
Il bagnomaria è una tecnica di cottura indiretta che consiste nell'immergere un recipiente all'interno di un altro più grande contenente acqua calda o in ebollizione, permettendo di scaldare o fondere i cibi in modo delicato e uniforme. Questo ingegnoso metodo, utilizzato quotidianamente nelle nostre cucine, porta il nome di una donna vissuta circa duemila anni fa: Maria la Giudea. È esattamente la tecnica a cui vi affiderete se, passata la Pasqua, vi avanzeranno delle uova di cioccolato e deciderete di usarle per preparare una torta: vi basterà un pentolino con l'acqua sul fuoco e una ciotola appoggiata sopra per ottenere una fonduta perfetta, capace di far venire l'acquolina in bocca senza il rischio di bruciare nulla.
Il funzionamento della tecnica di cottura: la fisica dell’acqua
Il bagnomaria funziona grazie al punto di ebollizione: 100 °C a livello del mare. Quando l'acqua nel recipiente esterno raggiunge questa temperatura, non si scalda ulteriormente e tutta l'energia fornita dalla fiamma viene utilizzata per trasformare l'acqua in vapore. Il contenuto del recipiente interno, quindi, non supererà mai i 100 °C, indipendentemente da quanto sia forte la fiamma sotto.
Questo rende il bagnomaria uno strumento di controllo della temperatura preciso e affidabile. I bagnomaria sono utilizzati anche in laboratorio (bagnetti termostatici), per esempio in microbiologia, quando la temperatura richiesta è inferiore o uguale ai 100 °C, perché garantiscono un riscaldamento omogeneo e costante senza rischio di surriscaldamento localizzato.
Il cioccolato, che contiene burro di cacao, se fuso in padella potrebbe bruciare molto facilmente. Con questa tecnica invece la soglia di temperatura non viene mai superata, mantenendo il calore uniforme su tutta la superficie del recipiente.
L’origine del nome bagnomaria deriva da Maria la Giudea
Il nome bagnomaria deriva da un'importante alchimista dell'antichità, Maria la Giudea. Non esistono documenti in grado di collocare con esattezza quando e dove abbia vissuto Maria. L’ipotesi oggi più accreditata è che visse ad Alessandria d’Egitto tra il I e il III secolo d.C.. Il suo personaggio è però avvolto dal mito, secondo alcune teorie, Maria era la sorella di Mosè e Aronne, il che la collocherebbe storicamente prima della nascita di Gesù.
Dei suoi studi e scoperte, invece, è rimasto qualcosa di più tangibile. Oltre al metodo di cottura – chiamato anticamente kaminos Marias e poi balneum Mariae – a Maria la Giudea si fa risalire anche l'invenzione dell'alambicco, lo strumento ancora oggi utilizzato per la distillazione dei liquori.
