Un elicottero militare italiano CH-47 Chinook è precipitato nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, nella zona di Brčko, al confine con la Serbia. Come confermato dal Ministero della Difesa, a bordo del velivolo si trovavano complessivamente 15 persone. Quattro di loro, purtroppo, hanno perso la vita: si tratta dei sergenti dell'Aviazione dell'Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, entrambi in forza al primo reggimento "Antares" del Comando Aviazione dell'Esercito di Viterbo, e due appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci. Gli altri 11 occupanti sono rimasti feriti, ma nessuno è in pericolo di vita.
L'elicottero era impiegato nell'operazione EUFOR Althea, la missione militare dell'Unione Europea attiva in Bosnia-Erzegovina dal 2 dicembre 2004, che svolge compiti di supporto alla stabilità e di addestramento delle forze armate bosniache. Alla missione partecipano più di mille soldati provenienti da 24 Paesi: tra questi, il contingente italiano è il più numeroso (circa 200 militari), e dall'inizio del 2026 l'Italia ne detiene il comando, affidato al generale di divisione Maurizio Fronda. L'incidente, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe avvenuto subito dopo il decollo dall'aeroporto di Brčko, durante un'esercitazione di routine.
Le cause dell'incidente e la dinamica completa non sono ancora state ricostruite: come ben visibile nel video poco sopra, l'elicottero ha iniziato a ruotare ripetutamente su sé stesso, perdendo apparentemente il controllo prima di perdere quota e schiantarsi al suolo.
Cosa sappiamo sulla possibile dinamica dell’incidente in Bosnia
Come accennato, la dinamica dell'incidente non è ancora stata chiarita ufficialmente, ma diverse testimonianze permettono di ricostruire, almeno in parte, quello che è successo. L'elicottero CH-47 Chinook era partito la mattina del 28 ottobre dalla base del primo reggimento “Antares” dell'Aviazione dell'Esercito a Viterbo e, dopo una tappa all'aeroporto militare di Pratica di Mare (nel comune di Pomezia, vicino a Roma), aveva raggiunto la Bosnia.
Secondo quanto dichiarato dall'ambasciatrice italiana in Bosnia-Erzegovina e confermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, l'incidente sarebbe avvenuto in fase di decollo dall'aeroporto di Brčko, quindi nei primissimi istanti di volo. L'EUFOR ha confermato che il velivolo stava svolgendo un'esercitazione di routine.
I video diffusi sul web mostrano l'elicottero che, poco dopo il decollo, inizia ad avvitarsi su sé stesso in un movimento discendente mentre vola a bassa quota. Secondo alcuni testimoni oculari, il Chinook avrebbe effettuato diverse virate prima di toccare terra. L'impatto con il suolo è stato violentissimo: dalle immagini rilasciate dopo l'incidente, l'aeromobile sembra essersi spezzato in tre parti. Dai filmati e dalle comunicazioni ufficiali, però, non risultano esplosioni né incendi.
Secondo alcuni esperti che hanno analizzato i filmati, la circostanza, insieme al tipo di avvitamento osservato nei video, suggerisce l'ipotesi di un'avaria meccanica, che avrebbe fatto perdere al velivolo la stabilità o il controllo della direzione. Più nel dettaglio, il comportamento dell'elicottero sembrerebbe compatibile con il blocco o un'anomalia di funzionamento di uno dei due rotori, che avrebbe causato la rotazione incontrollata della fusoliera. Nel mentre, è emersa anche la possibilità di un urto dell'elicottero con cavi ad alta tensione: va detto, però, che si tratta di ipotesi non ancora confermate ufficialmente, che dovranno essere approfondite durante le indagini.
Le condizioni meteo, invece, sembra che fossero buone al momento dell'incidente, con poche nubi, niente pioggia e vento inferiore ai 5 km/h.
L'elicottero militare italiano precipitato: il Boeing CH-47 Chinook
Da un punto di vista tecnico, il CH-47 Chinook è un elicottero da trasporto medio, facilmente riconoscibile per la configurazione a doppio rotore in tandem: questo significa che possiede due grandi rotori (quelli che nel gergo comune sono spesso chiamate impropriamente eliche) posizionati uno a prua e uno a poppa della fusoliera, anziché il classico rotore principale più rotore di coda. Come confermato dall'Esercito Italiano, questa soluzione progettuale elimina la necessità di un rotore anticoppia e consente di sfruttare l'intera fusoliera come vano di carico, rendendolo estremamente versatile per il trasporto di uomini, veicoli e materiali.

Progettato e sviluppato dalla statunitense Boeing, il Chinook è uno degli elicotteri militari più longevi e diffusi al mondo: il primo modello entrò in servizio nel 1962 e da allora ne sono stati prodotti oltre 1.200 esemplari, impiegati dalle forze armate di decine di Paesi, dagli Stati Uniti all'Europa, dal Medio Oriente all'Asia.
L'Esercito Italiano utilizza il Chinook dal 1973, quando acquisì i primi CH-47C attraverso la costruzione su licenza da parte di Elicotteri Meridionali (poi confluita in Agusta, oggi Leonardo). A partire dal 2014 è iniziata la consegna dei nuovi ICH-47F (Improved Cargo Helicopter), la variante più moderna, sviluppata congiuntamente da Boeing e da Leonardo (allora AgustaWestland). In totale, il Ministero della Difesa ha ordinato 16 esemplari (con opzione per altri 4), per un valore di circa 900 milioni di euro.
La velocità di crociera si attesta tra i 260 e i 290 km/h (a seconda delle condizioni di carico), con una velocità massima che può raggiungere circa 315 km/h, un valore che lo rende uno degli elicotteri da trasporto più veloci al mondo. L'autonomia operativa, invece, arriva fino a circa 600 km.
L'equipaggio standard, invece, è composto da 2 piloti e 1 tecnico di bordo, con la cabina di carico che è in grado di ospitare fino a 33 soldati equipaggiati o, in alternativa, 24 barelle per l'evacuazione sanitaria.
