
Secondo i dati dell'Osservatorio Ciclisti ASASP-SAPIDATA il bilancio dei ciclisti vittima di incidenti stradali è già di 103 dall'inizio del 2026. Nel 2025 le vittime sono state 222. L'ultima notizia è quella di martedì 7 luglio: un donna, l'artista Laura Ghirardi, di 67 anni, è morta investita da un camion ribaltabile a Milano mentre si stava spostando in bicicletta. La colpa, anche questa volta, è degli angoli ciechi del mezzo: dal 2023, per legge, camion, furgoni e autobus (categorie M2, N2, M3, N3) che circolano nella Ztl Area B, devono essere provvisti di adeguati sistemi di segnalazione acustica, visiva o tattile che allertino il conducente della presenza di pedoni e ciclisti nella parte anteriore del veicolo e sul lato del marciapiede. È ancora da accertare il perché non abbiano contribuito a evitare l'incidente.
Che cosa è successo
Il mezzo pesante, guidato da un uomo di 33 anni, poco prima delle 13 di martedì scorso ha travolto la ciclista mentre il veicolo girava a destra a un incrocio tra via Gattamelata e via Colleoni, a Milano. Il veicolo proveniva da via Colleoni e stava effettuando la svolta a destra per immettersi in via Gattamelata, con semaforo verde. Non è ancora chiaro se la ciclista stesse attraversando la carreggiata lungo le strisce pedonali oppure se stesse pedalando lungo via Colleoni, affiancata dal camion e la dinamica precisa è ancora da accertare, ma secondo le ricostruzioni della polizia locale sul posto, il camion ha agganciato la bici, l'ha trascinata per 7 metri e ha travolto la donna.
Sul posto sono intervenuti d'urgenza i soccorritori dell'AREU (Agenzia regionale emergenza urgenza) e con un'ambulanza e un'automedica, con cui è stata trasportata all'ospedale Niguarda, ma le condizioni della donna erano troppo gravi a causa dei traumi dell'impatto subito. Laura Ghirardi è morta poco dopo essere arrivata all'ospedale.
Secondo i dati dell'Osservatorio Ciclisti ASASP-SAPIDATA, al 30 giugno 2026 i ciclisti morti dal primo gennaio erano 102, 85 uomini e 17 donne, a cui si aggiunge la vittima del 7 luglio. In testa c'è la Lombardia con 24 morti (ora 25), seguita da Emilia Romagna 19, Veneto con 16, il Piemonte 12, la Toscana con 5 e Lazio e Campania con 4 decessi.
Perché succede: il ruolo degli angoli ciechi
La dinamica secondo cui un veicolo, e in particolare un mezzo pesante, investe un pedone o un ciclista mentre svolta a destra è tipica, purtroppo, in città. Questo accade perché tutti i veicoli hanno degli angoli ciechi, cioè delle zone attorno ai veicoli in cui, nonostante gli specchietti, il conducente non ha visibilità né direttamente né tramite gli specchietti retrovisori.
Gli angoli ciechi delle automobili sono consistenti ma più ristretti, mentre quelli dei camion e dei mezzi pesanti sono effettivamente molto ampi, soprattutto sul lato destro.

Lo vediamo in questa immagine, in cui l'angolo cieco è rappresentato dalla porzione di spazio di colore nero: il conducente di un camion non vede posteriormente, non vede in prossimità dell’abitacolo e in questi due spicchi laterali quello destro è più ampio perché in Italia la guida è a sinistra.
Adesivi, cartelli e segnali acustici per avvisare
Per avvisare gli utenti della strada di questo pericolo, su molti camion potete notare questi adesivi e cartelli che segnalano gli angoli ciechi agli altri veicoli, ai pedoni e ai ciclisti, ma non solo. Esistono sensori che possono essere applicati ai camion – come esistono nelle automobili – che avvisano i conducenti della presenza di altri utenti della strada con un segnale acustico e visivo. A Milano dentro la Ztl Area B i sensori per l’angolo cieco sono obbligatori dal 2023 per camion, autobus e furgoni, così come i cartelli che segnalano la presenza di queste zone d’ombra.
Le autorità stanno cercando di accertare se i sensori del mezzo che ha investito la ciclista, presenti sul mezzo, fossero o meno attivi, regolarmente funzionanti o silenziati, se la vittima si trovasse in un punto non coperto dai sensori o se ci sia stata distrazione da parte del conducente.