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25 Settembre 2026
13:30

Groenlandia e Antartide hanno perso 11.309 miliardi di tonnellate di ghiaccio in meno di 50 anni

I ricercatori hanno stimato che la perdita di ghiaccio in Groenlandia e Antartide abbia fatto aumentare il livello globale del mare di 31,4 mm. Il maggiore contributo proviene dal ghiaccio che scivola in mare sempre più rapidamente a partire dalle calotte.

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Groenlandia e Antartide hanno perso 11.309 miliardi di tonnellate di ghiaccio in meno di 50 anni
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Groenlandia e Antartide hanno perso 11.309 miliardi di tonnellate di ghiaccio tra il 1979 e il 2023.

Tra il 1979 e il 2023 le calotte glaciali di Groenlandia e Antartide hanno perso nel complesso 11.309 miliardi di tonnellate di ghiaccio, facendo aumentare il livello globale del mare di 31,4 millimetri. A contribuire alla maggior parte dell’innalzamento è stata la calotta della Groenlandia. Un dato particolarmente interessante è che la perdita di ghiaccio non è dovuta tanto alla fusione superficiale, quanto allo scivolamento sempre più rapido dei ghiacciai verso l’oceano. Questi sono i risultati di uno studio internazionale, pubblicato sulla rivista Scientific Data di Nature, che si è basato sull’analisi dei rilevamenti satellitari realizzati nel corso del tempo. Lo studio è frutto di una collaborazione internazionale che ha coinvolto la Northumbria University, in Inghilterra, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e la NASA.

Lo studio dei dati satellitari delle calotte glaciali

Per stimare la massa di ghiaccio persa dalle calotte negli ultimi decenni i ricercatori hanno utilizzato i dati relativi a 27 missioni satellitari compiute a partire dagli anni Settanta. L’analisi ha tenuto conto soltanto delle variazioni della massa delle calotte glaciali e non di quelle relative alle piattaforme di ghiaccio. L’INGV si è occupato in particolare di elaborare modelli numerici del sollevamento che la superficie terrestre ha subìto nel corso del tempo in risposta alla diminuzione del peso dei ghiacci (un fenomeno chiamato “aggiustamento isostatico”). Queste valutazioni sono importanti per elaborare una stima più precisa sull’attuale tasso di fusione dei ghiacciai.

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La variazione di massa delle calotte glaciali nel tempo e il loro contributo all'innalzamento del livello del mare. Credit: Nature

Dallo studio sulle immagini satellitari è risultato che tra il 1979 e il 2023 le calotte glaciali di Groenlandia e Antartide hanno perso complessivamente 11.309 miliardi di tonnellate di ghiaccio, facendo aumentare il livello globale del mare di oltre 3 centimetri. I dati rivelano che la maggiore perdita di ghiaccio si è avuta a partire dagli anni Novanta. Negli anni Ottanta la Groenlandia perdeva circa 60 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno, mentre nel primo decennio del Duemila ha perso 264 miliardi di tonnellate. Per quanto riguarda l’Antartide, tra gli anni Ottanta e gli anni 2010 la sua perdita è passata da circa 48 miliardi di tonnellate a 202 miliardi di tonnellate. Il contributo maggiore è stato quello dell’Antartide occidentale. Tra il 2020 e il 2023 questo processo ha subìto un rallentamento sia in Groenlandia, per via di un’estate mite, sia in Antartide, perché nevicate molto intense sull’Antartide orientale hanno compensato parzialmente le perdite delle altre aree del continente. Si è trattato tuttavia di una fase temporanea in un quadro di generale accelerazione della perdita di ghiaccio.

L'84% è provocato dallo scivolamento dei ghiacciai verso l'oceano

A differenza di ciò che si potrebbe pensare, solo il 16% della perdita di ghiaccio delle calotte è stato causato dalla loro fusione superficiale. Ben l’84% è invece stato provocato dallo scivolamento sempre più rapido dei ghiacciai verso l’oceano. Alla base di questo fenomeno c’è il ruolo delle acque oceaniche sempre più calde a causa del riscaldamento globale, le cui correnti erodono la base delle piattaforme di ghiaccio in Antartide e delle lingue glaciali che si estendono nei fiordi della Groenlandia. Il risultato è che le piattaforme di indeboliscono, si fratturano e perdono gradualmente la loro funzione di sostegno nei confronti del ghiaccio che si trova a monte sulla terraferma. Di conseguenza, questo scivola più velocemente verso il mare riversandosi al suo interno e contribuendo a far aumentare il livello del mare. Uno dei ghiacciai più noti tra quelli colpiti dal fenomeno è il Thwaites, conosciuto come “ghiacciaio dell’Apocalisse”, in Antartide occidentale.

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L'azione della corrente circumpolare sotto il Thwaites. Credit: Institute of Geophysics and Planetary Physics

Nell’Artico la perdita di ghiaccio avviene soprattutto sotto forma di distacco di enormi iceberg, come quello che si è recentemente capovolto vicino alla costa occidentale della Groenlandia, proveniente dal grande ghiacciaio Sermeq Kujalleq. La perdita di ghiaccio delle calotte polari contribuisce in modo determinante all’innalzamento del livello del mare e studiare il loro comportamento negli ultimi decenni è indispensabile per elaborare previsioni più accurate per il futuro. Anche pochi centimetri di innalzamento possono causare un notevole aumento dell’erosione costiera, con il rischio che molti litorali vengano sommersi.

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