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4 Marzo 2026
18:33

Eruzione esplosiva del cratere Bocca Nuova dell’Etna: nessun legame con il terremoto di magnitudo 4.5

Breve eruzione esplosiva all'Etna con nube di cenere, ma senza rischi per i centri abitati. L'INGV chiarisce che non ci sono legami tra l'attività vulcanica e il forte sisma di magnitudo 4.5 di stamattina.

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Eruzione esplosiva del cratere Bocca Nuova dell’Etna: nessun legame con il terremoto di magnitudo 4.5
Etna eruzione 4 marzo
L’Etna durante l’eruzione del 4 marzo 2026. Credit: INGV

L'Etna ha dato vita a un'eruzione esplosiva oggi mercoledì 4 marzo 2026 alle ore 13:12. Come riporta l'Osservatorio Etneo dell'INGV, l'evento ha interessato il cratere Bocca Nuova ed è durato pochi minuti – per questo classificato di tipo impulsivo. A seguito dell'esplosione si è alzata in cielo una nube di cenere di circa 1.5 km. Tuttavia, la colonna si è dispersa rapidamente per via dei venti di quota, generando una leggera caduta di cenere nella parte alta del vulcano. Al momento l'attività del vulcano non sta minacciando nessuna zona abitata. L'evento è stato accompagnato anche da un modesto incremento dell'ampiezza media del tremore vulcanico dalle prime ore di oggi fino alle 09:40 circa.

La provincia di Catania è stata interessata questa mattina da una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.5 avvenuta alle 07:05 con epicentro a 3 km a Nord Ovest da Ragalna, un comune di quasi 4.000 abitanti situato ai piedi del vulcano. L'INGV sottolinea al momento non c'è alcuna prova scientifica che colleghi l'esplosione delle 13:12 al terremoto di questa mattina. Questi fenomeni esplosivi sono improvvisi e non danno alcun segnale geofisico di preavviso, ma rientrano nella normale attività dei crateri sommitali dell'Etna.

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L’esplosione di tipo impulsivox dell’Etna ripresa dalle telecamere di sorveglianza dell’INGV. Credit: INGV

Tuttavia, se da un lato i singoli eventi sono imprevedibili, dall'altro la sismologia ci permette di guardare più a fondo. Uno studio dell'INGV del 2025 ha dimostrato che è possibile prevedere le eruzioni vulcaniche con mesi di anticipo analizzando l'attività sismica profonda. Studiando i terremoti registrati sull'Etna tra il 2005 e il 2024, i ricercatori hanno scoperto che le variazioni del cosiddetto "valore b" – cioè il rapporto tra le scosse lievi e quelle più forti – permettono di tracciare con estrema precisione la risalita del magma dal sottosuolo. Questo parametro si è rivelato un segnale precursore eccezionale, capace di lanciare l'allarme molto prima che si registrino le classiche emissioni di gas in superficie.

Fonti
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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano.
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