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L'Australia collaborerà con la NASA per realizzare un rover lunare!

La notizia, diffusa dall'Agenzia Spaziale Australiana, conferma l'impegno preso dal Paese nel costruire un veicolo da mandare sulla Luna nel 2026. Il lancio del rover rientra all'interno del programma Artemis – che potremmo definire come il successore spirituale del programma Apollo.
L'Australia aveva già confermato l'interesse a collaborare con la NASA tramite la firma di un accordo a lungo termine all'interno della missione Moon to Mars – alla quale gli australiani hanno contribuito con un supporto economico pari a 150 milioni di dollari.

Secondo l'accordo, un consorzio di imprese australiane svilupperà un rover le cui specifiche tecniche, al momento, non sono state ancora definite nel dettaglio. Quello che sappiamo è che sarà "parzialmente autonomo", di piccole dimensioni, dal peso contenuto (all'incirca 20 kg) e in grado di raccogliere materiale dalla superficie della Luna. L'obiettivo del rover sarà infatti quello di prelevare campioni di suolo lunare – la cosiddetta regolite – composta da frammenti di roccia e polvere. Una volta raccolti, i campioni verranno stoccati all'interno di uno speciale lander lunare.

Perché c'è interesse a raccogliere del suolo lunare?

La regolite al suo interno contiene ossidi di silicio e ferro e l'obiettivo è quello di testare nuove tecnologie capaci di separare l'ossigeno dagli altri elementi. Questo permetterebbe in futuro di utilizzarlo per ottenere combustibile destinato ai razzi, così da facilitare i viaggi di ritorno verso la Terra.

Il programma Artemis

Abbiamo detto che il rover rientra nel "programma Artemis"… Ma di cosa si tratta?

Il programma – il cui nome deriva dalla dea Artemide (anticamente associata alla Luna) – non vuole essere solamente una prosecuzione del programma Apollo, ma segnare l'inizio di una nuova era di esplorazioni lunari.

I due principali obiettivi sono quello di portare gli astronauti sulla superficie lunare entro il 2024 – inclusa almeno una prima donna – e di concludere entro il 2028 una serie di ulteriori missioni organizzate con privati e altre agenzie internazionali. La produzione del rover australiano, ad esempio, rientra all'interno di questo secondo obiettivo.

Il programma Artemis include anche la costruzione di una stazione orbitante attorno alla Luna che sarà raggiungibile dagli astronauti tramite l'utilizzo della navicella spaziale Orion. La base permetterà di studiare la Luna come mai prima d'ora e, in particolare, gli obiettivi che la NASA si è prefissata di raggiungere sono:

  • trovare e utilizzare le risorse presenti sul suolo lunare;
  • imparare come vivere e fare ricerca sulla superficie di un altro corpo celeste;
  • testare le tecnologie che, un giorno, potrebbero essere essenziali per le missioni verso Marte.
Articolo a cura di
Nicole Pillepich