che il ponte sarà a campata unica, quindi senza piloni. Se anche passasse una nave cargo come Dali, non avrebbe nulla da colpire. Inoltre il ponte ha un’altezza minima rispetto al livello dell’acqua (detta franco) che varia dai 50 ai 65 metri a seconda del tratto che consideriamo, pertanto da lì passeranno solamente navi con un’altezza adeguata.

Per dare un confronto, questo è un franco in linea con valori di altri ponti nel mondo. Il celebre Golden Gate, per esempio, ha un franco di 67 metri, mentre per il Francis Scott Key è di 56 metri, quindi simile a quello del futuro Ponte sullo Stretto.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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