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5 Dicembre 2022
14:00

Giornata mondiale del suolo, la situazione italiana nel 2022 secondo il report ISPRA

Oggi è la Giornata Mondiale del Suolo. Per l'occasione andiamo ad analizzare l'ultimo report ISPRA sulla situazione in Italia.

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Giornata mondiale del suolo, la situazione italiana nel 2022 secondo il report ISPRA
consumo suolo

Oggi, lunedì 5 dicembre 2022, è la Giornata Mondiale del Suolo. In occasione di questa ricorrenza l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha pubblicato un report proprio sul consumo di suolo in Italia e, purtroppo, i dati non sono confortanti. Il Bel Paese perde all'incirca 2,2 metri quadri di suolo al secondo e nel 2021 si è raggiunto il picco di 19 ettari di suolo persi ogni giorno – il valore più alto registrato negli ultimi dieci anni. Anche il WWF lancia l'allarme, riportando che oggi ci sono all'incirca 21500 km2 di suolo cementificati, dei quali 5400 occupati da edifici.

Le regioni Italiane con il maggiore consumo di suolo

Uno tra i dati più importanti che emergono dal rapporto è la crescente quantità di suolo che viene consumata ogni anno – cioè, in altre parole, la quantità di suolo che viene con coperture artificiali. ISPRA stima un consumo annuo di 77 km2 a causa dell'espansione urbana, per un valore complessivo pari a 1152 km2 tra il 2006 e il 2021. È tanto? È poco? Per darvi un'idea, è poco meno della superficie dell'intera provincia di Milano (1575 km2 circa). Ma andiamo un po' più nel dettaglio, quali sono le regioni con il maggior tasso di consumo?

Attualmente la media italiana è attorno al 7,13% di suolo consumato, anche se alcuni regioni riescono quasi a raddoppiare questo valore come la Lombardia (12,12%), il Veneto (11,90%) e la Campania (10,49%). All'opposto, le regioni più virtuose sono quelle montane, nello specifico Valle D'Aosta (2,15%) e Trentino-Alto Adige (3,06%).

Le cause del consumo di suolo

Abbiamo visto com'è distribuito il consumo di suolo in Italia, ma vediamo ora da cosa dipende. Sempre secondo i dati ISPRA, 5400 km2 di suolo consumato sono rappresentati da edifici - di cui 310 km2 occupati da edifici non utilizzati e degradati. Si tratta di un'area estesa quanto i comuni di Milano e Napoli messi assieme. Interessante anche l'area occupata dagli impianti fotovoltaici a terra. Si stima una loro superficie di circa 175 km2, concentrati soprattutto in Puglia, Emilia-Romagna e Lazio. Questo valore è però destinato ad aumentare nei prossimi anni e si stima che raggiungeranno un valore compreso tra i 750 e i 990 km2.

Gli effetti del consumo di suolo

Le aree perse in Italia dal 2012 avrebbero garantito una fornitura di 4 milioni e 150 mila quintali di prodotti agricoli in più, senza contare che avrebbero permesso l'infiltrazione di oltre 360 milioni di metri cubi di pioggia. Quest'acqua invece non avendo più disponibili aree per ricaricare le falde, non ha fatto altro che aumentare il rischio idrogeologico in molte aree del nostro Paese. Un'altra cosa che dobbiamo considerare è che il suolo consumato avrebbe stoccato oltre tre milioni di tonnellate di CO2, equivalenti alle emissioni di più di un milione di automobili.
Tutto questo, ovviamente, ha anche un impatto economico: si stima un potenziale danno pari all'incirca a 3,6 miliardi di euro annui.

Gli scenari futuri

Per capire quali sono i possibili scenari futuri ai quali stiamo andando in contro, prendiamo come riferimento il seguente grafico.

scenari consumo suolo italia
Credit: ISPRA.

In arancione è riportato lo scenario in cui il trend resta uguale a quello corrente: in questo caso si avrebbe un consumo di suolo di 1836 km2 tra il 2021 e il 2050. Lo scenario rosso è quello dell'aumento del consumo (3040 km2 tra 2021 e 2050) ma, ovviamente, in entrambi i casi si tratta di soluzioni da evitare. L'obiettivo è quello di ridurre il consumo di aree, puntando all'azzeramento e, addirittura, ad un ripristino di suolo da oggi al 2050.

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Stefano Gandelli
Redattore
Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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