
Gli ultimi tre giorni di gennaio sono noti come “i giorni della Merla” e tante sono le tradizioni e le leggende legate a questo periodo: per questo viene spontaneo chiedersi chi sia la merla. Con poche parole si potrebbe dire, semplicemente, che la merla non è altro che la femmina del merlo, ma in realtà c’è molto di più da raccontare. Intanto, l’appellativo stesso di “merla” deriva da merula che in latino indica proprio il merlo comune: infatti, la denominazione scientifica della specie è Turdus merula. Poi c’è da notare che in italiano poche specie di uccelli presentano una distinzione del nome al femminile e al maschile, nella maggior parte dei casi è grammaticalmente fisso: diciamo il picchio, la capinera, il falco, la rondine. Merlo e merla sono appunto una delle poche eccezioni: gli inglesi, invece, non fanno distinzioni e lo chiamano Blackbird, uccello nero. Il merlo e la merla sono, quindi, i due sessi di un uccello passeriforme, il Merlo comune, molto diffuso in Italia e in Europa e appartenente alla famiglia dei Turdidi: una famiglia presente in quasi tutto il mondo tranne che in Antartide e che conta ben 45 generi e circa 300 specie, che occupano un’ampia varietà di ambienti terrestri.
Le differenze fisiche tra merlo e merla
I due sessi di questa specie si differenziano non solo nel nome italiano, ma anche nell'aspetto: presentano infatti un dimorfismo (differenza nell'aspetto fra i due sessi) molto marcato. Il maschio ha piumaggio nero, palpebre gialle e becco giallo-arancio. La femmina presenta piumaggio marrone con il dorso più scuro e il petto più chiaro, la gola e il mento con striature bianco-grigiastre, il becco di colorazione variabile dal bruno scuro al giallo: caratteristiche che le permettono di mimetizzarsi nell'ambiente molto meglio del maschio.
Entrambi hanno zampe scure e robuste, adatte a cercare il cibo scavando anche un po’ il terreno e la lettiera alla ricerca di piccoli organismi. Pur nutrendosi sia di fonti animali che vegetali, i merli prediligono, soprattutto durante la stagione riproduttiva, insetti, ragni, millepiedi, lombrichi e chiocciole che cercano di catturare scavando nel terreno e a volte anche nella neve fino a 5-7 cm di profondità. Avendo un ottimo udito, riescono a captare e catturare organismi anche nei primi strati del suolo. Hanno un volo agile e veloce, ma si muovono spesso a terra o fra i rami con rapidi scatti. Hanno un canto modulato e flautato, con alcune diversità fra maschio e femmina che un bravo ornitologo (studioso degli uccelli) riesce a distinguere.
Un rapporto alla pari, con qualche divisione dei compiti
È stato osservato che le femmine trascorrono più tempo a cercare cibo rispetto ai maschi, soprattutto prima della deposizione delle uova per accumulare le energie necessarie. Il loro piumaggio più criptico (mimetico) riduce il rischio di essere predate mentre cercano cibo in radure e spazi aperti. La colorazione gialla e nera dei maschi attrae molto le femmine, ma può richiamare facilmente anche eventuali predatori. Entrambi i sessi curano la nidiata, ma i maschi sembrano nutrire i pulcini più delle femmine, oltre a vigilare e difendere il territorio anche con il canto. Studiando una popolazione di merli urbani è stato rilevato che i maschi con becco di un arancione particolarmente vivace hanno anche un maggiore peso corporeo, quindi sono "in forma" e le femmine tendono a preferirli per l'accoppiamento: in sostanza le merle scelgono i belli.

Dove vivono i merli e dove costruiscono il nido
Il merlo comune ha un comportamento migratorio piuttosto variabile in base alla latitudine e al variare delle condizioni climatiche di una zona. In genere, le popolazioni che nidificano nelle regioni nord europee o in zone montane tendono a migrare con la stagione più fredda, mentre quelle che vivono in Europa meridionale e nel bacino del Mediterraneo sono prevalentemente sedentarie. Scelgono ambienti con alberi e arbusti, misti a radure e terreni aperti dove cercano il cibo e si adattano molto bene agli ambienti antropizzati. Costruiscono i nidi fra i rami anche a pochi metri da terra intrecciando erba, paglia e ramoscelli e rivestendoli di fango internamente. La merla ha il ruolo principale nella costruzione del nido e inizia a realizzarlo in genere già dai primi di febbraio. Le prime uova si osservano già a fine febbraio, ma il momento di picco per la riproduzione è fra aprile e la fine di maggio.
Perché è nero? Tra natura e leggenda
La leggenda dei "giorni della Merla" racconta che i merli originariamente erano bianchi, ma un giorno, nell'ultimo periodo di gennaio, una merla e i suoi pulcini per trovare riparo dal freddo particolarmente intenso, si rifugiarono all'interno di un comignolo e ne uscirono tutti neri per la fuliggine: da allora il merlo è diventato nero. Questa leggenda potrebbe avere una spiegazione scientifica: i pigmenti più importanti per la colorazione degli uccelli sono i carotenoidi per il giallo e il rosso e la melanina per il nero e il marrone. Il nero intenso del merlo e il marrone della merla dipendono, quindi, dai quantitativi di melanina prodotti da ogni esemplare. Non è raro trovare merli bianchi in tutto o in parte per un fenomeno detto leucismo, dovuto ad una scarsa produzione di melanina e che può derivare da un difetto genetico oppure da una dieta carente di proteine che provoca la depigmentazione del piumaggio. Il fenomeno è frequente soprattutto nei merli che popolano gli ambienti urbani sia perché possono essere soggetti esposti ad agenti mutageni o a diete povere di nutrienti o ancora perché, pur essendo bianchi e ben evidenti, in città hanno un minor numero di predatori naturali. Quindi, è facile che qualcuno abbia osservato in gennaio merli bianchi e ne abbia ricavato una storia affascinante.