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8 Maggio 2026
19:00

Cos’è e come funziona il tracciamento dei contagi per fermare focolai di virus come l’hantavirus

Cos’è il contact tracing e come funziona: dalle notifiche ai test, come la guida dell'OMS dispone di intervenire per fermare il focolaio di un virus, come il recente hantavirus a bordo della nave MV Hondius.

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Cos’è e come funziona il tracciamento dei contagi per fermare focolai di virus come l’hantavirus
Con la verifica di Lorenzo Arena
Master in Controllo delle malattie infettive alla London School of Hygiene and Tropical Medicine. Già ricercatore presso l'università di Oxford.
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«Non è l’inizio di un’epidemia, non è l’inizio di una pandemia», ha rassicurato la direttrice del Dipartimento per la prevenzione dell’Organizzazione mondiale della sanità Maria Van Kerkhove, a proposito dell'hantavirus, con un rischio di diffusione che l'OMS ha definito al momento «basso», mentre il direttore dell’Organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ammesso che altri contagi sono possibili, «visto il periodo di incubazione del virus», che varia generalmente da una a sei (anche otto) settimane.

In questo momento le autorità di tutto il mondo stanno cercando di rintracciare e ricostruire gli spostamenti di tutti i passeggeri (almeno 29) di 12 nazionalità, che il 24 aprile avevano lasciato la nave MV Hondius, sbarcando sull’isola di Sant’Elena dopo il primo decesso per hantavirus, quello dell’uomo tedesco, avvenuto l’11 aprile, prima che venissero attivate le misure di isolamento. Quei passeggeri nel frattempo hanno viaggiato in diverse parti del mondo, tornando ai propri Paesi, dagli Stati Uniti all'Australia, dal Regno Unito a Taiwan, in Olanda, in Svizzera. Nella maggior parte di questi Paesi è già in corso il monitoraggio delle persone che sono state rintracciate, sia di quelle che presentano sintomi che di quelle potrebbero essere entrate in contatto con il virus. Molte sono in isolamento e osservazione. È accaduto per esempio nel caso della hostess della compagnia KLM che era entrata in contatto con una delle vittime, ricoverata nei Paesi Bassi per una sospetta infezione da hantavirus e risultata negativa ai test nelle ultime ore.

Il “contact tracing”, in italiano tracciamento dei contatti, è diventato un termine quotidiano durante la pandemia da COVID-19. Si tratta di un’azione di sanità pubblica finalizzata alla prevenzione e al contenimento della diffusione di malattie infettive, che consiste nell'individuazione di persone potenzialmente infette attraverso la rilevazione dei contatti avuti con persone contagiate. L’obiettivo è avvisare le persone che potrebbero essere state esposte a qualcuno contagiato dal virus, per impedire che venga trasmesso ad altre persone. Nella definizione dellOMS, il contact tracing è “il processo sistematico di identificazione, valutazione, gestione e supporto dei contatti di individui infetti.” Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Perché il contact tracing è importante per fermare nuove infezioni

L'Organizzazione Mondiale della Salute ha pubblicato nel dicembre 2024 una guida aggiornata sul contact tracing, aggiornata in seguito alla pandemia da Covid-19. “Concentrarsi sul contact tracing come risposta essenziale ai focolai epidemici consente di migliorare le strategie di preparazione, prontezza e risposta alle epidemie,” si spiega nella guida. Il documento nasce per fornire ai membri dell’OMS (composta da 194 Stati, praticamente tutti i Paesi del mondo, Italia compresa), "agli operatori sanitari, ai governi e ai funzionari della sanità pubblica gli strumenti per implementare strategie efficaci di contact tracing".

Come spiega l’OMS, a seguito della pandemia di Covid-19, “il contact tracing è stato riconosciuto come uno strumento efficace per fermare nuove infezioni interrompendo le catene di trasmissione e proteggendo le popolazioni vulnerabili. Il contact tracing si basa sui principi di identificazione, monitoraggio e supporto delle persone individuate come contatti. Il suo impatto, tuttavia, è più ampio, poiché può anche contribuire a produrre una migliore comprensione delle caratteristiche epidemiologiche e delle dinamiche di trasmissione di un nuovo patogeno o di un patogeno noto in un nuovo contesto, orientando le decisioni relative alle misure sanitarie e sociali di salute pubblica e migliorando gli esiti della malattia attraverso la diagnosi precoce e la gestione dei casi.”

