0 risultati
video suggerito
video suggerito
5 Aprile 2026
15:00

Perché si dice scaldare a bagnomaria: deriva dall’alchimista di 2mila anni fa Maria la Giudea

Il bagnomaria, una tecnica di cottura indiretta, sfrutta l'ebollizione dell'acqua a 100°C per scaldare cibi delicati in modo uniforme, evitandone la bruciatura. Prende il nome da Maria la Giudea, l'antica alchimista a cui si deve anche l'invenzione dell'alambicco.

Ti piace questo contenuto?
Perché si dice scaldare a bagnomaria: deriva dall’alchimista di 2mila anni fa Maria la Giudea
bagnomaria geopop

Il bagnomaria è una tecnica di cottura indiretta che consiste nell'immergere un recipiente all'interno di un altro più grande contenente acqua calda o in ebollizione, permettendo di scaldare o fondere i cibi in modo delicato e uniforme. Questo ingegnoso metodo, utilizzato quotidianamente nelle nostre cucine, porta il nome di una donna vissuta circa duemila anni fa: Maria la Giudea. È esattamente la tecnica a cui vi affiderete se, passata la Pasqua, vi avanzeranno delle uova di cioccolato e deciderete di usarle per preparare una torta: vi basterà un pentolino con l'acqua sul fuoco e una ciotola appoggiata sopra per ottenere una fonduta perfetta, capace di far venire l'acquolina in bocca senza il rischio di bruciare nulla.

Il funzionamento della tecnica di cottura: la fisica dell’acqua

Il bagnomaria funziona grazie al punto di ebollizione100 °C a livello del mare. Quando l'acqua nel recipiente esterno raggiunge questa temperatura, non si scalda ulteriormente e tutta l'energia fornita dalla fiamma viene utilizzata per trasformare l'acqua in vapore. Il contenuto del recipiente interno, quindi, non supererà mai i 100 °C, indipendentemente da quanto sia forte la fiamma sotto.

Questo rende il bagnomaria uno strumento di controllo della temperatura preciso e affidabile. I bagnomaria sono utilizzati anche in laboratorio (bagnetti termostatici), per esempio in microbiologia, quando la temperatura richiesta è inferiore o uguale ai 100 °C, perché garantiscono un riscaldamento omogeneo e costante senza rischio di surriscaldamento localizzato.

Il cioccolato, che contiene burro di cacao, se fuso in padella potrebbe bruciare molto facilmente. Con questa tecnica invece la soglia di temperatura non viene mai superata, mantenendo il calore uniforme su tutta la superficie del recipiente.

L’origine del nome bagnomaria deriva da Maria la Giudea

Il nome bagnomaria deriva da un'importante alchimista dell'antichità, Maria la Giudea. Non esistono documenti in grado di collocare con esattezza quando e dove abbia vissuto Maria. L’ipotesi oggi più accreditata è che visse ad Alessandria d’Egitto tra il I e il III secolo d.C.. Il suo personaggio è però avvolto dal mito, secondo alcune teorie, Maria era la sorella di Mosè e Aronne, il che la collocherebbe storicamente prima della nascita di Gesù.

Dei suoi studi e scoperte, invece, è rimasto qualcosa di più tangibile. Oltre al metodo di cottura – chiamato anticamente kaminos Marias e poi balneum Mariae – a Maria la Giudea si fa risalire anche l'invenzione dell'alambicco, lo strumento ancora oggi utilizzato per la distillazione dei liquori.

alambicco per distillare
L’alambicco per la distillazione dei liquori. Credit: via Wikimedia Commons
Avatar utente
Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano. Una passione a 360 gradi che oggi unisco al mio lavoro, raccontando il mondo dello sport anche nei miei articoli.  
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views