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Sequenza sismica nel Mar Tirreno e vulcano Marsili, c’è un legame? Intervista all’INGV

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A cura di Sara Brugnoni
Junior News Editor
mar tirreno e marsili
Secondo gli esperti dell'INGV, non c'è una correlazione tra il Marsili e la sequenza sismica di oggi nel Mar Tirreno.
La sequenza sismica in corso nel Mar Tirreno Meridionale non risulta correlata all’attività del vulcano Marsili, secondo gli esperti dell’INGV. I terremoti di oggi – di cui il più forte di magnitudo Mw 5.5 – sembrano quindi legati al sistema di faglie, in una zona ad alta pericolosità sismica: a marzo 2026, nella zona si era verificata una sequenza sismica con poco più di 50 terremoti.

In seguito alle numerose scosse di terremoto registrate nel Mar Tirreno Meridionale, di cui la più forte di magnitudo Mw 5.5 (secondo le ultime stime riviste dell'INGV) sono iniziati a circolare diverse domande riguardo un potenziale legame con il vulcano sottomarino Marsili, il più esteso d'Europa.

Per fare chiarezza sull'argomento, abbiamo intervistato Lucia Margheriti, Direttrice dell'Osservatorio Nazionale Terremoti (INGV), e Guido Ventura, ricercatore presso l'Istituto, che ci hanno fornito un'analisi della situazione attuale, dello stato di monitoraggio del vulcano e di cosa è verosimile aspettarsi.

C'è una correlazione tra la sequenza sismica di oggi e il Vulcano Marsili?

Partiamo con il dire che il vulcano Marsili non è monitorato in tempo reale. Sul fondo del Tirreno sono presenti alcuni sismografi profondi (OBS) che registrano l'attività sismica, ma effettivamente manca un sistema di monitoraggio sottomarino, trattandosi anche di un vulcano meno attivo rispetto all'Etna o allo Stromboli, costantemente monitorati.

«Quello che sappiamo è che c'è un'attività idrotermale continua, caratterizzata da emissioni gassose e da una microsismicità a bassissima energia, ma molto intensa, che è tipica dei sistemi idrotermali. Questa attività, però, accompagna la storia del Marsili da quando esistono le misurazioni: non si tratta di un'anomalia e non c'è stata alcuna variazione recente sotto questo aspetto», ha spiegato Ventura.

Per quanto riguarda i terremoti, la sequenza in corso si sta verificando in una fascia sismica già nota e attiva (con terremoti pari o superiori a magnitudo 5.0), che va indicativamente da Ustica alle Isole Eolie: guardando alla distanza tra la zona epicentrale della sequenza di oggi e il vulcano Marsili, non sembra esserci nessuna relazione diretta.

«Un altro elemento che mi fa pensare che il sisma non sia correlato con il Marsili sta nel fatto che questo terremoto [ndr. la scossa di magnitudo 5.0 di oggi, poi rivalutato a magnitudo Mw 5.5] è relativo a un fenomeno di compressione. Il Marsili è interessato da un vulcanismo legato invece a un fenomeno di distensione, un allontanamento di due parti della crosta terrestre, come se fosse l'inizio di una dorsale oceanica», ha specificato la dott.ssa Margheriti.

I terremoti di oggi, quindi, sembrano più legati al sistema di faglie. Tra l'altro, la direttrice dell'Osservatorio Nazionale Terremoti ci ricorda come nella zona si sia verificata una sequenza sismica simile già a marzo 2026, localizzata circa 15 km a ovest di Alicudi, con poco più di 50 terremoti. Il terremoto più forte magnitudo ML 4.6 (Mw 4.7) è avvenuto nella notte del 21 marzo 2026.

Queste scosse possono in qualche modo influenzare l'attività vulcanica del Marsili o delle isole Eolie?

Secondo il ricercatore Ventura, questo è «un aspetto che andrà verificato nei prossimi mesi. A volte l'attività vulcanica idrotermale può subire delle variazioni a seguito di eventi sismici, manifestando magari incrementi nel flusso delle emissioni di gas o nella microsismicità, ma questo dipende da diverse variabili, tra cui il tipo di roccia, la magnitudo dell'evento sismico, la sua profondità e il valore del flusso di gas in risalita nel sistema vulcanico».

Quanti terremoti ci dobbiamo aspettare ancora?

Entrambi gli esperti concordano sul fatto che la sismicità proseguirà nelle prossime ore: chiaramente, non è possibile fare previsioni esatte sui terremoti né sulla loro magnitudo, ma la zona interessata dalla sequenza in corso è prossima all’area delle Isole Eolie, una regione caratterizzata da pericolosità sismica alta. Non si possono quindi escludere terremoti di magnitudo anche maggiore.

Tra, l'altro, ha chiarito la dott.ssa Margheriti, «l'area della sequenza sismica di oggi è già stata colpita da diversi eventi sismici, alcuni dei quali di magnitudo pari o superiore a magnitudo 5, tra cui i terremoti del 28 maggio 1980 (Mw 5.7), del 20 maggio 1957 (Mw 5.2) e del 21 maggio 1957 (Mw 5.3)».

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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