foresta fossile

Alzi la mano chi, alla parola “fossili”, ha subito pensato all’immagine di un maestoso dinosauro  impressa su un lastrone di roccia in un museo di storia naturale.
Lo so, lo so, avete ragione ed è proprio così: spesso, quando si parla di fossili, si pensa subito ad animali ormai estinti, i cui resti si sono conservati tra le rocce di un deserto freddo ad esempio, o che sono stati scoperti per pura casualità. Attenzione però, perché oggi scopriremo che anche le piante e gli alberi più grandi possono andare incontro ai processi di pietrificazione e conservarsi per milioni di anni dando origine a vere e proprie…foreste fossili!

Cosa sono le foreste fossili?

Le foreste fossili sono giacimenti fossiliferi vegetali. Sono il risultato di intense attività naturali, in grado di coprire di sedimento fine gli alberi, e della permineralizzazione, una forma di fossilizzazione che consiste nella trasformazione dei tessuti organici in minerali. Diffuse in molte zone della Terra, le foreste fossili ci offrono la possibilità di osservare tronchi o parti vegetali ottimamente conservati, e sono siti di grande interesse per la ricerca paleontologia e paleobotanica.

Come si formano le foreste fossili

Le foreste fossili si formano in seguito a eventi naturali, nel corso dei quali il materiale vegetale viene ricoperto da sedimento. Questi eventi sono seguiti da un lento processo di permineralizzazione che, di fatto, "pietrifica" il legno rendendolo minerale.
Perché una foresta pietrifichi, è necessario che si verifichino alcune particolari condizioni: sepoltura, anossia e mineralizzazione.

legno fossile 4

Innanzitutto il legno degli alberi dev’essere investito e sepolto da spessi strati di materiale fine, come ad esempio cenere vulcanica oppure le argille che possono ricoprire porzioni di bosco in caso di forti alluvioni. Sigillato sotto un denso spessore di sabbie e polveri, il legno viene così a trovarsi in un ambiente privo di ossigeno, una condizione importantissima che impedisce agli alberi di decomporsi velocemente e che non permette agli altri organismi viventi di servirsi del materiale organico (molti insetti e funghi si nutrono di legno morto!).
Una volta protetto dagli agenti esterni, il legno va incontro a una lentissima trasformazione che lo tramuterà in un blocco durissimo che, con un po' di fortuna, arriverà fino a noi.

La cristallizzazione dei minerali trasforma il legno in pietra

Nel corso di milioni di anni la cristallizzazione dei minerali all’interno dei tessuti vegetali (cellule, organi, ecc.) trasforma la materia organica in legno pietrificato. I minerali contenuti nel terreno e disciolti nelle acque sotterranee permeano all'interno dei tronchi degli alberi andando progressivamente a sostituire il legno con silice, calcite, pirite o altri materiali inorganici come l’opale. Il legno pietrificato è un materiale duro, dalle sfumature tipiche dei minerali che ne riempiono le strutture -a volte le intrusioni di rame, cobalto o cromo risultano in venature bluastre oppure piccole percentuali di manganese donano ai fossili un colorito rosa- che spesso mostra dettagli di ciò che una volta era legno: corteccia, nodi, strutture cellulari. 

legno fossile 2

Dove si trovano le foreste fossili?

Innanzitutto c’è da dire che riconoscere una foresta fossile potrebbe non essere facile come si possa credere. A prima vista, il legno fossile potrebbe risultare simile al legno non pietrificato se non fosse per il peso, che cambia sensibilmente. Inoltre, le foreste fossili sono presenti in molte aree della Terra, diffuse soprattutto in antiche zone vulcaniche oppure dov'è possibile trovare depositi sedimentari.

In Arizona, nel Petrified Forest National Park si trovano alcuni degli esempi di alberi fossili meglio conservati al mondo! Circa 225 milioni di anni fa, quest'area era interessata da un clima tropicale e coperta da una fitta foresta di conifere di cui oggi rimangono solo alcuni resti. Depositi alluvionali ed eruzioni vulcaniche hanno progressivamente e repentinamente coperto vaste zone e sepolto alberi molto grandi (pensate che alcuni alberi fossili hanno un diametro di circa 2,5 metri!) che, col tempo e grazie all’erosione delle rocce circostanti, hanno dato vita a una vera e propria foresta fossile.

parco nazionale della foresta pietrificata

Negli Stati Uniti ci sono moltissimi altri esempi di foreste pietrificate, visitabili nello Yellowstone National Park oppure nello stato di New York, dove la Gilboa Fossil Forest è ancora una delle foreste fossili più antiche del mondo, dato che i tronchi pietrificati hanno circa 380 milioni di anni! Un’altra foresta fossile molto conosciuta si trova in Namibia ed è la Foresta Pietrificata di Khorixas: rappresenta il più grande accumulo di legno fossile in Africa e fu scoperta negli anni ‘40 da alcuni contadini del posto. Dal 1950 è stata dichiarata monumento nazionale.

In Grecia, sull’isola di Lesbo, si trova un'incredibile foresta pietrificata formatasi circa 20 milioni di anni fa quando una violenta eruzione vulcanica coprì l’intera area Nord dell’isola di cenere.
Anche in Italia ci sono dei meravigliosi esempi di foreste fossili. La foresta “mummia” di Dunarobba è uno dei siti paleo-archeologici più importanti al mondo. Si tratta di alberi risalenti a più di 2,5 milioni di anni fa e ottimamente conservati. Ma non solo: sempre in Italia, nel Parco Paleobotanico del comune di Martis in Sardegna, è possibile passeggiare tra i tronchi fossili di un’antica e rigogliosa foresta.
Se ne avete la possibilità andatele a visitare, è uno spettacolo davvero unico da vedere una volta nella vita!

Articolo a cura di
Arianna Izzi