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4 Giugno 2026
16:30

Perché le posate in acciaio inox arrugginiscono in lavastoviglie: l’effetto di residui salini e calore

Anche le posate in acciaio inox possono macchiarsi di ruggine in lavastoviglie: calore elevato, detergenti e ioni possono alterare il sottile strato protettivo che normalmente difende il metallo dalla corrosione. I coltelli, solitamente fatti con un acciaio più adatto a non perdere il filo, sono però più vulnerabili delle forchette.

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Perché le posate in acciaio inox arrugginiscono in lavastoviglie: l’effetto di residui salini e calore
posate arrugginite lavastoviglie

Basta aprire la lavastoviglie e trovare un coltello macchiato di ruggine per scoprire che anche l'acciaio inox ha i suoi punti deboli. Nonostante questo materiale venga progettato per resistere alla corrosione, temperature elevate, detergenti alcalini e residui salini favoriscono reazioni chimiche che, nel tempo, possono intaccare l'acciaio inox in diversi punti causando la formazione di corrosione localizzata chiamata, come spiega uno studio su Surface Technology, pitting corrosion. Si tratta di un fenomeno conosciuto già dagli anni Ottanta, che si manifesta con delle classiche macchie scure o rossastre sulle posate. Alcuni tipi di acciaio, come quelli usati spesso per le lame dei coltelli, risultano inoltre più vulnerabili di altri, soprattutto quando entrano in contatto con metalli differenti durante il lavaggio, attraverso un processo noto come corrosione galvanica. Insomma, se le posate arrugginiscono in lavastoviglie non significa che siano difettose: più spesso vuol dire che anche l'acciaio inox, nelle condizioni sbagliate, può perdere la sua distintiva resistenza alla corrosione.

Lo scudo invisibile delle posate è quasi invincibile: come mai si arrugginisce

Alcuni la chiamano ancora "argenteria", ma le nostre posate hanno ormai poco a che fare con l'argento. Al giorno d'oggi cucchiai, forchette e coltelli sono realizzati soprattutto con leghe metalliche più economiche e robuste, soprattutto acciai inossidabili, conosciuti anche con l'abbreviazione inox. Si tratta di materiali a base di ferro (Fe) e altri elementi chimici, come il cromo (Cr), indispensabile per conferire resistenza alla corrosione, o anche Nichel (Ni) e carbonio (C).

L'acciaio inox è progettato per difendersi da fenomeni di corrosione, cioè il deterioramento di un materiale causato dalla sua interazione con l'ambiente circostante. Nel caso del ferro e delle sue leghe, spesso si tratta di un processo in cui acqua, ossigeno e altre sostanze favoriscono reazioni che degradano la superficie del materiale, portando spesso alla formazione di ruggine. Grazie a un processo chiamato auto-passivazione, il cromo presente nella lega reagisce con l'ossigeno ambientale formano un sottilissimo strato protettivo ricco di ossidi di cromo, invisibile ma estremamente efficace, che isola il metallo sottostante dall'ambiente esterno e ne rallenta la corrosione.

Il problema? Questa barriera protettiva non è invincibile. In condizioni particolarmente aggressive, per esempio durante il lavaggio in lavastoviglie, può danneggiarsi, lasciando il metallo esposto all'ambiente esterno.

Perché l'acciaio inox potrebbe rovinarsi in lavastoviglie e come evitarlo

Quindi anche l'acciaio inox può corrodersi? Ebbene, sì: i fenomeni di corrosione e degradazione degli acciai inox possono essere diversi e ben documentati da manuali come l'ASM (American Sociaety for Materials) International Handook sulla corrosione dei materiali. Nella lavastoviglie, alte temperature (che possono raggiungere anche i 70 °C), detergenti alcalini e soprattutto ioni cloruro (Cl), provenienti ad esempio da residui alimentari salati o dall'acqua stessa, possono intaccare lo strato protettivo superficiale, lasciando la lega metallica sottostante molto più vulnerabile alla corrosione.

Uno studio pubblicato nel 1980 dal Departamento de Materiales y Resistencia della Escuela Técnica Superior ICAI di Madrid ha dimostrato che, in condizioni che simulavano l'ambiente interno della lavastoviglie, la resistenza alla corrosione delle lame di coltelli in acciaio martensitico (tra gli acciai inox più duri) diminuiva all'aumentare della temperatura e della concentrazione di sali, favorendo fenomeni di pitting corrosion, cioè corrosione puntiforme: si tratta di una corrosione localizzata che può manifestarsi come piccoli punti scuri o rossastri sulle posate.

È possibile che avvenga un altro fenomeno chiamato corrosione galvanica. Come spiega l'Association for Materials Protection and Performance si verifica quando due metalli diversi entrano in contatto in presenza di acqua contenente elettroliti disciolti, cioè sostanze cariche elettricamente, come lo ione cloruro. In queste condizioni, il metallo più vulnerabile tende a corrodersi molto più rapidamente. In lavastoviglie questo può accadere, per esempio, quando utensili realizzati con leghe diverse rimangono in contatto durante il lavaggio: per evitarlo basterà dunque sistemare oggetti con materiali diversi in sezioni diverse o comunque in modo che non si tocchino. 

Un'altra strategia, visto che le alte temperature possono favorire fenomeni di corrosione, potrebbe essere quella di scegliere programmi di lavaggio a temperature più basse.

I coltelli sono i più sensibili: dipende dal cromo

C'è poi un altro dettaglio importante: non tutti gli acciai inox sono uguali. Come riportato dallo studio del 1980, le lame dei coltelli, per esempio, possono essere fatti in acciaio inox martensitico, più duro e con una quantità di cromo compresa solitamente tra l'11 e il 18%: mantiene meglio il filo, ma le percentuali di cromo sono più basse rispetto ad altri tipi di acciaio inox, rendendolo più "attaccabile" dall'ambiente esterno. L'acciaio inox austenitico invece, come descritto dal Centro Inox Milano, contenendo una maggiore percentuale di cromo, dovrebbe resistere meglio alla corrosione.

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