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13 Maggio 2026
14:00

Perché gli USA vogliono aprire 3 nuove basi militari in Groenlandia: l’accordo del 1951 che lo permette

Gli USA stanno negoziando con Danimarca e Groenlandia per aprire tre nuove basi militari nel sud dell'isola artica, sfruttando un accordo di difesa che risale al 1951. L'obiettivo è quello di rafforzare la presenza statunitense nell'Artico: non a caso, Washington avrebbe richiesto che le basi vengano riconosciute come territorio sovrano USA.

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Perché gli USA vogliono aprire 3 nuove basi militari in Groenlandia: l’accordo del 1951 che lo permette
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Le tre nuove basi militari che gli USA vorrebbero creare in Groenlandia si troverebbero nel sud dell’isola.

Gli Stati Uniti starebbero negoziando con la Danimarca per aprire tre nuove basi militari in Groenlandia. La notizia arriva dopo mesi di tensioni tra i due Paesi, con il Presidente USA Donald Trump che aveva più volte ribadito la volontà di acquistare o controllare l'isola artica, minacciando anche di ricorrere alla forza militare.

Il piano, pienamente realizzabile da un punto di vista legale grazie a un accordo risalente al 1951, prevedrebbe la costruzione di installazioni militari nel sud dell'isola, in una posizione strategica diversa rispetto alla storica base di Pituffik (situata nel nord-ovest), oggi l'unica presenza militare americana in territorio groenlandese.

Va detto, comunque, che al momento non c'è nulla di certo: le negoziazioni sono ancora in corso e non sappiamo se gli USA riusciranno effettivamente a realizzare tutte e tre le basi, né tantomeno le eventuali tempistiche.

Chiaramente, l'obiettivo di Washington sarebbe quello di rafforzare la propria presenza nell'Artico e sorvegliare le attività marittime nell'area condotte da Russia e Cina. Ma la trattativa non è solo una questione di logistica militare: secondo quanto riportato dalla BBC, infatti, la delegazione americana avrebbe chiesto che le nuove basi vengano riconosciute come territorio sovrano statunitense, una richiesta che, se confermata, andrebbe ben oltre quanto previsto dagli accordi in vigore e sposterebbe la discussione su un piano apertamente politico.

Anche in questo caso, però, non è scontato che Danimarca e Groenlandia accettino questa eventuale cessione di sovranità: la situazione, quindi, è ancora in pieno divenire.

L'accordo del 1951: la base giuridica che consente l'apertura di basi

L'apertura di nuove basi militari USA in Groenlandia sarebbe del tutto legale e non richiederebbe nuovi trattati: la base giuridica su cui poggia l'intera trattativa, infatti, è il Defense Agreement del 27 aprile 1951, un accordo stipulato tra Stati Uniti e Danimarca nel pieno della Guerra Fredda. Il Patto, nato su richiesta della NATO in ottica difensiva, autorizza Washington a costruire e mantenere installazioni militari sul territorio groenlandese, pur mantenendo formalmente la sovranità danese sull'isola.

Il cuore di questo accordo è l'Articolo II, che regola la creazione delle cosiddette “defense areas” (ossia le aree di difesa) in Groenlandia. L'articolo prevede che i due governi possano concordare, di volta in volta, l'istituzione di nuove aree di difesa che la Danimarca non è in grado di gestire da sola.

Per queste zone, l'accordo riconosce una serie di diritti operativi a favore degli Stati Uniti, tra cui la possibilità di migliorare e adattare il sito a uso militare, costruire e mantenere infrastrutture ed equipaggiamenti (compresi sistemi meteorologici e di comunicazione), stazionare personale, gestire decolli e atterraggi di aerei e movimenti di navi e persino approfondire porti e canali.

Sulla carta, quindi, la sovranità delle aree di difesa resterebbe danese: nei fatti, però, gli USA ottengono un controllo operativo quasi totale sulle installazioni a loro affidate.

L'accordo, tra l'altro, è stato aggiornato nel 2004 inserendo, per la prima volta, il governo autonomo della Groenlandia come firmatario, e non più come semplice soggetto consultato. L'Articolo 1 dell'accordo aggiornato stabilisce che la base di Pituffik sia l'unica area di difesa ancora presente in Groenlandia (rispetto alle 17 installazioni create durante gli anni della Guerra Fredda e oggi dismesse), ma conferma esplicitamente che le regole dell'Articolo II del 1951 – che permettono appunto l'apertura di nuove aree di difesa – restano pienamente applicabili.

L'aggiornamento del 2004 ha comunque introdotto degli obblighi di consultazione: qualsiasi modifica significativa alle operazioni o alle strutture militari statunitensi in Groenlandia deve essere preceduta da un confronto con il governo danese e con quello groenlandese. Ecco perché la delegazione statunitense sta negoziando con le controparti europee. Il numero delle basi, comunque, non è ancora definitivo ed è possibile che cambi nel corso delle trattative.

