oro colore

L'oro puro in natura è giallo. Il colore bianco o rosa dipende dalla percentuale di altri metalli in lega con l'oro: i principali sono argento e rame che danno rispettivamente colori che tendono al bianco e al rosa. In questo articolo vedremo non solo da cosa dipende il colore dell'oro, ma anche quali e quanti sono generalmente i colori più preziosi e perché.

La composizione dell'oro

Quando compriamo un gioiello d'oro, una tra le cose più importanti da sapere è la sua caratura. Si tratta un parametro che indica la quantità di oro all'interno di quel gioiello. Il valore massimo è fissato per convenzione a 24 carati: in altre parole un anello di oro a 24 carati è composto al 100% da oro e quindi ha il caratteristico colore giallo intenso. In realtà il 100% non si raggiunge mai ma si arriva ad una percentuale del 999,9 per mille.

Qui di seguito la lista delle % di oro contenute nelle carature più comuni – con la restante percentuale composta da altri metalli come rame o argento:

  • Oro 8 kt contiene il 33,3% di oro
  • Oro 9 kt contiene il 37,5% di oro
  • Oro 12 kt contiene il 50% di oro
  • Oro 14 kt contiene il 58,5% di oro
  • Oro 18 Kt contiene il 75% di oro
  • Oro 22kt contiene il 91,5% di oro
  • Oro 24kt contiene il 99,99% di oro
lingotto 24 carati

Le leghe dell'oro

Per migliorare la lavorabilità e la resistenza dell'oro, spesso vengono aggiunti altri metalli, formando una cosiddetta lega metallica. Di solito queste leghe vedono come principali partecipanti oro (ovviamente), argento e rame, anche se non è da escludere la presenza di  nichel, rodio oppure platino. Ovviamente se la percentuale di uno di questi metalli aumenta, diminuisce di conseguenza quella dell'oro e la sua caratura. Un gioiello con oro a 18 carati, ad esempio, sarà composto al 75% da oro e al 25% da altri metalli e varrà tendenzialmente meno di uno in oro a 20 carati. Ovviamente, in linea di massima più bassa sarà la caratura e minore sarà il valore del gioiello.

Ma come facciamo a sapere quale sarà il colore finale di un gioiello d'oro? Per avere un'idea è possibile utilizzare un diagramma come quello qui sotto. Su ogni lato del triangolo è presente la percentuale di uno dei metalli della lega e, incrociando i valori come in una partita di battaglia navale, si cadrà in uno solo dei vari campi colorati. Volendo è anche possibile fare il processo inverso, partendo dal colore e ricavando i possibili intervalli di composizione del nostro gioiello.

Colori oro diagramma
in foto: Diagramma ternario con le varie colorazioni dell’oro (credit: Flanker).

Il colore artificiale

Combinare i metalli nelle giuste proporzioni, a volte, non è sufficiente per riuscire ad ottenere il colore desiderato. Nel corso dei secoli sono quindi state sviluppate delle tecniche per migliorare o modificare artificialmente il colore. In particolare, una delle tecniche più utilizzate è quella della galvanizzazione. E che roba è?
Si tratta di particolari bagni che permettono al metallo presente in una soluzione di depositarsi sulla superficie del gioiello, così da modificarne le proprietà estetiche. Un esempio tipico è quello dell'oro bianco che, tendendo sempre un po' al giallino, viene ricoperto con un sottile strato di rodio: così facendo il gioiello assume il tipico colore bianco brillante che tutti conosciamo.

Quali sono i colori dell'oro più comuni?

Sul mercato sono presenti diverse tipologie di oro, anche se le più comuni sono giallo, bianco e rosa. Ne esistono però molte di più, e di seguito vediamo quali sono le principali.

Oro giallo

L'oro giallo è quello che, solitamente, ha la caratura più alta. Difficilmente si trova a 24 carati perché, come abbiamo visto, in quel caso sarebbe poco lavorabile; più comunemente viene venduto a 22 carati (oro al 92% circa) con percentuali variabili di argento (5% circa), rame (2% circa) e zinco (1% circa).

oro giallo

Oro bianco

L'oro bianco è spesso venduto a 18K, quindi è composto al 75% da oro e dal restante 25% da nichel, platino o palladio. L'aspetto interessante è che il tipico colore dell'oro bianco non è dato tanto dalla sua composizione chimica quanto dal suo rivestimento che viene applicato tramite galvanizzazione. La composizione del rivestimento è variabile ma di solito si utilizzano o il rodio o il platino.

oro bianco

Oro rosa

L'oro rosa, considerando sempre una purezza di 18K, è composto al 75% di oro, al 20% circa di rame e al circa 5% di argento. Le percentuali di argento e rame possono però essere variabili e, addirittura, se si rimuove totalmente quella di argento e si aumenta il rame al 25% si ottiene l'oro rosso, una varietà di oro rosa dal colore più intenso.

Oro rosa

Oro verde

L'oro verde (conosciuto anche come electrum) si ottiene principalmente tramite una lega di oro e argento. La percentuale di questo secondo metallo varia tra il 20 e il 25% circa a seconda della tinta che si vuole ottenere: più argento ci sarà e più il verde sarà chiaro. La restante parte ha una composizione variabile che può includere percentuali variabili di cadmio, rame e ferro.

oro verde
Articolo a cura di
Stefano Gandelli