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22 Giugno 2026
12:30

Come pulire la moka nel modo giusto: cosa dicono gli esperti su sapone, lavastoviglie e residui di caffè

Lavare la caffettiera in lavastoviglie aumenta leggermente la migrazione di alluminio nel caffè, ma i livelli restano del tutto sicuri e sotto i limiti EFSA. Anche il divieto di usare il sapone per pulire la moka è un falso mito senza basi scientifiche: basta solo evitare detergenti troppo profumati per non rovinare il vero aroma della bevanda.

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Come pulire la moka nel modo giusto: cosa dicono gli esperti su sapone, lavastoviglie e residui di caffè
moka in lavastoviglie

Per molti la moka è quasi un oggetto sacro, circondato da regole tramandate di generazione in generazione. Tra queste, una delle più famose è il divieto assoluto di metterla in lavastoviglie: online si legge come questa pratica rischi di far migrare piccole quantità di alluminio dalla caffettiera al caffè, durante le preparazioni successive. La ricerca scientifica mostra che questo fenomeno esiste davvero, perché detersivi della lavastoviglie e alte temperature potrebbero attaccare il sottile strato che protegge naturalmente l'alluminio, rendendolo più incline a rilasciarne nelle preparazioni successive. Allo stesso tempo, però, gli studi evidenziano che le concentrazioni di alluminio rilevate restano molto basse e si trovano al di sotto dei limiti considerati sicuri per la salute umana, definiti dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Diverso è il discorso sul sapone: non esistono prove scientifiche che ne vietino l'utilizzo, anche se i detergenti profumati possono lasciare residui capaci di alterare l'aroma del caffè se la moka non viene risciacquata con attenzione. Per questo motivo il metodo più semplice rimane quello di lavare la caffettiera a mano con acqua calda e aspettare che si asciughi tenendola scomposta.

L'alluminio può migrare dalla moka al caffè, ma non è un pericolo per la salute

"Non si mette la moka nella lavastoviglie!" Oppure  "Na in lavastoviglie perché detergenti troppo aggressivi e temperature troppo alte rischiano di favorire il passaggio di alluminio dalla caffettiera al caffè. Ma quanto c'è di vero in tutto questo?

Partiamo da un punto fermo: la contaminazione di alimenti da parte dell'alluminio è un problema reale, ben documentato in letteratura scientifica. L'alluminio può penetrare nella nostra dieta da diverse fonti, anche da contenitori che entrano in contatto con il cibo come pentole o barattoli, secondo quanto riportato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS). Per questo motivo l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha stabilito una TWI (cioè "dose settimanale tollerabile", in inglese Tolerable Weekly Intake),  pari a 1 mg di alluminio per kg di peso corporeo per settimana. Non è una soglia di tossicità immediata, ma un valore di riferimento: indica la quantità che, secondo le valutazioni disponibili, può essere assunta ogni settimana per tutta la vita senza rischi apprezzabili per la salute.

Uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Sciences Europe affronta questo tema attraverso esperimenti che analizzano la migrazione di alluminio da vari contenitori ad uso alimentare come borracce e moka. I ricercatori hanno preparato più caffè consecutivi in diverse caffettiere, che sono state successivamente messe in lavastoviglie e nuovamente usate per preparare il caffè. Il risultato? Dopo il lavaggio, la quantità di alluminio che passava nel caffè aumentava in modo significativo. Quindi sì: un po' di alluminio può effettivamente migrare nel caffè, e la lavastoviglie può favorire questo fenomeno.

La parte meno allarmistica, però, è questa: la quantità di alluminio arrivava al massimo al 4% della TWI indicata dall'EFSA. In altre parole, non stiamo parlano di un rischio enorme e non c'è alcuna "bomba tossica" nascosta dentro la caffettiera. Detto questo, evitare la lavastoviglie può rimanere comunque una scelta sensata, perché comunque può essere responsabile di una piccola migrazione di alluminio nel caffè e, soprattutto, come riportato anche nello studio, perché spesso e volentieri i produttori di caffettiere consigliano di lavarle a mano.

Perché la lavastoviglie fa cedere più alluminio?

La risposta sta nella chimica dell'alluminio. Gli utensili di alluminio comunemente presenti in cucina, quindi anche la nostra moka, sono rivestiti da un sottile strato protettivo di ossido di alluminio (Al2O3) che "scherma" l'alluminio da attacchi esterni. Questo strato protettivo però è stabile solo in un determinato intervallo di pH e a contatto con soluzioni molto acide o molto alcaline può dissolversi, lasciando il metallo sottostante scoperto e più vulnerabile finché lo strato di ossido protettivo non si riforma. I detersivi usati in lavastoviglie hanno pH molto elevati (alcalini) e possono quindi smantellare lo strato protettivo dell'alluminio della moka e attaccare l'alluminio esposto, complici anche le alte temperature dei lavaggi: è in questa fase che la caffettiera potrebbe perdere più ioni alluminio che potrebbero finire nel nostro caffè.

lavare moka sapone
Usare il sapone potrebbe rilasciare profumazioni modificando l’aroma del caffè per le prime preparazioni successive.

Per il sapone non ci sono studi specifici a riguardo

Ahimè, non ci sono grandi studi scientifici su cosa succeda a lavare la moka con il sapone. In molti, però, attribuiscono ai detersivi la capacità di alterare l'aroma del caffè, soprattutto se contengono profumazioni. Tra le più comuni nei detergenti per piatti troviamo fragranze agrumate (come limone e bergamotto) e floreali (primo tra tutti il mughetto). Queste sostanze possono aderire alle superfici: se il risciacquo della caffettiera non è accurato, piccole quantità possono rimanere sulle pareti interna della moka ed essere rilasciate nel caffè durante le preparazioni successive, modificando leggermente il profilo aromatico.

Per questo molti preferiscono smontare completamente la moka dopo ogni utilizzo, risciacquare separatamente ogni parte (come il filtro e il serbatoio) con acqua calda. Una pratica molto usata è anche quella di lasciare la moka aperta fino a completa asciugatura, così da evitare ristagni di umidità che, nel tempo, potrebbero favorire la comparsa di odori sgradevoli.

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