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10 Agosto 2026
9:00

Il museo del Louvre è nato come una fortezza medievale: storia di una delle gallerie più famose al mondo

Il 10 agosto del 1793 fa venne inaugurato il museo più famoso del mondo, il Louvre di Parigi, che in realtà era stato fatto costruito nel Medioevo, nel 1190, da re Filippo Augusto, come castello-fortezza difensiva e poi trasformato in prigione e residenza reale.

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Il museo del Louvre è nato come una fortezza medievale: storia di una delle gallerie più famose al mondo
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Museo del Louvre Foto Maksim Sokolov via Wikimedia Commons

Nonostante di nuovi musei ne aprano continuamente, e in tutto il mondo, il più visto di tutti resta ancora lui: il Musée du Louvre di Parigi. L'ultima indagine annuale sulle presenze nei musei ha confermato che, nonostante il calo dei visitatori a seguito della pandemia, l'istituzione ha accolto più di 9 milioni di visitatori nel 2025. Molti di questi visitatori, però, non sanno che il museo parigino, recentemente vittima di un clamoroso furto, non nasce con questa funzione, ma con il ruolo di fortezza.

Le origini del nome "Louvre" sono controverse: secondo la Grand Larousse encyclopédique, il nome deriva da un'associazione con una tana di caccia al lupo (attraverso il latino: lupus), ma la parola potrebbe anche derivare dal verbo francese louer (affittare), con l'aggiunta del suffisso di formazione nominale del francese antico.

La storia del Louvre: da fortezza militare a residenza reale

Tutto inizia tra il 1190 e il 1202, quando il re Filippo II di Francia (giusto prima della terza crociata) fece edificare una fortezza che prima di tutto avesse una funzione difensiva (da affiancare alla nuova cinta muraria) in modo da consolidare il versante occidentale della capitale da future invasioni nemiche: la sua preoccupazione era perlopiù rivolta ai soldati inglesi che stazionavano in Normandia. La fortezza, di 78 m x 72 metri e circondata da un fossato largo 10 metri, aveva anche un seconda funzione, più vicina a quella attuale: un luogo dove custodire i suoi tesori e i suoi archivi. 

Negli anni successivi vi fu un primo ampliamento sotto Luigi IX, mentre Carlo V il Saggio (nella seconda metà del XIV secolo) la fortezza venne ingrandita e trasformata in residenza reale: l'architetto Raymond du Temple venne incaricato di realizzare gli appartamenti così come la prima biblioteca reale di Parigi.

L’edificio come prigione e arsenale, e poi ancora una dimora

Con il passare degli anni, il Louvre cambiò spesso forma e utilizzo: con Luigi XI diventò una prigione e con Luigi XII un arsenale. Sotto Francesco I l'edificio tornò ad essere utilizzato come residenza, con diversi ammodernamenti su modello dei palazzi rinascimentali italiani. L’architetto francese Pierre Lescot cominciò il restauro dell’edificio nel 1546: a questo periodo, cioè la prima metà del Cinquecento, risale il cortile interno.

Nuovi ammodernamenti e ingrandimenti arrivarono con il regno di Enrico II e della moglie Caterina de’ Medici prima, e di Enrico IV di Borbone e della moglie Maria de’ Medici dopo, periodo durante il quale il Louvre cominciò a ospitava le opere d’arte della famiglia reale. 

Due italiani collaborarono ai progetti del Louvre: l'architetto Sebastiano Serlio ma soprattutto il celebre artista Gian Lorenzo Bernini, che alla fine del 1665 giunse a Parigi alla corte di Luigi XIV, il Re Sole, dopo aver vinto il concorso per un progetto monumentale che armonizzasse le nuove parti e la vecchia struttura. Forse per la distrazione dei lavori a Versailles, o perché Bernini non si trovò bene in Francia, la collaborazione non andò in porto.

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Museo del Louvre Foto Jorge Láscar via Wikimedia Commons

L'epoca di Napoleone e oltre: il Louvre modernoe

È proprio con il Re Sole cioè Luigi XV che il Louvre diventa un museo nel senso moderno. Il conte d’Angiviller, Charles-Claude de Flahaut de La Billarderie, si fece veicolo delle idee diffusesi con l'illuminismo secondo cui le raccolte d'arte reali dovevano essere riunite e messe a disposizione del progresso nazionale, delle arti e delle scienze. Questa idea si concretizzò solamente con l'avvento della Rivoluzione francese: l’Assemblea costituente decise che il palazzo doveva esporre i beni culturali del Paese (centinaia di opere confiscate ai reali, alla chiesa e ai nobili) e lo inaugurò nel 10 agosto 1793.

A voler fare del Louvre un "museo universale" fu nientemeno che Napoleone Bonaparte, che raccolse qui opere da tutta la Francia ma anche da tutta Europa: il condottiero era infatti celebre per le "requisizioni" di beni culturali, che per la maggior parte “legalizzò” inserendo la cessione di opere d’arte nelle clausole degli armistizi o degli accordi di pace (a conclusione delle campagne militari avviate dal 1796). Il museo si ingrandì fino a raggiungeree il numero di 19 sale e divenne un tempio alla sua grandezza, motivo per cui l'imperatore, nel 1810, volle celebrarvi le nozze con Maria Luisa d’Austria.

Ad avvicinare il Louvre all'idea di museo ciò che abbiamo oggi fu il direttore Vivant-Denon, accompagnatore di Napoleone nella campagna d’Egitto e nominato alla gestione dell'istituzione dal 1802: qui voleva raccogliere testimonianze artistiche da tutto il mondo e tutte le epoche come strumento didattico.

Dopo la caduta di Napoleone il museo venne ingrandito e si continuarono ad acquisire nuove opere con antichità egizie, etrusche, greche, romane e assire: a metà Ottocento c'erano oltre quaranta sale. Con la Terza repubblica il museo, statale, diventò infine il "Musée National du Louvre", e ancora oggi è arricchito da acquisizioni e donazioni di opere d'arte.

Fonti
The Art Newspaper Old and new Paris : its history, its people, and its places
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