In autunno, dopo le prime piogge, aumenta l'umidità del terreno e al mattino i prati si coprono di rugiada, condizioni ideali per l'attività di chiocciole e limacce. Nel parlare comune tutti le definiscono indistintamente lumache, ma è utile fare le opportune distinzioni. Gli esemplari dotati di conchiglia sono comunemente chiamati chiocciole e appartengono a ordini e famiglie differenti rispetto a quelli privi di guscio, generalmente indicati con il termine limacce o, a volte, lumache. Le differenze fra questi organismi non si limitano alla presenza/assenza di una conchiglia, ma sono molto più complesse per storia evolutiva e varietà di adattamenti all'ambiente. Tutte sono temute dagli agricoltori perchè sono fitofaghe e raschiano con il loro apparato boccale (radula) la superficie delle foglie di ortaggi e di un gran numero di piante ornamentali consumandole.
Differenze evidenti nell'aspetto
Tutte quelle che chiamiamo comunemente lumache appartengono alla Classe dei Gasteropodi, al Superordine dei Polmonati e all'Ordine Stilommatofori (dall'etomologia greca, portatori di occhi su steli). Si tratta dei parenti terrestri di specie acquatiche come il murice (Murex brandaris), la patella (Patella vulgata) o la lepre di mare (Aplysia fasciata). Sono note nel mondo oltre 28.000 specie di gasteropodi terrestri, unici conquistatori della terraferma di tutto il phylum dei Molluschi. Alcune hanno la conchiglia, altre ne sono prive, altre ancora la mantengono solo in forma vestigiale (cioè molto ridotta e ormai priva della sua funzione originale). Si sono adattate alla vita terrestre evolvendo una sorta di "polmone" rudimentale molto vascolarizzato, in comunicazione con l'esterno attraverso un'apertura, lo pneumostoma, che consente gli scambi di aria e regola il tasso d'idratazione dell'animale. Nelle limacce, prive di conchiglia, lo pneumostoma si vede bene sul lato destro del dorso, nella chiocciola è in parte nascosto dal bordo esterno della conchiglia.
L'utilità della conchiglia e della bava
Provate a sfiorarle anche con un semplice filo d'erba e noterete che ritrarranno immediatamente i tentacoli cefalici (cioè gli organi sensoriali che a noi sembrano piccole antenne mobili) e il capo, ma mentre le chiocciole riusciranno a nascondersi completamente nella loro conchiglia, le limacce accorceranno il corpo per quanto possibile fino a formare una sorta di pallina compatta, restando comunque esposte e vulnerabili. L'elemento distintivo più evidente è certamente il guscio; nelle chiocciole presenta una notevole varietà di forme, da quelle piatte a quelle alte a torre o bombate. Ogni forma rappresenta una soluzione alternativa per ottimizzare l'efficienza di questo "rifugio" che protegge gli organi vitali dell'animale. Nelle limacce, invece, la perdita della conchiglia è il risultato di un processo evolutivo piuttosto complesso che ha portato da una protezione meccanica alla difesa chimica del corpo; la sua assenza o la drastica riduzione ha determinato vantaggi nell'agilità e nella rapidità degli spostamenti. Molte limacce, infatti, si difendono dai predatori rilasciando secrezioni tossiche, disgustose o fortemente adesive. La lumaca scura occidentale (Arion subfuscus), ad esempio, appena viene toccata rilascia dal dorso un fluido difensivo dalla consistenza collosa con elevate proprietà adesive, un gel acquoso che ricopre tutto il corpo, aderisce alla superficie di contatto e subito solidifica in un rivestimento particolarmente resistente.
Chiocciole e lumache producono bava: un muco leggermente appiccicoso che ha una funzione lubrificante e debolmente adesiva durante la locomozione. Si tratta di una miscela composta per il 90-99,7% di acqua e per il resto da un gran numero di composti organici (glicoproteine, enzimi, acido ialuronico, peptidi antimicrobici, acido glicolico, elastina, collagene e allantoina). Le numerose proprietà della bava hanno suscitato notevole interesse e questo muco trova applicazioni terapeutiche nella guarigione delle ferite, nella terapia antimicrobica, nella gestione delle infiammazioni, nella cosmesi e addirittura per la produzione di bio-colle.
Chiocciole e limacce: animali alquanto voraci
Se al mattino nell'orto trovate le foglie di lattuga "mangiucchiate" e parzialmente ricoperte da un fluido argenteo e appiccicoso, di certo sono passate chiocciole o limacce a nutrirsi. Si tratta di erbivori piuttosto generalisti (si cibano di un gran numero di specie vegetali) e si muovono prevalentemente durante la notte o nelle giornate piovose, infestando orti e giardini. Per contrastarle in passato si utilizzava la metaldeide, un potente lumachicida altamente tossico. Oggi, per evitare l'uso di pesticidi, è possibile adottare metodi di lotta biologica o rimedi naturali come barriere fisiche (cenere, gusci d'uovo tritati, fondi di caffè) che ne impediscono lo scivolamento sulle superfici. Fra le specie più temute per la sua voracità c'è la lumaca spagnola invasiva ( Arion vulgaris ), una specie di limaccia ormai diffusa in tutto il continente Europeo, dove è entrata in competizione anche con molte specie autoctone di lumache e chiocciole. Tuttavia, secondo un aneddoto popolare, la comune chiocciola romana (Helix pomatia ) sembra competere efficacemente con la specie invasiva controllandone la proliferazione delle uova. Addirittura qualcuno suggerisce di favorire la presenza di questa chiocciola autoctona negli orti per controllare Arion vulgaris .

Come sopravvivono al caldo e al freddo estremi
Entrambi i gruppi sono estremamente suscettibili alla disidratazione considerato che perdono acqua per traspirazione, attraverso la respirazione, ma anche per la produzione della scia di muco che emettono durante gli spostamenti. Basti pensare che una chiocciola in attività può perdere anche il 30-40% del suo peso in sole 2 ore per perdita idrica. In caso di siccità e calore elevato, le chiocciole fanno fronte alla disidratazione andando in estivazione (una sorta di letargo estivo provocato dalla siccità). Dopo essersi arrampicate su rami e cespugli in modo da allontanarsi il più possibile dal calore del suolo, le chiocciole si chiudono nella conchiglia sigillandone anche l'ingresso. Le limacce cambiano invece i loro ritmi circadiani: aumentano l'attività nelle ore notturne quando c'è più fresco e umidità e si aggregano fra loro in gruppi compatti quando il clima è secco, possibilmente in anfratti ombreggiati o sotto il fogliame.
Anche l'inverno viene affrontato al riparo e in letargo chiuse nel proprio guscio o, nel caso delle lumache, nei primi strati del terreno sotto la lettiera di foglie o sotto pezzi di legno umido. Si tratta di una combinazione di fattori: ricerca di un rifugio, riduzione del metabolismo, controllo dell'acqua corporea e capacità dei tessuti di resistere al ghiaccio. Da un punto di vista metabolico, avvengono cambiamenti nella respirazione e nei livelli di alcuni parametri chimici. Uno studio scientifico, "Freezing and anoxia tolerance of slugs: a metabolic perspective" ha confrontato le reazioni fisiologiche alle basse temperature invernali di tre specie di lumache terrestri: Deroceras laeve, introdotta dal Nord America e Deroceras reticulatum e Arion circumscriptus, due specie europee. La specie Deroceras laeve ha mostrato una forte risposta iperglicemica al congelamento, con un aumento di 100 volte dei livelli di glucosio, suggerendo che il glucosio possa avere una qualche funzione protettiva contro il congelamento dei tessuti in questa specie.