Un lavoro efficace, può quindi portare all'identificazione precoce e alla gestione dei casi; all'implementazione di misure preventive e profilassi; all'implementazione di misure di salute pubblica e sociale e a educare e informare la popolazione su esposizione e rischi, portando, in definitiva, a rompere la catena di trasmissione e spegnere il focolaio.

Le 4 fasi del tracciamento dei contagi secondo l’OMS

Il tracciamento dei contatti viene avviato durante il processo di indagine sui casi (inclusa l’identificazione dell’origine dell’infezione e del meccanismo di trasmissione) ed è essenziale nell’analisi di un focolaio epidemico (per la quale esiste una guida dedicata dell’OMS). Durante un focolaio, ogni caso viene sottoposto a un’indagine epidemiologica, volta a chiarire dove, come e quando la persona sia stata infettata e se presenti fattori di rischio per ulteriori trasmissioni. Ai casi viene inoltre chiesto di indicare altre persone che potrebbero aver contagiato, ed è a questo punto che inizia il contact tracing: tutti i contatti devono essere identificati, rintracciati, verificati e invitati a rispettare le misure previste.

Le fasi del contact tracing sono:

  • Identificazione dei contatti: in questa fase si cerca di individuare le persone che potrebbero essere state esposte a un caso infetto (familiari, colleghi di lavoro, amici, operatori sanitari), attraverso un’intervista alla persona stessa risultata positiva, attraverso la ricostruzione dei suoi movimenti e interazioni, anche in base alle specifiche modalità di trasmissione del patogeno. Tutte le persone considerate "contatti" della persona infetta vengono messe in elenco.
  • Notifica dei contatti: a questo punto, i contatti vengono informati identificati della possibile esposizione. Vengono spiegati i rischi, le misure da seguire, come monitorare i sintomi e l’eventuale necessità di isolamento, quarantena o test, soprattutto nei contatti considerati a rischio.
  • Monitoraggio e follow-up: i contatti vengono monitorati per l’eventuale comparsa di sintomi o segni di infezione tramite telefonate, messaggi, visite o auto-monitoraggio, e, se necessario, sottoposti a test. Quando segni e sintomi compaiono il contatto può essere classificato come caso e il test viene effettuato per confermare l’eventuale diagnosi – le disposizioni possono differire a seconda dei tipi di virus, ma in linea di principio il test è consigliato secondo priorità in caso di risorse limitate. In genere, si usa il test quando serve capire se un contatto è già infetto anche senza sintomi, soprattutto nelle malattie in cui si può contagiare prima dei sintomi o da asintomatici, e può anche servire a terminare prima il periodo di monitoraggio/quarantena. Il test non è considerato centrale nel contact tracing per malattie in cui contagiano solo le persone sintomatiche (es. Ebola), dove il test serve soprattutto alla diagnosi e gestione dei casi. In caso di test positivo, il processo di tracciamento ricomincia da capo a partire dalle persone risultate infette. Questa fase di follow-up di solito dura fino all'eventuale comparsa di sintomi, alla conferma dell'infezione oppure fino al termine del periodo di incubazione.
  • Supporto dei contatti: Garantire alle persone monitorate supporto pratico, sanitario, psicologico e informativo affinché possano rispettare le misure richieste (anche queste che dipendono dal tipo di virus) e ridurre la trasmissione del contagio.

In una recente nota, l’OMS ha chiesto di “mantenere alta la vigilanza tra i viaggiatori, l’equipaggio (inclusi coloro che si occupano dell’attuazione delle misure di sanificazione della nave) e altro personale di ritorno da aree in cui è nota la presenza di hantavirus, così come sui mezzi di trasporto impiegati nell’ecoturismo durante viaggi provenienti o in transito attraverso tali aree. Il riconoscimento precoce dei casi sospetti, il rapido isolamento e il rispetto costante delle misure raccomandate di prevenzione e controllo delle infezioni rimangono essenziali per proteggere il personale sanitario."

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