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Com’è stato costruito il Castello di Osaka nel 1583 e come resiste ai sismi: ha megaliti da 108 tonnellate

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Costruito da Toyotomi Hideyoshi, il Castello di Osaka unisce arte feudale e ingegneria moderna. La torre del 1931 in calcestruzzo armato, posta su possenti mura antisismiche in pietra a secco, resiste ai terremoti e testimonia i passaggi chiave della storia giapponese.

Il complesso del Castello di Osaka, in Giappone, è stato costruito su un parco di 1,06 chilometri quadrati, dominato dalla torre principale con una altezza pari a 58 metri. Le grandi murature in pietra superano i 20 metri d'altezza e si snodano per 12 chilometri, andando ad integrare megaliti come la pietra Tako-ishi da 108 tonnellate. A difesa della fortezza troviamo il fossato esterno con una larghezza che arriva fino a 90 metri e profondo 6 metri racchiudeva storicamente enormi volumi d'acqua. La ricostruzione della torre del 1931, realizzata in calcestruzzo armato con un costo dell'epoca di 1,5 milioni di yen, ne va a garantire la resistenza nei confronti dei terremoti, molto frequenti nella zona.

Castello di Osaka in Giappone: descrizione architettonica

Il Castello di Osaka rappresenta la sintesi perfetta tra l'arte costruttiva feudale giapponese (Ishigaki) e l'ingegneria sismica del XX secolo. Le fondamenta e i bastioni esterni adottano la tecnica muraria Uchikomi-hagi, un metodo tipicamente giapponese, che consiste nella posa a secco in cui i massi di granito vengono sbozzati sui bordi per incastrarsi perfettamente senza l'uso di malta. Questa soluzione consente alle murature andare a dissipare l'energia sismica attraverso micromovimenti tra i blocchi e di garantire il drenaggio naturale delle acque piovane, andando ad evitare, e a scongiurare quindi, picchi di pressione idrostatica nel terrapieno posteriore. La configurazione geometrica dei bastioni presenta pendenze ad arco ritorto, e sono stati realizzati con una curvatura esponenziale che rende la parete quasi verticale nella parte superiore, azzerando le possibilità di scalata da parte dei nemici.

L'edificio centrale si sviluppa con un'architettura Azuchi-Momoyama apparente di 5 livelli esterni, ma nasconde 8 piani interni. Mentre l'estetica rispetta le carpenterie tradizionali in legno con complesse strutture a sbalzo per il sostegno delle gronde e tetti a padiglione rivestiti con tegole dorate e coperte di rame, la struttura portante attuale è un'opera di ingegneria civile in ferro-calcestruzzo. La gabbia in calcestruzzo armato, integrata nel 1931, sostiene il carico dei solai interni e isola la torre dalle sollecitazioni flessionali indotte dai venti e dalle oscillazioni sismiche, accoppiando la leggerezza visiva della carpenteria storica con l'elevata duttilità delle strutture moderne.

La storia del castello nipponico

La storia del Castello di Osaka è stata caratterizzata, nei secoli, da continue fasi di distruzione e ricostruzione che vanno sicuramente a riflettere quelli che sono stati i passaggi cruciali della storia del Giappone. Costruito in origine nel 1583 per volere di Toyotomi Hideyoshi sulle fondamenta del tempio fortificato di Ishiyama Hongan-ji, il castello doveva servire come centro nevralgico di un Giappone unificato e manifesto di potere inoppugnabile.

Tuttavia, a seguito del celebre Assedio di Osaka (1614-1615), le forze dello shogunato Tokugawa distrussero la fortezza dei Toyotomi, ricoprendo le strutture originarie con metri di terreno per edificarvi sopra un nuovo castello, totalmente riprogettato. Nel 1665, la torre principale fu colpita da un fulmine, provocando un incendio devastante che la distrusse completamente, lasciando la fortezza priva del suo Tenshu per quasi tre secoli. Durante il periodo Meiji, l'area venne convertita in un complesso militare e arsenale.

Nel 1931, grazie a un'imponente raccolta fondi promossa dai cittadini di Osaka, la torre venne ricostruita con l'impiego di calcestruzzo armato. Nonostante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale abbiano danneggiato l'area circostante e l'arsenale, la torre principale è sopravvissuta ed è stata oggetto di attività di restauro radicale, tra il 1995 e il 1997, che ha ammodernato gli interni con ascensori resistenti alle sollecitazioni sismiche e complessi sistemi di monitoraggio strutturale, trasformandola nell'icona storico-ingegneristica che domina la città contemporanea. La struttura è stata trasformata nel «Museo del Castello di Osaka», accogliendo un'ampia collezione di reperti dedicati a Toyotomi Hideyoshi, all'epoca Sengoku e alla storia della fortezza, presentati al pubblico attraverso allestimenti a rotazione.

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