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3 Gennaio 2026
8:00

Come pulire tazze e tazzine di ceramica macchiate di tè o caffè?

Tè e caffè macchiano le tazze dei nostri servizi più belli perché i polifenoli al loro interno si ossidano e si legano tenacemente alla ceramica. Per rimuoverli, il bicarbonato aiuta grazie al suo leggero potere abrasivo, mentre per le macchie più ostinate l’acqua ossigenata le “sbianca” ossidando i pigmenti scuri senza rovinare la tazza.

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Come pulire tazze e tazzine di ceramica macchiate di tè o caffè?
rimuovere macchie caffè ceramica

Aaah… che bello, avere ospiti a casa e tirare fuori il set da più raffinato che abbiamo, proprio quello in porcellana regalato dalla prozia tanti anni fa. Prendiamo le tazzine, i cucchiaini ma… fermi tutti! Ecco che spunta fuori una macchia di vecchissima che ci fa fare una figuraccia. La colpa è dei polifenoli: molecole ostinate contenute in tè e caffè che amano le superfici in ceramica. Se l’olio di gomito non basta, esistono soluzioni “chimiche” semplici ed economiche che possono esserci utili. Acqua ossigenata (perossido di idrogeno), ma anche del semplice bicarbonato di sodio possono fare al caso nostro: funzionano perché interagiscono chimicamente con i residui, non per magia. In poche parole: il bicarbonato “stacca” le macchie grazie al suo potere abrasivo, mentre il perossido “sbianca” senza intaccare la superficie in ceramica grazie al suo potere ossidante.

Perché tè e caffè macchiano: la colpa è dei polifenoli

Le macchie persistenti sulle tazze derivano soprattutto dai tannini, una classe di molecole tra i polifenoli presenti in grandi quantità in tè e caffè. Sono proprio questi composti che si legano alle superfici creando pigmenti scuri e tenaci. Non è un caso: i polifenoli sono ottimi nell’aderire ai materiali, motivo per cui sono stati studiati anche nell’industria dei coloranti.

Le superfici ceramiche e in porcellana sono rivestite da uno smalto vetroso molto resistente, descritto in scienza dei materiali come una superficie chimicamente stabile e poco reattiva, proprio come desiderato da un produttore di ceramiche. Se una superficie è stabile, significa che difficilmente verrà intaccata da agenti chimici potenzialmente aggressivi, come dei detergenti. In genere, possiamo stare tranquilli perché prodotti usati per pulire non rovinano i nostri utensili in ceramica, purché non siano fortemente abrasivi.

Tornando alle macchie di caffè: il problema non è la tazza, ma quanto bene i polifenoli, o i loro composti di ossidazione, si fissano sulla superficie delle tazze. Per esempio, quando beviamo il caffè lasciando che una parte evapori o si asciughi, i polifenoli si ossidano formando composti scuri: un processo ben documentato in chimica alimentare. Ecco perché a volte ci sembra che la tazza si “ingiallisca” anche dopo pochi utilizzi.

macchie caffè polifenoli
Le macchie ostinate di tè e caffè sulle tazze di ceramica sono dovuta ai polifenoli e ai loro prodotti di ossidazione che si attaccano alla superficie della tazza.

Come sbiancare tazze e tazzine: bicarbonato di sodio e olio di gomito 

Capita di preoccuparsi troppo per problemi di facile soluzione. Se notiamo delle macchie di caffè aderite sulle nostre tazze in ceramica, sarebbe meglio tentare con una bella strofinata: a volte la semplice forza meccanica basta e avanza. Ovviamente, evitiamo spugnette metalliche o spazzole con setole rigide per non rovinare la preziosa porcellana del nostro set, ma questo sicuramente lo sappiamo già.

In casa possiamo trovare sostanze in grado di rendere le nostre strofinate molto più efficienti. Basta sfruttare un qualcosa che abbia un delicato potere abrasivo per aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo: rimuovere le macchie senza rovinare la ceramica. Ancora una volta il bicarbonato di sodio ci viene incontro. Essendo una sostanza leggermente abrasiva, è capace di rompere l’adesione dei polifenoli ossidati senza graffiare lo smalto ceramico. È come se il bicarbonato si “mangiasse” le macchie fermandosi al punto giusto quando incontra la superficie ceramica. La spiegazione è del tutto chimica: le ceramiche, la cui struttura contiene già legami stabili e poco reattivi, vengono lavorate a temperature molto elevate, sviluppando, una volta raffreddate a fine lavorazione, una grande resistenza e stabilità nei confronti di agenti chimici potenzialmente aggressivi.

Se sciogliere del bicarbonato in acqua e applicarlo sulle macchie non ha funzionato, potremmo tentare con del semplice dentifricio. I dentifrici, infatti, sono resi sufficientemente abrasivi per rimuovere le macchie più ostinate che si fissano sui denti, ma non abrasivi a tal punto da rovinare lo smalto dentale, proprio come nel caso delle tazze in ceramica.

Perossido di idrogeno: rimedi più intensivi

Abbiamo provato l’olio di gomito, niente. Bicarbonato, dentifricio e tante strofinate, niente ancora. Se la macchia è vecchia, ostinata o stratificata, non rimane che provare un rimedio sicuro e molto efficace: acqua ossigenata (perossido di idrogeno). L’acqua ossigenata, come altri perossidi, possiede un forte potere ossidante: è capace di ossidare ulteriormente e rompere molecole organiche. In altre parole, “taglia” le macchie dall’interno, convertendo i polifenoli ossidati in composti incolori che non daranno più fastidio. Lo stesso fenomeno si verifica ogni volta che si utilizza un detersivo “sbiancante all’ossigeno” in grado di rilasciare acqua ossigenata per sbiancare ed eliminare le macchie più tediose sui vestiti. La ceramica resiste molto bene al perossido, mentre le macchie organiche no.

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