Il nodo politico, però, è un altro: secondo alcune fonti citate dalla BBC, i rappresentanti americani avrebbero richiesto che le tre nuove basi militari vengano designate come territorio sovrano degli Stati Uniti. Questo andrebbe ben oltre il meccanismo previsto dall'accordo del 1951 – che riconosce la sovranità danese sulle aree di difesa, pur concedendo ampi diritti operativi agli americani –  e rappresenterebbe un importante cambiamento non solo dal punto di vista strategico, ma anche e soprattutto politico.

Dove si troverebbero le 3 nuove basi militari in Groenlandia

A questo punto, però, resta una domanda: dove verrebbero create le nuove basi militari USA? Secondo i media locali, le 3 installazioni militari sarebbero realizzate nel sud della Groenlandia, in una posizione strategica diversa rispetto all'attuale base USA di Pituffik, che si trova invece nell'estremo nord-ovest dell'isola.

In particolare, la prima base militare potrebbe essere realizzata a Narsarsuaq, nel sud della Groenlandia, dove si trovano già un piccolo aeroporto e un porto in acque profonde. Si tratta di un'ex base militare statunitense, attiva durante la Seconda Guerra Mondiale e poi abbandonata negli anni '50.

Per la seconda base, invece, le delegazioni americane starebbero valutando Kangerlussuaq, nel sud-ovest dell'isola, anch'essa una vecchia base americana risalente alla Guerra Fredda, dismessa negli anni '90 e successivamente restituita alle autorità danesi e groenlandesi. Kangerlussuaq dispone già di una pista di atterraggio lunga, in grado di accogliere aerei di grandi dimensioni, e di alcune infrastrutture portuali. Discorso diverso, infine, per la terza località, la cui posizione non è stata resa nota.

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A nord–ovest la base militare USA di Pituffik. A Sud le due basi militari che gli USA potrebbero aprire in Groenlandia.

Insomma, la logica di fondo sembrerebbe essere la stessa: riutilizzare siti che già dispongono di infrastrutture (come piste di atterraggio e porti) che possono essere ammodernate e potenziate, evitando di dover costruire da zero degli impianti in un ambiente artico estremamente ostile.

Come intuibile, la posizione geografica di queste località non è affatto casuale: le nuove installazioni militari potrebbero così essere adibite alla sorveglianza dell'attività navale russa e cinese nel cosiddetto GIUK Gap, l'area strategica dell'Atlantico settentrionale compresa tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito, considerata cruciale per il monitoraggio del traffico di sottomarini e navi da guerra.

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Il GIUK Gap, ovvero la porzione dell’Atlantico compresa tra UK, Islanda e Groenlandia. Via Wikimedia Commons

Va detto, comunque, che il piano per la costruzione di tre nuove basi era già stato anticipato dal Generale Gregory Guillot – capo del Comando Settentrionale degli Stati Uniti – in un intervento al Senato americano a marzo 2026, durante il quale aveva dichiarato la necessità di «maggiore accesso a diverse basi in tutta la Groenlandia, data la crescente minaccia e l'importanza strategica» dell'isola.

In Groenlandia c'è già una base militare USA, quella di Pituffik

Come accennato, oggi gli Stati Uniti possiedono già una base militare in Groenlandia, ossia la Pituffik Space Base (nota fino al 2023 come Thule Air Base), situata sulla costa nord-occidentale dell'isola. Si tratta dell'unica base che gli USA possiedono nell'Artico, nonché quella più a nord tra quelle gestite dalle forze armate statunitensi, trovandosi a circa 1.100 km a nord del Circolo Polare Artico.

Oggi, l'installazione ospita circa 150 militari USA, oltre a personale danese e groenlandese, ed è formata da una pista di atterraggio di circa 3.000 metri. Attualmente svolge funzioni di allerta missilistica e di sorveglianza spaziale: al suo interno, infatti, si trova il sistema radar BMEWS, capace di rintracciare tempestivamente il lancio di missili intercontinentali verso il Nord America, calcolarne la rotta e il tempo d’impatto e avviare le diverse fasi di allerta per la difesa del continente. In questo caso, la posizione geografica gioca un ruolo fondamentale: a latitudini come quella artica, infatti, la curvatura terrestre fa sì che il preavviso possa essere superiore rispetto ad altri siti localizzati su latitudini più meridionali, il che significa un vantaggio importante di vari minuti per attivare procedure di difesa o contromisure.

Il punto centrale è che Pituffik, per quanto cruciale, ha un limite strutturale: la base è configurata per il monitoraggio missilistico e spaziale, ma non è attrezzata per operazioni di sorveglianza marittima. Le nuove basi nel sud dell'isola servirebbero proprio a colmare questa lacuna, permettendo agli Stati Uniti di migliorare il monitoraggio delle attività navali nell'Atlantico settentrionale, in un momento in cui la competizione strategica nell'Artico tra NATO, Cina e Russia si sta intensificando.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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