
Un'altra estate, un'altra emergenza incendi per l'Europa. Dopo l'ondata di caldo record che a giugno ha portato temperature fino a 44 gradi in Francia, le fiamme stanno divorando ettari su ettari in tutto il Sud del continente: dalla Sardegna al Lazio, dai Pirenei francesi alla Spagna, fino al Portogallo, dove è stato attivato il meccanismo europeo di protezione civile. Complessivamente, da inizio anno nell'UE sono già andati persi 155.569 ettari, circa 57.000 ettari in più rispetto alla media 2006-2025 riferita allo stesso periodo.
Migliaia di persone sono state evacuate nelle ultime settimane e la stagione, secondo i dati Copernicus, è già sopra la media degli ultimi vent'anni, con il periodo più critico, tra luglio e agosto, ancora tutto da vivere. Ecco cosa sta succedendo e quanto territorio è già andato perso.
La situazione incendi boschivi in Italia e i Paesi UE più colpiti
In Italia la situazione resta “a macchia di leopardo”. Secondo i dati ISPRA, al 9 giugno erano già circa 6.000 gli ettari bruciati a livello nazionale, con Toscana e Calabria come le regioni più colpite; da allora il quadro è peggiorato, con centinaia di roghi in Sardegna (oltre 900 dall'inizio dell'anno, più di 4.200 ettari bruciati) e diversi focolai tra Lazio e Campania nelle ultime settimane. Dal 1° gennaio all'8 luglio 2026 – ultimi dati disponibili – nel nostro Paese sono bruciati complessivamente 11.566 ettari, con uno scarto di oltre 5.000 ettari nel solo periodo giugno-luglio.

Ma è il resto d'Europa a preoccupare di più.
- In Spagna, già provata dai vasti incendi del 2025, sono andati persi circa 50.000 ettari, con giugno come il mese più distruttivo dell'anno. Nelle ultime ore, tra l'altro, è scoppiato un grosso incendio ad Almeria, nel Sud della Spagna, che ha causato la morte di almeno 12 persone, costringendo 1.000 abitanti all'evacuazione.
- In Francia gli incendi nei Pirenei Orientali hanno raddoppiato la superficie bruciata rispetto allo stesso periodo del 2025, con oltre 10.000 evacuati;
- In Portogallo il rogo di Vouzela ha divorato circa 13.000 ettari; sul posto sono arrivati anche due Canadair italiani.
- Coinvolta anche la Grecia, con incendi nei pressi di Salonicco.

Le mappe di rischio e i dati Copernicus: quanti ettari sono già andati bruciati
Secondo i dati Copernicus EFFIS (European Forest Fire Information System), all'8 luglio la superficie bruciata nell'UE nel 2026 supera i 155.500 ettari, circa il 16% in più della media storica dello stesso periodo. Un dato comunque inferiore al 2025, l'anno peggiore mai registrato da quando esiste la serie storica EFFIS (2006): lo scorso anno in Europa sono bruciati oltre un milione di ettari nella sola UE, 2,2 milioni se si contano anche i Paesi limitrofi che non fanno parte dell'Unione.
Le mappe del portale statistico EFFIS mostrano un 2026 sopra la curva media pluriennale fin dalle prime settimane dell'anno, con Spagna, Francia, Portogallo, Slovacchia ed Estonia come i Paesi dove la situazione è particolarmente critica. La mappa del rischio, aggiornata al 9 luglio, segnala pericolo estremo su gran parte di Francia, Penisola Iberica ed Europa centrale, con la stagione più critica ancora tutta da venire.
