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5 Settembre 2023
11:31

Cos’è la prossemica, lo studio dello spazio che mettiamo tra noi e le altre persone

La distanza interpersonale che mettiamo tra noi e gli altri, studiata dalla prossemica, è fortemente influenzata dal contesto e dalla cultura e la sua violazione può avere importanti implicazioni emotive e psicologiche.

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Cos’è la prossemica, lo studio dello spazio che mettiamo tra noi e le altre persone
prossemica spiegazione

Immaginiamo di trovarci sui mezzi pubblici. Con un rapido sguardo possiamo notare che alcune persone occupano lo spazio in maniera più o meno accentuata: c’è chi si siede con le gambe molto aperte, chi si rannicchia in un angolino lontano da tutti. Oppure pensiamo al nostro collega che continua a toccarci il braccio mentre ci racconta cosa ha fatto nel weekend. In questi esempi di situazioni giudichiamo come invadente la persona che ha oltrepassato un confine fisico immaginario che noi abbiamo stabilito con il mondo esterno. Ecco, lo studio della distanza fisica che mettiamo tra noi e gli altri è chiamata prossemica. Capiamo di cosa si tratta.

La percezione dello spazio personale

Lo spazio che poniamo tra noi e gli altri per poterci sentire a nostro agio varia a seconda del tipo di confidenza che abbiamo con le persone, del luogo, della cultura o di restrizioni di altro genere (come nel caso Covid-19) e ha un ruolo fondamentale nella comunicazione non verbale umana.

La prossemica, nello specifico, studia il modo in cui le persone utilizzano e percepiscono lo spazio personale e sociale. Capire infatti come la prossemica funziona e saper leggere le diverse situazioni ci può essere di grande aiuto nel costruire buone relazioni.

Pensiamo a noi italiani o a chiunque vive una cultura collettivista: siamo abituati a stare molto vicini, a scambiarci abbracci e baci sulle guance; insomma, siamo propensi al contatto fisico. Questo modo di porsi, può essere visto come invadente o poco rispettoso da persone che condividono una cultura dove la distanza interpersonale è più ampia e molto importante.

come funziona la prossemica

I 4 spazi interpersonali

Gli studi più rilevanti nell'ambito della prossemica sono stati condotti dall’antropologo E. T. Hall, che ha individuato 4 tipologie di spazio interpersonale che noi mettiamo in pratica con gli altri (non sempre rendendocene pienamente conto): intimo, personale, sociale e pubblico.

spazio personale
Le 4 tipologie di spazio interpersonale (credit: WebHamster)
  • Spazio intimo: è definita così la distanza di 0-45 cm tra noi e il corpo di un’altra persona. È un tipo di vicinanza concessa e riservata solamente a persone con cui si hanno legami stretti (familiari, partner).
  • Spazio personale: distanza di 45-120 cm in cui possono entrare amici, familiari e altre relazioni informali ma importanti.
  • Spazio sociale: tra i 120cm – 3 m, è tipicamente in uso con conoscenti e persone con cui non si ha molta confidenza. Riconoscere quando usare questo tipo di distanza è fondamentale per avere una buona comunicazione al lavoro, con i vicini di casa, con i commessi di un negozio e così via.
  • Spazio pubblico: oltre i 3 m. è la distanza tipica che osserviamo nelle situazioni molto formali come conferenze, comizi, discorsi pubblici.

Le variabili della prossemica

Come accennato prima, la differenza tra queste tre modalità di relazione può variare sia a seconda delle persone che abbiamo davanti (che siano amici o sconosciuti) ma anche a seconda:

  • della cultura: ne è un esempio la cultura asiatica dove l’inchino è preferibile alla stretta di mano. Comprendere queste differenze culturali è fondamentale per evitare malintesi soprattutto in contesti internazionali;
  • delle intenzioni: per esempio, una persona arrabbiata potrebbe tendere ad avvicinarsi maggiormente a noi per esercitare intimidazione;
  • del luogo: capita frequentemente che sul luogo di lavoro si tenga una distanza maggiore con i colleghi, pur se si è molto in confidenza e si esca insieme anche fuori dall’orario di ufficio (dove invece le distanze interpersonali diminuiscono).
prossemica asia

Prossemica e comunicazione

Quindi, ricapitolando: il modo in cui noi usiamo lo spazio e il nostro corpo influisce sulla comunicazione che abbiamo con gli altri, perché manderà a livello indiretto o più o meno inconscio una serie di messaggi non verbali alle persone che ci sono attorno.

Lo possiamo osservare guardando alla nostra esperienza: se vogliamo sottolineare il nostro status elevato, tenderemo a mantenere una prossemica elevata (tenendo gli altri a distanza), se vogliamo mostrare un interessamento affettivo, cercheremo il contatto fisico. Ma non solo: se qualcuno invade il nostro spazio personale ci possiamo sentire a disagio e molto probabilmente non avremo cura di ascoltare cosa la persona ci sta dicendo, o noi non avremo voglia di prendere parola. In ultimo, l’adozione di una prossemica troppo estrema può dare l’impressione di freddezza o distacco.

Per questo è importante ricordarsi che la prossemica non riguarda solo la distanza fisica, ma anche la postura, il contatto visivo, l'espressione del volto e altri elementi non verbali che possono influenzare la comunicazione, sia per “scaldarla” sia per rendere noto alla persona che abbiamo davanti se intendiamo o meno includerla nel nostro spazio personale e/o intimo.

Importante, quindi, è la consensualità. Nelle situazioni poco chiare, è sempre bene chiedere prima di avvicinarsi, senza mai dare per scontato che il nostro interlocutore interpreti la situazione informalmente come noi.

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